Gatto anziano: invecchiamento e disturbi

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Gatto anziano: lo diventa velocemente o meno, per suo volontà o, probabilmente, affatto. E’ una questione di genetica e di razza, in parte, ma anche le condizioni ambientali e nutrizionali, lo stile di vita, lo stato emotivo, patologie e traumi.



Qualche esempio: un gatto in linea vive di più di un gatto obeso, uno che vive fuori “dura” di più di un gatto da indoor, gli animali rurali hanno un’aspettativa di vita più lunga rispetto a quelli urbani, quelli sterilizzati anche rispetto i loro amici non sterilizzati. E poi, vedremo, anche come si mangia racconta un po’ come si vuole invecchiare. E’ una vecchia e famosa verità che tocca anche noi essere umani, il gatto anziano non ne è esente, affatto.

Quando un gatto è anziano

A partire dai 10 anni oggi un gatto anziano può essere “etichettato” così senza che si offenda, anche se l’aspettativa di vita e la vita media reale continuano a spostarsi in là. Non è infatti molto strano vedere gatti che arrivano a 15 se nona 20 anni.

Migliorano le condizioni di vita, e c’è anche un buon progresso medico e veterinario e questo non può che comportare una vita più lunga per il gatto anziano. Quindi una vecchiata lunga. Meglio quindi imparare a gestire un gatto anziano, a comprenderlo, a farlo sentire a suo agio nonostante perda colpi fisicamente o a livello cognitivo.

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Una delle prime azioni per il nostro gatto anziano potrebbe certo essere il ridurre al minimo le fonti di stress e disturbo. Intendo quelle quotidiane perché è giorno per giorno, ora per ora, che un gatto anziano porta aventi la sua battaglia per invecchiare felice.

Troppo stress può portare danni ai tessuti e agli organi come il cuore e soprattutto al cervello, e non è affatto detto che un gatto anziano si trovi meglio, più salvaguardato, in casa. A volte è più stressato. Magari per gli ambienti non adeguati, il cibo non sufficiente in qualità e quantità, una temperatura ambientale scarsa o esagerata, non naturale.

Gatto anziano: patologie

E’ raro che il gatto anziano venga colpito da una e una sola antipatica malattia, di solito è una sindrome multiorgano quella che lo coglie con l’andare degli anni, con vari livelli di disfunzione e vari apparati coinvolti.

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Vediamo, spaziando, che tipo di patologie si possono incontrare invecchiando da gatto anziano. Si possono verificare alterazioni dell’apparato tegumentale come la perdita di elasticità cute, il diradamento pelo o neoplasie, oppure problemi all’apparato digerente tra cui gengivite, usura dei denti e riduzione della motilità intestinale.

Anche l’apparato cardiovascolare e l’apparato respiratorio possono avere dei malfunzionamenti frequenti in un gatto anziano, come anche l’apparato urinario, con episodi di incontinenza e purtroppo casi di tumore vescicale. Patologie della prostata, tumori mammari, ipotiroidismo e diabete mellito sono alcune patologie legate ad un apparato endocrino e genitale di un gatto anziano che sente gli anni che passano e che può anche diventare mezzo cieco, più nervoso e meno atletico.

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Gatto anziano: come trattarlo

La vecchiaia di per sé non è una malattia ma di certo un sintomo è l’intolleranza alla confusione e ai cambiamenti. Se abbiamo in casa un gatto anziano, quindi, meglio riservargli un luogo sicuro ed esclusivo dove possa rifugiarsi senza intrusioni di animali, bambini, persone estranee.

Un gatto anziano trascorre di solito molto tempo a dormire e di solito ricerca continuamente un contatto fisico, non vive serenamente le nostre assenze prolungate. Ma può succedere anche tutto l’opposto, dipende da gatto a gatto, da gatto anziano a gatto anziano.

L’incontinenza è uno dei problemi da gatto anziano spesso causata da infezioni urinarie, calcolosi, colite, diabete o problemi di tiroide. Indirettamente ma una causa può essere anche l’artrite o difficoltà di movimento che impediscono al gatto di raggiungere la lettiera, da sistemare nel posto più accessibile possibile. C’è anche l’incontinenza per stress: bisogna rivolgersi ad un veterinario comportamentalista.

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Quando il gatto anziano sente dolore, ha troppi acciacchi o fasi di fisici, anche se mansueto da una vita può mostrare aggressività. Anche la consapevolezza di perdere colpi, vedere meno, saltare meno può causare un aumento di stress che induce ad atteggiamenti aggressivi il gatto anziano anche se non lo è mai stato. In questo caso può capitare che il veterinario decida per terapia comportamentale supportata da un trattamento farmacologico.

Gatto anziano: disturbi

Uno degli effetti di quando si diventa un gatto anziano, ed è anche molto umano come effetto, è l“iperattività notturna”. Sì, di notte non si dorme per poi poltrire o impigrirsi di giorno, a sprazzi. Questo è legato a stati di dolore che rendono difficile dormire per tante ore continuative, ma anche alla diminuzione delle capacità visive o uditive, alla necessità di mangiare più spesso e quelle forme di ansia indefinita di cui il gatto anziano può diventare preda.

Un altro dei disturbi del gatto anziano sono le vocalizzazioni frequenti. Questo è un disturbo nel vero senso della parola e anche per noi, non solo per lui, perché spesso avvengono durane la notte. Sono in seguito al dolore provato dal gatto anziano, non hanno nulla a che fare con le miagolate da innamorato, possono accadere anche se il nostro gatto anziano sta perdendo le capacità percettive o se è stressato.

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Nel caso di disfunzione cognitiva, è necessario rivolgersi ad uno specialista. Sempre la disfunzione cognitiva nel gatto anziano può essere la causa principale di una serie di comportamenti e di stati di disorientamento che notiamo in “stranezze” improvvise durante il giorno: il gatto anziano si muove in casa come in un luogo sconosciuto, perde le corrette abitudini eliminatorie e dell’attività di pulizia personale.

Con un gatto anziano al fianco è consigliato trascorrere molto tempo, interagendo con lui, coccolandolo molto ma facendolo anche giocare. Il restare attivo e stimolato sia dal punto di vista fisico che cognitivo lo aiuterà a regolarizzare il ciclo sonno-veglia e a mantenere lucidità o voglia di zampettare per casa senza perdersi.

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Pubblicato da Marta Abbà il 21 ottobre 2015