Pappagalli parlanti: prezzo e razze

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Pappagalli parlanti, cosa diranno mai? Ciò che gli insegniamo, o ciò che mai vorremmo imparassero? Me lo chiedo perché ho scoperto che i pappagalli parlanti hanno un bel caratterino, prezzo e razze non importano, lo hanno e basta. Tra l’altro per i pappagalli si dovrebbe parlare esclusivamente di “specie” in quanto il termine “razza” è tassonomicamente errato.

All’interno delle singole specie di pappagalli , nel caso in cui cambi il colore, si potrà parlare di mutazione.

Conosciute quindi, specie e prezzo, meglio informarsi bene sulle loro caratteristiche. E sul loro “caratteraccio”, perché si può sempre optare su un bel peluche se non ci si sente pronti ora!



Pappagalli parlanti: prezzo

Il pronunciare parole o frasi, o nulla, per i pappagalli parlanti, più che una questione di razza – ma un po’ lo è – è soprattutto qualcosa che dipende dal processo di apprendimento dell’animale. I più ricettivi ci sono, ma poi è nostro compito stargli dietro. Imparano per “osmosi linguistica”, niente lezione frontale. Il loro prezzo, senza lezioni e senza certezza che dicano ciò che vogliamo, è tra i 700 e i 1000 euro. Vediamo le razze di pappagalli “più parlanti”.

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Pappagalli parlanti: Cenerino

Il Cenerino è tra i pappagalli parlanti originari dell’Africa: color grigio cenere con punte di bianco e coda rossa, non è tra i più variopinti e alla fine, tra i suoi simili, risulta saltare all’occhio proprio per questo, in mezzo alle carnevalate altrui. Ne esistono 2 sottospecie riconosciute: il Cenerino Maggiore, di oltre 35 cm di lunghezza, e il Cenerino Minore, più piccolo e più scuro. Entrambi hanno bisogno di spazio e non amano affatto stare in gabbia: ma chi lo ama, mi chiedo io? Fatto sta che lui, il Cenerino, ha un carattere deciso e forte.

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I Cenerini non sono affettuosi in senso “umano” ma sono dei pappagalli parlanti che se allevati dal’uomo sviluppano un attaccamento morboso al proprio padrone. E ne ripetono ogni frase. L’aspettativa di vita di un Cenerino va dai 40 ai 60 anni e anche più, se tenuto in condizioni ottimali. Cioè niente correnti d’aria, gabbia grande, dieta molto varia fatta non solo di semi e mela, ma frutta, verdura, cereali, legumi e mangime. E’ importante avere orari regolari e farglieli pure sapere.

Dai colori più vivaci e dalle dimensione più contenute, tra i pappagalli parlanti segnaliamo il parrocchetto monaco. Il suo prezzo varia molto in base alla livrea e l’addestramento: i pappagalli parlanti addestrati a mano (e non in gabbia) tendono a costare di più.

Pappagalli parlanti: Amazzone

Sempre se tenuto come si deve, ma l’Amazzone, è molto più longevo rispetto ad altri pappagalli parlanti: campa 80 anni. E’ anche più grande del Cenerino e dal suo Sudamerica porta nelle nostre caso un piumaggio variopinto, degno sì di un Carnevale. Anche l’Amazzone tra i pappagalli parlanti è molto attaccato al proprio padrone, è sveglio e intelligente ma geloso da matti. Anche e soprattutto se si mette a vociare: si fa sentire e se il padrone è suo, deve parlare con lui. Così ragionano questi pappagalli parlanti.

Ma scriviamone anche bene: sono molto socievoli, abituati a vivere in gruppo da sempre, sono leali, affettuosi ed amanti del divertimento. Intelligenti e giocosi, golose di noci e frutta, oltre che di fogliame, le Amazzoni hanno capacità mimiche che sorprendono e le rendono pappagalli parlanti irresistibili.

Pappagalli parlanti: Cacatua

Il pappagallo Cacatua arriva da un continente ancora di verso: dall’Oceania, e tra le sue numerose sottospecie la più loquace è la “goffiniana”, la migliore, o quasi, tra tutti i pappagalli parlanti. Il Cacatua sfoggia un piumaggio chiaro, con qualche sfumatura poco vistosa, e spicca tra i suoi colleghi pappagalli parlanti per il suo becco ricurvo, per il piede zigodattilo, ma soprattutto per la sua cresta erettile: meravigliosa!

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Le “misure” di questo pennuto sono 30-60, per quanto riguarda le dimensioni, in cm, mentre 80 è il numero di anni che può restare sulla terra a farci compagnia, con il suo fare giocherellone e intelligente al tempo stesso. E’ molto intelligente, per cui, come altri pappagalli parlanti, ha bisogno di essere stimolato e ascoltato.

