Pappagalli domestici: razze e caratteristiche

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Pappagalli domestici, animali non per tutti ma capaci di grandi gesti di cuore se ben educati. Si dice che i pappagalli domestici diano del gran filo da torcere: è vero, ma se presi per il verso giusto da voi padroni, sapranno dare amore e gioia. Certo bisogna essere preparati all’arrivo dei pappagalli domestici.



C’è chi dice che i pappagalli domestici mordono, chi che distruggono casa, chi che fanno un gran bel rumore. Non si può negare in assoluto tutto ciò, ma va detto che sono atteggiamenti che nascono da una assente o cattiva educazione del nostro amico pennuto. Se i pappagalli domestici diventano molto casinisti, in casa insopportabili, è necessario far loro capire che ci sono metodi più piacevoli per attirare la nostra attenzione e che con i decibel non raggiungono il risultato voluto.

Per i morsi, non è che i pappagalli domestici “azzannano” a caso, perché gli va. Se lo fanno, ammesso che lo facciano, è perché più volte aveteinvaso il loro spazio ignorando i loro avvertimenti. Quali? Bisogna iniziare a capire il loro linguaggio del corpo se si vuole convivere pacificamente con i pappagalli domestici, a rispettare il loro spazio e anche a riconoscere quando ha voglia di coccole. Allora lo si fa uscire dalla gabbia accontentandolo senza paura di alcuna sua reazione violenta o “beccata”.

I danni ai mobili e alla casa: se si lasciano liberi dopo tanta cattività i pappagalli domestici ovviamente possono scatenarsi e rovinare ciò che li circonda, sta a noi curarli a vista e soprattutto non farli annoiare. Non tanto quando escono ma in generlae anche quando sono nella loro gabbia. I pappagalli domestici devono poter giocare e muoversi, sono curiosi e fanno molto ciò che vogliono, sono molto curiosi e iperattivi.

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Compreso che se adottiamo pappagalli domestici dobbiamo avere un carattere forte almeno quanto il loro, ricordiamo di fornire innanzitutto spazio, compagnia e cibo, e attenzione. Ecco allora che saremo ricambiati da simpatia, presenza di spirito, amore e allegria. Perchè in casa questi animali fanno veramente molta compagnia, oltre alla nota di colore che molte razze di pappagalli domestici sfoggiano.

Pappagalli domestici: razze (o meglio specie) più comuni

Quando ci troviamo a scegliere tra i pappagalli domestici in commercio quelle che ci vengono proposte sono solitamente le razze più comuni o per essere precisi le “specie” più comuni perché parlare di razze è tassonomicamente sbagliato, nel caso dei pappagalli. All’interno delle singole specie se varia il colore si parla di mutazione.

Tra le specie che abbiamo sentito pronunciare almeno una volta, sicuramente, rientrano il pappagallo Cenerino, i Parrocchetti e gli Inseparabili.

Il primo, tra i pappagalli domestici, è un gran chiacchierone, un bel tipetto, bisogna dirlo, che pretende ampi spazi nonostante non sia molto grande. Vive a lungo e se ben educato si affeziona al padrone instaurando un sincero legame di rispetto e stima.

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I parrocchetti sono pappagalli domestici dai colori meravigliosi e caratterizzati da “un collare”. Sono anche molto aperti e socievoli, anzi, hanno proprio bisogno di compagnia perché abituati a vivere in gruppo.

Gli Inseparabili vanno presi, va da sé, almeno in coppia, e si distinguono per la loro bellezza dai colori vivaci e sfumati, in coppia diventa doppia e affascinante. A volte speculare.

Pappagalli domestici: il parrocchetto ondulato

Il parrocchetto ondulato è scientificamente detto Melopsittacus undulatus ed appartiene alla famiglia degli Psittacidi. Il suo nome, al di là dell’ondulato, deriva dal greco e significa “pappagallo melodioso“, quindi capiamo bene come distinguerlo dagli altri pappagalli domestici.

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Come dimensioni, è tra i 15 e i 20 cm, come colori, sfoggia spesso il verde, colore “originario” che ha poi lasciato spazio ad altre 32 tinte apparse in cattività. C’è ditutto, a parte il rosso. Sopra il becco, adunco, c’è la cera e anch’essa cambia colore di volta in volta: per le femmine adulte è marrone, è poi bianca o azzurrina nelle femmine giovani, invece blu carico nei maschi adulti.

Il parrocchetto ha una vita media, se rientra tra i pappagalli domestici, quindi in cattività, di 8-10 anni, in natura si ferma a 3-4 anni. Arriva dall’Australia e predilige zone secche o aride ma ha imparato a resistere a temperature tra i 4 °C e i 35 °C, attorno ai 20° – 25° C è più felice.

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Pappagalli domestici: gli Inseparabili

I pappagalli domestici Agapornis Selby sono molto diffusi e arrivano dall’Africae sono comunemente noti come Inseparabili. Il loro nome scientifico è greco e si collega al concetto di amore, il nome comune inglese è lovebird, quello italiano di Inseparabili fa comunque esplicito riferimento al fatto che quando due Inseparabili si incontrano, non si mollano più.

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Questi pappagalli domestici sono minuti, dai 13 ai 17 cm, e spesso verdi anche se esistono altre colorazioni, arrivano dall’Africa centro-meridionale e in generale, se non sono pappagalli domestici, vivono in vere e proprie famiglie di 5 o anche 20 componenti, abitano le steppe e le savane, le rive di pozze d’acqua e i boschi d’acacie. L’aspettativa di vita di questi romantici pappagalli domestici è di 10 – 15 anni.

Pappagalli domestici: il Pappagallo Cenerino

Sempre dall’Africa arriva anche il pappagallo Cenerino, col nome scientifico di Psittacus erithacus Linnaeus. E un uccello di medie dimensioni, appartenente alla famiglia Psittacidae. Il suo nome richiama subito al suo aspetto fisico, al suo colore grigio cenere, accompagnato a punte di bianco e una coda, rossa o marrone a seconda della sottospecie.

I Cenerini Africani del Congo, ad esempio, sono pappagalli domestici ma di 35 cm di lunghezza, il loro grigio si accoppia con il rosso della coda e il nero del becco. La sottospecie del Cenerino Africano Timneh è più piccola, più scura, con coda marrone e becco color avorio.

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I Cenerini tra tutti i pappagalli domestici sono i migliori imitatori, si affezionano molto ai padroni e tendono ad annoiarsi subito, per cui è necessario star loro dietro come fossero bambini. Hanno lunga vita e da anni, da oltre 4.000 anni, convivono con gli uomini. Ne esistono testimonianze sia per quanto riguarda l’antico Egitto, sia per Greci e Romani. Anche il Re Enrico VIII di Inghilterra tra tutti i pappagalli domestici, ha scelto un Cenerino.

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Pubblicato da Marta Abbà il 26 agosto 2015