Quinoa: da cibo per poveri a cibo del futuro

Semi di quinoa

La quinoa contiene più calcio del latte ed è priva di glutine

Di quinoa sentiremo parlare sempre più spesso e arriverà il giorno che questo para-cereale ancora poco conosciuto in Europa avrà un posto di rilievo sulle nostre tavole, e nei nostri campi. Non  a caso l’ONU ha dichiarato che il 2013 sarà l’anno della quinoa e alcuni già la definiscono la soia del 2000. A favorire la diffusione di quinoa saranno le ottime proprietà nutrizionali e l’adattabilità a condizioni climatiche difficili e terreni diversi.

Dal punto di vista della coltivazione, la quinoa ha tutte le carte in regole per avere un futuro: cresce fino a 4000 metri, resiste a temperature bassissime e ha un fabbisogno di acqua irrisorio rispetto ai cugini cereali. Inoltre della pianta di quinoa  si usa praticamente tutto: le spighe apicali che contengono i caratteristici semi, le foglie che vengono usate come gli spinaci (di cui ricordano il sapore) e il fusto che diventa un alimento per il bestiame.

Anche dal punto di vista nutrizionale le notizie sono solo positive: la quinoa è ricca di calcio (molto più del latte) e priva di glutine, cosa che ne favorisce la digestione e la rende adatta anche ai celiaci. Il contenuto di proteine è superiore del 10-18% rispetto a ogni cereale. Il consumo regolare di quinoa contribuisce a ridurre il senso di fame e il desiderio di cibi grassi o sostanziosi. Per questo motivo, secondo la medicina tradizionale cinese la quinoa è indispensabile per integrare una dieta mirata al dimagramento.

Quella della quinoa sembra una riscossa, o forse è il segno dei tempi. Fin dall’antichità questo vegetale è stato alla base dell’alimentazione delle popolazioni andine (Sudamerica), da loro considerato sacro (il “grano madre” degli Incas), poi soppiantato dai cereali europei a seguito della colonizzazione e degradato a “cibo per poveri”. Forse perché cresce spontaneamente, oltre a poter essere coltivato. Ora però torna in auge.

La quinoa viene definita un cereale anche se non lo è realmente (per questo abbiamo parlato di para-cereale): appartiene infatti alla famiglia delle Chenopodiacee, la stessa di bietole e spinaci. La varietà coltivata è la Chenopodium quinoa, dai cui semi si ricavano farina e pasta. Oggi la quinoa costituisce una risorsa economica importante per i contadini del Perù e della Bolivia, che si affidano perlopiù ai canali del commercio equo.

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Pubblicato da Michele Ciceri il 2 settembre 2012