Ginkgo biloba, proprietà

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Ginkgo biloba, proprietà ed effetti sulla memoria. Come sfruttare le proprietà antinvecchiamento e gli effetti benefici del ginko.

Il ginkgo biloba, pianta d’origine cinese famosa per essere il vegetale più longevo della terra, contiene tantissimi principi attivi con proprietà e benefici molto importanti per la salute dell’uomo: l’estratto delle foglie di ginkgo biloba è ricco di potenti antiossidanti.

L’albero è famoso per migliorare la memoria ma non solo. In questa pagina vedremo quali sono le proprietà del ginkgo biloba.

Si scrive ginkgo o ginko?

Una piccola curiosità prima di procedere. Il nome Ginkgo, con l’aggiunta della G, deriva probabilmente da un’erronea trascrizione del nome giapponese ginkyō. Nei vari dizionari italiani sono riportate tre differenti diciture considerate egualmente corrette: ginko, ginco e ginkgo.

Ginko biloba, pianta e foglie

L’albero di ginko è tra i più antichi sulla terra. Le sue origini risalgono a 250 milioni di anni fa, nel Permiano, per questo motivo la pianta è considerata un fossile vivente.

L’albero ha un portamento elegantissimo. Presenta foglie molto particolari, a forma di ventaglio. Le foglie di ginko sono di un verde chiaro tra la primavera e l’estate e diventano giallo intenso in autunno.

Di recente, la ricerca ha confermato le numerose proprietà terapeutiche di questa pianta.

Ginko Biloba, effetti sulla memoria

Gli studi svolti in occidente si sono concentrati soprattutto sulle proprietà delle foglie di ginko che, oltre a essere ricche di antiossidanti, sono un ottimo rimedio per migliorare la circolazione sanguigna. Proprio grazie ai tangibili effetti sulla circolazione del sangue che il ginko ha la fama di essere una pianta in grado di migliorare la memoria: migliora l’afflusso di sangue verso il cervello oltre che avere un impatto positivo sull’intero apparato cardio-vascolare.

Ginkgo biloba, proprietà

Al Ginkgo Biloba vengono riconosciute le seguenti proprietà:

  • Migliora la circolazione sanguigna a livello cardiaco e cerebrale, prevenendo la formazione delle vene varicose e rafforzando le pareti dei vasi capillari.
  • Aumenta la concentrazione, la memoria a breve termine e le abilità cognitive, grazie ai suoi effetti sulla circolazione sanguigna e al fatto che riesce a contrastare gli effetti degenerativi dei radicali liberi.
  • Apporta benefici al cervello anche in termini di rallentamento dell’invecchiamento.
  • Contrasta i problemi di calvizie e alopecia.
  • Contrasta l’invecchiamento precoce della pelle.

Inoltre, numerose prove cliniche hanno messo in evidenza che l’estratto di ginkgo biloba potrebbe svolgere un ruolo tangibile nel trattamento della depressione, dell’emicrania e delle malattie bronchiali con broncospasmo.

Estratto di ginko biloba

Il ginkgo biloba viene impiegato in capsule e compresse di estratto secco. Queste forme sono reperibili in erboristeria, in farmacia o sfruttando la compravendita online.

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Il dosaggio consigliato è di 2 o 3 compresse al giorno. Su Amazon sono disponibili diverse proposte d’acquisto, abbiamo selezionato questa per l’ottimo rapporto qualità prezzo e per la certificazione Biologica della materia vegetale usata per la preparazione dell’estratto secco.

È consigliabile eseguire un trattamento preventivo con compresse di estratto secco di ginko per un periodo di due o, massimo, tre mesi. L’intervallo tra un trattamento e l’altro non deve essere inferiore ai 20 giorni.

Ginkgo Biloba, controindicazioni

Il ginkgo biloba è un rimedio naturale non consigliato ai bambini, alle donne in gravidanza e durante l’allattamento e in caso di intervento è bene interrompere l’impiego.

È inoltre controindicato nell’emofilia e in chi assume farmaci anticoagulanti o altri farmaci che inibiscono l’aggregazione delle piastrine (antinfiammatori) e anche in chi assume antiepilettici.

Le controindicazioni fino a ora riscontrate, per chi eccede nel dosaggio, sono: diarrea, malessere generale e, in bassissima percentuale, emicrania. Prima di iniziare il trattamento, soprattutto se state assumendo farmaci atti a curare qualsiasi fisiopatologia pre-esistente, è bene consultare il proprio medico curante.

 

Pubblicato da Anna De Simone il 15 ottobre 2017