Detto diversamente se non date loro attenzione e “giurate amicizia” arriva fino a strapparsi le penne per noia. Prenderne due non basta, questi pappagalli parlanti vogliono voi. Vogliono che interagiate con loro, vogliono uscire dalla gabbia, ma se li accarezzate e parlate con loro poi ripetono quanto detto con moderata bravura.

Pappagalli parlanti: Calopsite

Loquace lo è anche il Calopsite che tra i pappagalli parlanti si classifica come di media/ piccola taglia (30-32 cm) e media aspettativa di vita (20 anni circa) ma è anche più economico. I pappagalli parlanti Calopsite si presentano grigi con una coda lunga più chiara e un buffo ciuffo sulla fronte, tutto loro! In faccia sono gialli, con una macchia rossa sulla guancia che varia tonalità e dimensioni al variare del sesso: la meno colorata è la femmina.

Abituati a vivere in gruppo questi pappagalli parlanti hanno un carattere socievole e poco aggressivo, sono curiosi ed è anche per questo che fin da piccoli, se stimolati, imparano giochi e parole. I loro “piatti” preferiti sono a base di semi di piccoli, di bacche, frutta, semi e verdura ma attenzione: documentarsi su quelli che non gli risultano novici. Arriva dall’Australia, questo Calopsite, ma si narra che, nomade come è, oggi sia anche in Italia: se ne sarebbe avvistata una colonia in provincia di Catania e alcuni esemplari anche nelle palme del porto di Cagliari.

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Pappagalli parlanti: Conuro

Estremamente bravo a imitare la voce umana, tra i pappagalli parlanti, c’è quello con lo splendido nome di Conuro del sole. Vivace, affettuoso, allegro, ha un colorito meraviglioso che già il nome fa intuire. Il suo mantello in generale è giallo oro, le ali, parte superiore, sono verdi con una punta blu, la coda mescola ancora questi colori mentre si avvista dell’arancione sul ventre e ai lati del becco.

Tutta questa meraviglia di tinte sta nei suoi 30 cm di lunghezza: non è il più grande tra i pappagalli parlanti. Come altri variopinti amici, arriva dalle savane alberate e dai boschi di palme del Sud America, non sembra correre rischi imminenti di estinzione ed è in Europa fino al 1971: subito, bello e ciarliero, è stato allevato e riprodotto con profitto.

Nella sua dieta, oltre ai “classici” cibi per pappagalli parlanti – frutta, semi, noci, bacche – il Conuro del Sole inserisce anche molti fiori. Che siano questi a renderlo così variopinto? Nel caso, meglio preparargli una gabbia e uno spazio floreale e colorato con questi adesivi da parete ad hoc.

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Pappagalli parlanti Ara

Immancabile in un elenco di pappagalli parlanti l’Ara, nello specifico ho scelto, per i colori e il carattere, l’ara gialloblu detta anche Ara ararauna, la specie più nota e più diffusa. Piumaggio e dimensioni, docilità e tranquillità la rendono eccellente come animale da compagnia ma anche come giocoliere circense: è una star spesso in parchi acquatici e parchi-giochi.

Tra i pappagalli parlanti è tra i più longevi, raggiunge i 70 anni senza difficoltà, ha un fisico robusto, con i suoi 80 e oltre cm, e ben si presta alla riproduzione in cattività. Nella gabbia ama molto, oltre che parlare, a sproposito, anche, arrampicarsi usando abilmente le forti zampe e il becco.

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L’Ara è originario del Centro e del Sud America (Panama, Colombia, Ecuador, Perù, Venezuela, Guyana, Trinidad, Brasile, Bolivia, Paraguay e anche nel nord dell’Argentina) dove vive in boscaglie fitte e delle foreste, si rifugia nella chioma di grandi alberi, mangia frutta, sementi, bacche, germogli, lumachine e in generale tutto ciò che di commestibile trova sugli alberi. Tra tutti i pappagalli parlanti di cui abbiamo parlato, senza pietà, a volte, questa Ara gialloblu è uno tra i più tranquilli e docili. Ma non ha nulla da invidiare ai suoi colleghi è un bravo imitatore, non solo a parole!

I suoi colori lo rendono unico:la fronte verde sfuma in azzurro-blu verso il capo e la nuca mentre le guance sono di pelle nuda bianca con leggere striature nere. Evidente è il nero del sottogola che continua sul grande becco nero come l’iride bordata di giallo. Nuca e dorso, comprese ali e coda, sono di un bell’azzurro-blu, mentre il collo, il petto, il ventre, l’addome e la parte inferiore di ali e coda sono di colore giallo intenso. Non manca un colore, è per persone che hanno bisogno di allegria, o che amano vestirsi in modo colorato  e avere un pappagallo parlante sempre ben abbinato.

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Pubblicato da Marta Abbà il 17 agosto 2018