Gruppi d’acquisto solidale, il risparmio è garantito

Dal produttore al consumatore, intere famiglie che tagliano costi e consumi delle filiere commerciali e acquistano di tutto, salvaguardando il portafogli e l’ambiente. Sono questi i gruppi d’acquisto solidale. Si tratta di un fenomeno sempre crescente, la necessità di risparmiare soldi e uno stile di vita ecosostenibile hanno trasformato quello che era un esile movimento in una vera tendenza.

Un gruppo d’acquisto solidale (GAS) indirizzi il consumatore verso un’economia meno critica, sia in termini danarosi che ambientali. In che modo si ottengono prezzi migliori e meno emissioni? Tagliando la filiera commerciale, il produttore venderà direttamente al consumatore. Ciò significa che non ci saranno aggravamenti sul costo iniziale del prodotto ma significa anche una riduzione delle emissioni inquinanti date dai veicoli che normalmente trasportano la materia prima ai vari negozianti.

Un gruppo d’acquisto solidale è di solito formato da intere famiglie che si riuniscono, ma anche da comunità nate appositamente, che scelgono il proprio “fornitore” seguendo criteri ben ponderati, primo tra tutti è il principio di prossimità. Per comprare generi di prima necessità, ma anche abiti, accessori e altri servizi, il gruppo d’acquisto si rivolgerà al produttore -e non al rivenditore!- più vicino così da promuovere un commercio a km zero.

Quando si tratta di beni di prima necessità, il gruppo d’acquisto solidale si metterà in contatto direttamente con agricoltori e allavatori. Questo beneficierà all’economia locale di un piccolo centro ma aumenterà la consapevolezza del consumatore che finalmente saprà con certezza cosa sta comprando e chi sta producendo ciò che finirà sulla sua tavola.

Come premesso il fenomeno è divenuto una vera tendenza. Nella sola Milano, i gruppi di acquisto solidali (GAS) registrati sono 170, la cifra è solo teorica perché trattandosi di gruppi che si autogestiscono, il numero reale è di gran lunga maggiore. Allevatori e agricoltori saranno ben felici di stringere rapporti diretti con il consumatore che a sua volta sarà felice di risparmiare e mangiare sano. I piccoli allevatori e agricoltori sono schiacciati dalle multinazionali, così come le botteghe di artigianato e ogni piccolo produttore, sono tutte figure commerciali scavalcate dai grandi centri commerciali. I gruppi d’acquisto solidali contrastano tutto questo e garantiscono un concreto risparmio economico e di risorse, per standard qualitativi maggiori o almeno che possono essere toccati con mano!

Pubblicato da Anna De Simone il 19 febbraio 2012