Mandala tibetani

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Mandala tibetani, anche se ne parlano in tanti, anzi, forse proprio per questo, esiste un po’ di confusione attorno ai precisi e geometrici, ordinati ed ispirati tratti dei Mandala tibetani. Essi sono la rappresentazione del processo con cui il cosmo si è formato, a partire dal suo centro, secondo il buddismo. Questa “creazione” non è una sorta di esplosione ma avviene attraverso un simbolismo tutt’altro che banale, per fortuna, perché ci regala, se vogliamo, un originale viaggio iniziatico improntato alla crescere interiore, dei singoli e in seconda battuta, di intere comunità.



Mandala tibetani: di cosa si tratta

Quando si parla di Mandala tibetani la maggior parte delle volte si vuole indicare quei diagrammi con geometrie circolare formate di solito combinando figure geometriche di vario tipo. Punti e cerchi ma non solo: sarebbe troppo banale e noioso. Ci sono, nei Mandala tibetani, anche triangoli e quadrati, altri che riprendono il simbolo dello Yin Yang

Oltre che nel Buddismo, anche nell’Hinduismo questo disegno è intriso di significati e simboli di tipo spirituale, esistono in entrambe le religioni anche molti riti che hanno al centro i Mandala.

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Mandala tibetano: significato

In Sanscrito maṇḍala (मण्डल), significa letteralmente “essenza” (maṇḍa) e “possedere” o “contenere” (la), ma spesso si trova questo termine tradotto come “cerchio-circonferenza” o, meglio ancora, “ciclo”, sempre rifacendosi al termine tibetano dkyil khor. Siamo nell’ambito della cultura veda, ci si riferisce in primo luogo non alle figure geometriche di cui abbiamo parlato ma alla raccolta di inni o libri chiamata Rig Veda.

Le immagini, quindi, quelle che vediamo e che sono più note, oggi, degli inni, non sono totalmente sconnesse da questi documenti, servono infatti per dare forma al mandala vero, quello che si forma nella mente delle persone. Questo è ciò che ritengono i buddhisti, soliti consacrate i Mandala tibetani solo per il periodo durante il quale è utilizzato per il servizio religioso. 

Mandala tibetani da stampare

Detto questo, vien da sé che, finito il periodo di utilizzo dei Mandala tibetani, ci si trova a non farsene nulla. Così, nella tradizionale pratica, li si distrugge, anche per sottolineare e per ricordare la caducità delle cose e la rinascita. Per chi non ha ancora digerito questa idea, ecco dei Mandala tibetani da stampare e conservare nel tempo.

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Mandala tibetani: foto

Mentre ammiriamo i cerchi dei Mandala tibetani, ricordiamoci che esiste anche un corrispettivo induista, si chiama “yantra” ed è molto simile, per i non esperti è facile confonderlo, ma c’è una differenza.

Per notarla bisogna concentrarsi sul grado di complessità delle forme: lo yantra è nettamente più schematico, composto da forme geometriche e lettere in sanscrito, il mandala a sua volta può contenere anche luoghi, figure e oggetti, ben rappresentati con dovizia di particolari.

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Mandala tibetani da colorare

Imparata la differenza, colorandone qualcuno facciamoci caso. Cosa preferite? Il complesso o il semplice?

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Mandala tibetani: tatoo

Non sono solo da ammirare, i Mandala tibetani, ma anche da vivere. Si tratta infatti di un simbolo di cui molte culture e tradizioni sono intrise e che influisce in modo trasversale su abitudini e costumi. Mi riferisco alla danza, ad esempio, ma non solo.

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In India esiste la danza del mandala, in cui il “malato” è posto al centro del cerchio disegnato sul terreno, schema ripreso anche in danze popolari occidentali. I Mandala tibetani costituiscono anche un ottimo spunto per tatuaggi, in tutto il mondo, tra chi li scegliere perché sa cosa sono, e chi perché sono belli e armoniosi.

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Pubblicato da Marta Abbà il 22 settembre 2016