Macerato di equiseto: effetti e istruzioni per l’uso

Macerato di equiseto

Il Macerato di equiseto è un prodotto che risulta essere molto utile a tutti coloro che hanno un orto biologico. E’ un modo naturale per prendersene cura, evitando quindi – ecco perché parliamo di biologico – di avvelenare il suolo e gli ortaggi con prodotti chimici, optando invece per dei rimedi naturali, a base di equiseto e di altre interessanti e utili piante.



Nella maggior parte dei casi si possono utilizzare dei prodotti fatti in casa, a base di piante, fiori e frutti che troviamo attorno a noi. Avere un oro biologico, quindi, non ci costringe a spendere un patrimonio in prodotti fitosanitari, cosa che invece spesso si è portati a pensare.

Tra tutti i prodotti naturali che possiamo utilizzare, il macerato di equiseto è senza dubbio uno dei più interessanti. Si può sentire parlare di macerato come anche di decotto, per entrambi vale la proprietà di riuscire a prevenire e a contenere la maggior parte delle malattie crittogamiche che di solito aggrediscono e danneggiano le verdure. Entrambi macerato e decotto, come vedremo, possono essere preparati in casa partendo da piante di equiseto sia secche che fresche.

Macerato di equiseto: effetti

Prima di imparare a produrre con le nostre mani questo macerato, cominciamo a capire se è ciò che fa al caso nostro. Dalla letteratura sappiamo che l’equiseto è in grado di rinforzare le piante rendendole meno attaccabili dalle malattie crittogamiche. Perché accade? Perché proprio l’equiseto, ha un alto contenuto di silice, elemento che rinforza i tessuti delle piante orticole e le rende quindi meno sensibili sia alle muffe che ai funghi come ad esempio la peronospora, il terribile marciume radicale e il mal bianco.

Nel caso del decotto, possiamo contare anche su un buon rimedio anti afidi.

Macerato di equiseto

Macerato di equiseto: istruzioni per l’uso

Ci sono diversi modi per utilizzare il macerato e il decotto di equiseto, dipende da qual è il problema che ci spinge a farne ricorsa. Delle volte lo si applica sulle foglie, altre invece è meglio spargerlo sul terreno e altre ancora sulle radici, nel momento del trapianto.

Trattandosi di un prodotto del tutto naturale, non c’è alcun problema di dosi. Meglio attenersi a quelle consigliate, certo, ma anche se si esagera, per errore o per distrazione, non accade nulla di male. Con gli anticrittogamici chimici, si rischia di danneggiare se non uccidere le piante, con il nostro equiseto, invece, non c’è da avere alcun timore, non si corre alcun rischio.

Per utilizzare il macerato sulle foglie lo si impiega per innaffiarle dopo averlo diluito 1 a 5. Con un orto di modeste dimensioni ce la si cava con un innaffiatoio da 5 litri dove dosare direttamente acqua e macerato, altrimenti serve una pompa apposta.

L’equiseto via fogliare serve soprattutto per prevenire o contenere l’oidio, il mal bianco di zucche e zucchine. Di norma il trattamento classico prevede l’applicazione del prodotto ogni 20 giorni ma possono essere intensificate se le malattie sono in corso e in fase acuta. Per applicare il macerato è meglio aspettare che si presentino giornate non troppo umide ma non sotto il sole battente.

Quando serve combattere i marciumi radicali e salvaguardare i tuberi e le parti sotterranee degli ortaggi, il decotto o il macerato devono essere utilizzati nel terreno, direttamente. Vanno in ogni caso diluiti come nel caso precedente e poi distribuiti sul terreno con una frequenza che può andare dalle due alle tre settimane.

Passiamo al terzo caso d’uso dell’equiseto, quello al trapianto, sulle radici. Impiegato così, questo prodotto fa in modo di proteggere le piantine da malattie legate alle spore presenti nel terreno. E’ necessario procedere prima di metterle a dimora, mettendo il pane di terra a bagno nel decotto per pochi secondi affinché le radici lo assorbano.

Macerato di equiseto o decotto

Finora abbiamo parlato di decotto e di macerato, come se fossero la stessa cosa ma di fatto il processo di preparazione è diverso. Nel caso del macerato la pianta fresca va fatta fermentare in un contenitore, un litro di acqua per ogni etto di pianta. Poi si filtra, lo si diluisce uno a cinque e lo si lascia macerare, di solito per almeno una settimana. In realtà, più che contare i giorni è necessario aspettare che si presenti una specie di schiuma in superficie, a quel punto si aspettano ancora un paio di giorni e poi il nostro macerato è pronto.

Per produrre invece il decotto, si segue un altro processo. I 100 grammi di pianta secca vanno accompagnati da un litro di acqua, assieme vanno bolliti e poi lasciati raffreddare. Dopo il filtraggio si diluisce il composto, uno a cinque, con acqua, ed ecco, più immediato, il decotto di equiseto.

Macerato di equiseto: pianta

Facciamo un passo indietro per andare a conoscere la pianta dell’equiseto e le sue proprietà. E’ una pianta spontanea che cresce nei terreni umidi o sulle rive dei fossi, è molto facile da trovare, anche in Italia. Il suo nome scientifico è Equisetum ma possiamo sentirlo chiamare anche erba cavallina o coda cavallina. E’ molto facile riconoscere l’equiseto, in primavera forma uno stelo giallo con un cappuccio più scuro e assomiglia ad un fungo, mentre in estate lo stelo diventa verde e spuntano foglie sottilissime simili ad aghi o peli.

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Pubblicato da Marta Abbà il 26 Gennaio 2019