Pesco in vaso, coltivazione e cure

pesco in vaso

Pesco in vaso: come coltivare pesche in vaso. Consigli e istruzioni sulla coltivazione del pesco nano o di altre varietà adatte alla coltivazione in vaso.

Il pesco è una pianta generosa, può regalare frutti già da pochi anni dall’impianto. Un albero di pesco non dà solo frutti ma aggiunge un tocco di eleganza al giardino: i fiori di pesco, in primavera, rallegrano terrazze, balconi e intere tenute.

Pesche, proprietà nutrizionali

Le pesche sono ricche di sali minerali, vitamine e fibre. Prima di parlare della coltivazione del pesco in vaso soffermiamoci sui valori nutrizionali di questi frutti. Ecco i valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto.

  • Calorie: 39 kcal
  • Carboidrati: 9,5 gr
  • Proteine vegetali: 0,91 gr
  • Grassi: 0,25 gr
  • Fibre: 1,5 gr
  • Zuccheri: 8,5 gr
  • Acqua: 88,9 gr

Le pesche sono una buona fonte di betacarotene che il nostro organismo trasforma in vitamina A.

Pesco che non dà frutti

Il pesco è una pianta rustica molto resistente al freddo. Vi basterà pensare che, in Italia, la regione che vanta la maggior produzione di pesche, è l’Emilia Romagna che si aggiudica, ogni anno, circa un terzo della produzione.

La pianta di pesca non solo resiste al freddo ma ne ha bisogno altrimenti rischia di non produrre frutti. Per fruttificare in abbondanza, le piante di pesco necessitano di un periodo di freddo. Se la pianta di pesco non produce frutti o vi restituisce solo poche pesche, considerate che la sua produzione potrebbe essere influenzata dal freddo. I raccolti più abbondanti si ottengono con inverni che hanno almeno 800 ore di freddo, cioè a una temperatura inferiore ai 7 °C.

Il pesco che non produce frutti o ne produce pochi, può essere stato danneggiato dalle gelate: le gelate tardive, quelle che cadono in tarda primavera, possono rovinare irrimediabilmente la produzione perché danneggiano la fioritura. Anche un suolo poco fertile e un gran numero di malattie possono indurre una scarsa produzione di frutti.

Coltivazione del pesco in vaso: il pesco nano

E’ possibile coltivare il pesco in vaso, sul terrazzo o sul balcone. Per la coltivazione del pesco in vaso dobbiamo scegliere varietà nane. Sono molte le piante da frutto nane che si prestano alla coltivazione in vaso e il pesco è annoverata tra queste. Il pesco nano può fruttificare e regalarvi un esiguo numero di frutti. Le varietà della pianta di pesca nana sono:

  • Varietà Garden Beauty
    Questo pesco nano vi fornisce frutti dalla polpa gialla (pesca gialla), dolce e profumata.
  • Varietà Nectarella
    Tra le varietà nane non più alte di 100 cm. Presenta buccia liscia e il suo frutto è conosciuto, in Campania, come pesca noce o pesca nocerina.
  • Varietà Bonanza
    Anche in questo caso, la pianta di pesca non si sviluppa più di un metro.

Per la coltivazione del pesco in vaso, acquistate una pianta di un anno e, una volta a casa, eseguite immediatamente il trapianto. Per il rinvaso, bagnate abbondantemente il terreno del vaso in cui avete acquistato la pianta e trasferite l’intero pane di terra in un contenitore dal diametro di 50 cm. Così come la larghezza del vaso, è importate scegliere un contenitore dalla profondità adeguata: per coltivare il pesco nano in vaso dovrete scegliere un contenitore profondo 50 cm per consentire un corretto sviluppo radicale.

Al terriccio del rinvaso (scegliete un terriccio soffice), aggiungete alcune manciate di letame pellettato. Sul fondo del vaso, predisponete uno strato drenante aggiungendo un paio di centimetri di ghiaia o argilla espansa.

In tutto il periodo della coltivazione del pesco, il vaso dovrà essere leggermente sollevato dal pavimento: usate quattro tappi di plastica o dei mattoncini così da facilitare ulteriormente lo sgrondo dell’acqua in eccesso. Se non volete rischiare di sporcare il pavimento del terrazzo o del balcone, acquistate un sottovaso molto più grande del vostro vaso e posizionate i rialzi (tappi di plastica o due mattoni) proprio nel sottovaso.

Posizionate il vostro pesco in vaso in un luogo soleggiato. La concimazione va eseguita al momento del primo rinvaso e poi due volte all’anno, in primavera e in tardo autunno, poco prima dell’inverno.

Pubblicato da Anna De Simone il 17 agosto 2016