Longan: caratteristiche, proprietà e come mangiarlo

Longan

Ogni tanto spuntano nel nostro mercato della frutta dei nomi che non siamo abituati a sentire e che non abbiamo studiato a scuola da piccoli come frutti tipici di qualche stagione. Il Longan è uno di questi. Si tratta di alimenti originari di altri paesi molto lontani e che oggi, in un mondo iper connesso dove le merci e le informazioni viaggiano parecchio, arriva sulle nostre tavole. Ha caratteristiche e proprietà che è utile conoscere, con mente aperta ad arricchire la nostra alimentazione con prodotti nuovi e utili per la nostra salute oltre che buoni. Scopriamo se il Longan è un frutto che ci può piacere.



Longan: caratteristiche

Arriva dall’Indocina questo nuovo frutto e fa bene all’intestino, al cuore e anche alla mente perché rafforza la nostra capacità di ricordare. È molto ricco sia di vitamine che di fibre, oltre che di oligoelementi.

Se qualcuno di noi ha già assaggiato frutti esotici come il litchi e il rambutan, puó meglio riuscire a immaginare che razza di sapore ha questa nuova entrata che ha il nome tecnico di Dimocarpus longan. Fanno tutti parte della stessa famiglia delle Sapindaceae. Mettendoli vicini si nota che hanno delle differenze e non c’è quindi alcun rischio di confonderli. Il nostro Longan al contrario degli altri due più noti frutti citati, ha una scorza, marroncina e liscia. Non solo: variano anche le dimensioni, è molto più piccolo. Per quanto riguarda il sapore, esistono delle somiglianze ma è meno floreale e delicato e si avvicina molto di più al gusto di alcuni tipi di funghi.

Longan: dove si compra

Questo frutto è molto diffuso nei suoi paesi di origine, nelle aree dell’Indocina, ma lo troviamo con abbastanza facilità anche negli Stati Uniti, in Australia e ai Caraibi. In Europa è invece molto difficile che venga usato in cucina ed è raro vederlo in vendita. I posti dove trovarlo con maggiore probabilità sono i negozi etnici e i mercati di frutta esotica.

Longan caratteristiche

Longan: proprietà

Questo frutto fa molto bene al cuore, all’intestino e al fegato, i benefici riguardano anche la memoria, il sangue e la milza. Non è molto calorico rispetto ad altri frutti esotici ma certo non è al livello di certa nostra frutta: ogni 100 grammi contiene e anche:

  • Grassi 0.1 g
  • Colesterolo 0 mg
  • Sodio 0 mg
  • Potassio 266 mg
  • Carboidrati 15 g
  • Fibre 1.1 g
  • Proteine 1.3 g

Ora osserviamo meglio le sue proprietà. È ricchissimo di vitamina C, quindi ottimo anche per l’inverno, e contiene alti quantitativi di riboflavina. Gli oligoelementi sono presenti i dosi elevate, interessanti soprattutto potassio, magnesio, fosforo e rame. Non ha pochissime calorie ma chi è a dieta può tranquillizzarsi visto che contiene pochissimi grassi e molte fibre alimentari utili ad agevolare il lavoro dell’intestino.

Al Longan vengono attribuite proprietà rilassanti e calmanti, è quindi consigliato a chi soffre di insonnia e di attacchi di panico, di palpitazioni, sonno agitato e fame nervosa. È antiossidante, contrasta quindi l’invecchiamento precoce, inoltre combatte l’anemia favorendo l’assorbimento di ferro nel sangue. Gli vengono attribuite proprietà antimicotiche, antidolorifiche, tonificanti, antinfiammatorie.

Nella medicina popolare cinese viene utilizzato anche per affrontare problemi dell’apparato cardiocircolatorio, soprattutto se riguardano il funzionamento della milza. Esistono poi degli studi pubblicati sulle riviste Molecules e Innovative Food Science end Emerging Technology che segnalano la presenza nel longan di proteine in grado di alzare il livello del sistema immunitario.

Longan: controindicazioni

Quando mangiamo questo frutto e molto importante non ingerirne i semi perché sono molto ricchi di saponina. Questa sostanza è potenzialmente pericolosa per la salute. Le sue molecole sono in grado di distruggere i globuli rossi all’interno del sangue se arrivano nella circolazione sanguigna. In compenso possiamo conservare questi semi per lavare i vestiti come fanno nei paesi in cui questo frutto si coltiva. Una caratteristica curiosa come curiosa é anche la traduzione del nome, che significa letteralmente “Occhio di drago”. Ne esistono tante varietà in Indocina, una molto rara chiamato “green”, con buccia borchiata e verdognola, ha un gusto particolarmente apprezzato.

Come si mangia il longan

Per gustare davvero uno di questi frutti è importante sceglierlo maturo il giusto. Dobbiamo guardare la buccia e controllare che non sia troppo morbida e che non mostri delle crepe o delle macchie violacee o marroni. Quando lo apriamo possiamo considerarlo buono se la polpa appare succosa e non asciutta, e più trasparente possibile.

Togliamo la buccia e prendiamo la polpa. Possiamo mangiarla direttamente oppure farla essiccare. A quel punto diventa molto simile ad un dattero, a livello di sapore, mentre alla vista può essere scambiato per l’uva sultanina perchè appare marrone. I longan essiccati si possono essere aggiunti al pane come veri e propri canditi o possono venir messi in infusione per dei tè. In alcuni paesi vengono prodotti gelati, sorbetti, succhi, liquori e cucinate zuppe e salse agrodolci tipiche delle cucine tradizionali cinesi e thailandesi.

Pubblicato da Marta Abbà il 31 Ottobre 2019