Piantaggine: proprietà

piantaggine

Piantaggine, una pianta piuttosto banale e poco bella, ricca di virtù ma che non è appariscente e non ha di certo la fama che si merita. Proviamo a farle giustizia, o almeno a farla conoscere ai più in modo che possano utilizzarla, come rimedio per qualche malessere. E anche, o in alternativa, come ingrediente per piatti salutisti o gustosi. Io vi darà la ricetta di uno dei secondi.



La Piantaggine (Plantago) fa parte della famiglia delle Plantaginaceae e ha proprietà antinfiammatorio ed espettorante, viene usata anche in caso d’infiammazioni delle mucose. Le sue potenzialità sono note fin da tempi molto antichi, basta citare Dioscoride (I sec. d. C) quando la consigliava per la dissenteria, oppure Plinio che, entusiasta, la definiva “erba magica”.

Nella storia è sempre stata riconosciuta la sua utilità, la vediamo sfruttata come astringente, contro le mestruazioni abbondanti, e come “formidabile antidoto” contro il veleno di scorpioni e serpenti.

Piantaggine lanceolata

La Piantaggine lanceolata è pianta erbacea con uno scapo profondamente solcato che può essere alto dai 10 fino ai 60 cm. Le foglie hanno molte nervature e, come suggerisce il nome della tipologia di Piantaggine, sono lanceolate. I fiori sono riuniti in una spiga, numerosi, tutti assieme.

Come accennato nell’introduzione, questa pianta è molto comune, nel nostro paese la troviamo ovunque, in qualsiasi luogo erboso o luogo incolto. Ciglio della strada compreso. Pur conoscendo e riconoscendone gli svariati usi, nessuno ha mai badato molto alla Piantaggine lanceolata dando per scontato che tanto era a disposizione.

Questa indifferenza è dovuta anche al suo aspetto anonimo: non è bella, non è colorata, non profuma, ha dei fiori con un aspetto dimesso e umile. E’ da sempre una pianta compresa nelle pratiche mediche popolari, però, e deve il suo nome molto probabilmente alla somiglianza delle foglie alla pianta del piede. Piantaggine da “planta”.

piantaggine fiore

Piantaggine: proprietà

Solo accennate, finora, le proprietà della Piantaggine meritano di essere illustrate con più precisione. Le foglie di questa pianta, iniziamo da loro: hanno proprietà espettoranti, antibatteriche, antinfiammatorie e astringenti. Questo perché contengono glucosidi iridoidi, flavonoidi, mucillagini, tannini, pectine, acido salico, sali minerali.

In particolare per l’azione antinfiammatoria della Piantaggine c’è da ringraziare l’aucubina, questa particolare capacità d’azione fasi che diventi rimedio efficace in caso di stati infiammatori della cute e delle mucose che rivestono bocca, gola e vie respiratorie in genere. Oppure in caso tosse, catarro bronchiale, bronchite cronica, allergie varie e sinusiti.

Cambiando contesto, ma sempre pensando alle proprietà antinfiammatorie, vediamo la Piantaggine utilizzata per lenire infiammazioni dell’apparato urogenitale. La presenza di acidi fenolici in questa pianta le attribuisce una azione antisettica che la fa apprezzare a chi ha reazioni allergiche o infezioni batteriche, il suo contenuto di acido silicico, zinco e potassio è invece il responsabile delle sue proprietà diuretiche e di remineralizzante.

Ad uso esterno la Piantaggine risulta cicatrizzante, lenitiva, antipruriginosa, decongestionante: un rimedio naturale consigliabile per dermatosi, piccole lesioni della pelle, acne, infiammazioni palpebrali e oculari anche di natura allergica. A parte i soggetti esplicitamente allergici alle piante del genere a cui la Piantaggine appartiene, tutti possono utilizzarla senza timore di reazioni strane: è proprio una pianta popolare e “comune”.

piantaggine proprietà

Piantaggine maggiore

La Piantaggine maggiore arriva fino a 30 cm di altezza, è una pianta erbacea perenne ma non ha fusto, ha degli scapi, uno o più, con la spiga di fiori in cima. Come la sorella lanceolata, pur non essendo lanceolata, cresce sia al mare sia in zone alpine, nei prati, nei campi, lungo le strade e in tutti i luoghi erbosi. Di questa Piantaggine si utilizzano foglie e semi.

Le prime devono essere raccolte solo quando sono sviluppate completamente, quindi da giugno in poi: si fanno essiccare all’ombra e si conservano in sacchetti di carta o di tela. Per ottenere i semi, invece, bisogna recidere le spighe, di solito verso fine estate, facendole essiccare e poi battendole in modo da separare i semi da conservare in recipienti di vetro o porcellana. L’importante è che sino in un luogo non umido.

Piantaggine: foto

Non sono molto significative le foto della Piantaggine, o forse, confermano il fatto che si tratta più che mai di una pianta molto comune e difficile da notare, ad esempio, tra quelle che chiamiamo erbacce, sul ciglio di una strada. In questo senso, le foto potrebbero essere utili per riconoscerla, dato che ormai ne conosciamo le virtù.

piantaggine foto

Piantaggine: ricette

Oltre che utile in foto terapia, la Piantaggine lo è anche in cucina. Più che utile, gradevole, nelle insalate e nei minestroni, ma non solo, anche unita ad altre piante, lessata e condita con olio e aceto aromatico. Tutto qui? No. Ce n’è anche per chi è più goloso, e può cucinare un calzone alla piantaggine o un risotto, una zuppa di verdure con un tocco di personalità, e le crocchette.

Queste ultime sono le migliori, si preparano con 400 g di foglie di piantaggine, 2 spicchi di aglio, un cucchiaio di prezzemolo tritato, 50 g di. Burro, 20 g di farina, un bicchiere dì latte, 3 uova, parmigiano reggiano grattugiato, una fetta da circa 150 g di prosciutto crudo, pane grattugiato e olio. Dopo averle lavate, tritiamo le foglie della nostra pianta per poi farle appassire con l’aglio e prezzemolo in 30 g di burro.

Intanto prepariamo una besciamella densa usando farina, burro e il bicchiere di latte. Una volta fatto cuocere tutto per 10 minuti, sempre mescolando, si può incorporare alla salsa ottenuta la piantaggine che abbiamo preparato assieme a un uovo, due manciate di parmigiano e il prosciutto crudo tagliato a dadini. Continuando a mischiare per far amalgamare gli ingredienti, si finisce stendendo il composto ottenuto su un piano umido, lasciando che si rassodi. Per finire lo su taglia a quadretti da passare nelle uova sbattute e nel pane grattato. Non resta che friggere, far raffreddare e gustare la ricetta appena imparata.

Piantaggine: tintura

Se non abbiamo voglia di spadellare, o non vogliamo odore di fritto in casa, con 10 euro la nostra dose di Piantaggine è assicurata con la tintura, non alcolica e organica al 100%.

Piantaggine: capsule

Altra modalità inodore e a fatica zero, o quasi, per godere dei benefici della Piantaggine, è rappresentata dallo sciroppo, in vendita anche su Amazon a meno di 1o euro in confezioni da 250 ml.  Alternative possibili sono l’infuso o il decotto, in cui associare la Piantaggine ad altre piante balsamiche ed espettoranti. Per calmare la tosse ho sentito spesso preferire lo sciroppo.

Se vi è piaciuto questo articolo continuate a seguirmi anche su TwitterFacebookGoogle+Pinterest e…  altrove dovete scovarmi voi!

Vi potrebbero interessare anche i seguenti articoli:

Pubblicato da Marta Abbà il 19 aprile 2016