Gatto cieco: come gestire il problema

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Gatto cieco, fin dalla nascita o nel diventare adulto, resta sempre un problema da imparare a gestire. Non è impossibile farlo, e teniamo conto, prima di disperare, che un gatto, anche un gatto cieco, ha grande capacità di inventiva, forte intraprendenza e abbondante grinta. Altro che noi umani, loro sono felini e arrendersi, anche all’evidenza, non è cosa loro.



Premesso che il gatto cieco può benissimo vivere una bella vita di soddisfazioni, è però necessario distinguere l’origine e i tempi del problema. Se un gatto cieco lo è fin dalla nascita, è piuttosto facile sia da riconoscere sia da gestire. E la cecità può essere la conseguenza di una ferita o malattia, ma questo tipo di gatto cieco non avrà alcuna difficoltà ad imparare come muoversi: per lui è sempre stato così e così resta, il mondo, basta da parte nostra qualche accortezza in più. Che poi vi spiegherò.

Anche il gatto cieco che lo diventa da adulto, stiamo certi che si abituerà alla situazione e non si perderà occasioni per godersi la vita.

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Gatto cieco: rischi

Risolvibile, sì, la situazione del gatto cieco, ma attenzione a non fare finta di nulla: finiremmo per nuocere al nostro micione. Un gatto cieco, di base, non dovrebbe uscire se non in presenza di un cortile completamente recintato dove siamo sicuri che non riuscirebbe a scappare e neanche a perdersi.

C’è comunque anche il rischio di ferirsi o farsi male per il gatto, per questo è meglio accompagnarlo e presenziare quando vaga in giardino. Anche se è il nostro, e un po’ il suo, giardino.Per un gatto cieco, vivere in casa è la cosa più sicura, il giardino o cortile sono sempre di più difficile gestione.

Gatto cieco: diagnosi

Appena si ha il sospetto che il nostro gatto sia cieco o stia diventando un gatto cieco, portiamolo subito dal veterinario. Subito perché alcune cause di cecità sono reversibili se trattati tempestivamente. Un esempio è il gatto cieco per ipertensione: grazie all’assunzione quotidiana di alcuni specifici farmaci è possibile che il gatto cieco, e iperteso, recuperi la vista e anche tutto il resto della salute.

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Gatto cieco: sintomi

Per accorgersi che il nostro gatto è cieco è necessario osservarlo. Far caso al suo comportamento senza dare nulla per scontato, anche perché quando il gatto cieco non lo è mai stato, lo può diventare in pochi giorni. Quel che si nota in generale è una certa stranezza nelle sue azioni, un fare confuso e chiaramente disorientato.

Può capitare di vedere il gatto cieco urtare contro mobili e altri oggetti, andare più “rallentato” e con meno voglia di avventurarsi all’aperto. E poi un gatto cieco ha fastidio agli occhi, occhi che strofina o strizza e che, come padroni, dobbiamo ispezionare. Basta guardare se hanno un aspetto diverso dal solito. Ad esempio nel reagire alla luce, magari con pupille dilatate, oppure nel lacrimare o nel sembrare offuscati, infiammati o sbiaditi.

Gatto cieco: si può fare

Quando un gatto cieco è aiutato da noi, trova la sua strada, in un modo o nell’altro, perché imparerà a deambulare per la casa con l’aiuto dell’udito e delle vibrisse che gli permetteranno di valutare la profondità e scansare gli ostacoli. Motivo in più – udite, udite!- per non accorciare le vibrisse che diventeranno per il gatto uno strumento “radar” essenziale di notte o in spazi ristretti.

Vibrisse a parte, anche gli altri quattro sensi del gatto cieco si acuiranno col tempo: un processo naturale che noi possiamo solo incoraggiare. Anche dopo la diagnosi, qualsiasi gatto cieco per qualsiasi motivo, va portato regolarmente dal veterinario per dei controlli di monitoraggio e per assicurarsi che gli altri sensi non subiscano danni.

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Gatto cieco: accorgimenti

Basta poco per rendere più facile e gradevole la vita di un gatto cieco. Ad esempio possiamo comprargli un collare con la segnalazione che è non vedente e un recapito dove trovarci e riportarlo se si perdesse. Se può accedere in giardino è bene che il gatto si trovi bloccato ogni accesso a finestre e balconi, inoltre non è carino continuare a fare cambiamenti alla propria casa. Ad esempio spostare i mobili.

Ogni cambiamento, anche se piccolo, comporta uno stress per un gatto cieco che per casa naviga al buio sempre e comunque: proviamo ad immaginarci. Un po’ di ordine e poche cose in giro disseminate, non guastano, inoltre per renderlo il più indipendente possibile, possiamo indicare al gatto cieco dove trovare la lettiera, la ciotola dell’acqua e quella del cibo.

Dato che si orienta con i suoni, il gatto cieco, non mandiamolo in confusione ed evitiamo di fare troppo rumore. Analogamente per i rumori improvvisi e, se ci sono, possiamo tranquillizzare il gatto cieco con carezze e belle parole. Anche per avvicinarlo è bene parlargli dolcemente e raggiungerlo con calma, senza spaventarlo ma abituandolo al nostro arrivo e alla nostra presenza.

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Gatto cieco: vietato giocare a chi?

E’ giocherellone e birbante tanto quanto i suoi colleghi, il gatto cieco, quindi possiamo e dobbiamo giocare con lui per fargli capire che ne ha tutto il diritto ed è in grado. Non deve vivere una vita di rinunce e sacrifici, di tristezze. Scegliamo quindi apposta giocattoli che fanno rumore o che profumano di cibo, in modo che il gatto li trovi seguendo il suono o l’odore.

C’è un mondo di giocattoli per un gatto cieco: quello che produce fruscii, o scricchiolii, piccoli rimbombi o che può essere colpito e usato in giro per le stanze. Alcuni squittiscono addirittura come i topi o che cinguettano come gli uccelli. Oltre al gioco, anche il resto delle cure e delle abitudini, per un gatto cieco restano eccome: spazzoliamolo regolarmente, sfamiamolo con cibi nutrienti, portiamolo regolarmente dal veterinario. Per un gatto cieco è consigliato fare attenzione al naso e alle orecchie, da trattare come tesori, come salvavita: sono diventati gli organi che gli facilitano l’esistenza.

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Pubblicato da Marta Abbà il 20 novembre 2015