Gatto con raffreddore: come curarlo

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Gatto con raffreddore, sì, fregato dalla bella stagione. Perché se non ci sono più le mezze stagioni, e neanche le estati di una volta, il gatto si fa fregare, magari gironzola, e poi si becca un bel raffreddore. Ecco allora starnuti, naso irritato e gocciolante, e tutti i sintomi che molto somigliano a quelli umani. Infatti un gatto con raffreddore, è quanto c’è più di simile ad un compagno con raffreddore. E va curato.



L’incubazione del classico raffreddore, per un gatto, dura poco, e i segnali sono piuttosto facilmente riconoscibili. Gli starnuti di un gatto con raffreddore sono continui e non possono essere certo scambiati per altri rumori o miagoli: sembrano, almeno per mia esperienza, con i due fratellini Tasi e Tari, degli starnuti umani un po’ strozzati. Come quando si è in riunione e si cerca di trattenerli.

Il naso di un gatto con raffreddore, oltre a essere spesso particolarmente umido, si mostra irritato e addirittura screpolato. Se poi il micio, particolarmente insofferente, tenta di liberarselo sfregandoselo con coperte o, ancora peggio, con le zampe, possono sbucare fuori anche piccole ferite che non devono infettarsi.

I gatti non sono generalmente degli animali molto pazienti ed è probabile che, con il caratterino indipendente che si ritrovano, cercheranno le cure fai da te e di togliersi il fastidio con pochi gesti. A noi di impedirglielo, senza maniere forti, ma evitando che facciano danni trasformando un relativamente semplice raffreddore in qualcosa di più grave e noioso da curare.

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Il gatto con raffreddore presenta anche una sgradevole produzione di muco, quasi incontrollata, che lo rende piuttosto nevrotico, per non parlare dell’irritazione agli occhi che lacrimano in continuazione, rossi rossi…Povero micio! Il gatto con raffreddore finisce anche per non mangiare tanto non sente più gli odori. E’ una questione di istinto di protezione, di prudenza, di, guarda caso, diffidenza felina. Della serie “non sento l’odore, che razza di roba mi stai dando, io non la mangio”.

Il pericolo è che deperisca, e le l’infezione peggiori trasformando un gatto con raffreddore in un gatto debilitato e sempre più mogio. Ma vedremo che con qualche trucco, lo si può prendere comunque per la gola.

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Prima dei rimedi, guardiamo le cause. Abbiamo parlato di mezze stagioni che fregano, come quella che sta per venire, con acquazzoni improvvisi e cambi di temperatura imprevisti. Sono tra le cause alle spalle di un gatto con raffreddore, ma non sono le uniche. C’è il fattore ambientale, soprattutto se il nostro micio è un girovago che va e viene, non un pantofolaio, ma il gatto con raffreddore può essere anche vittima di un virus o di batteri. I più comuni sono, l‘herpesvirus felino, il calicivirus felino e la chlaymdia.

Il gatto con raffreddore può essere anche in preda ad un attacco allergico. Per una pianta o anche per un certo detergente che a nostra insaputa noi utilizziamo come nulla fosse. E’ importante identificare la causa, anche per poi giungere alla cura più adatta per il nostro gatto con raffreddore. Ma è ancora più importante non trascurare i sintomi. “E’ solo un raffreddore”. No, è un gatto con raffreddore, e non si scherza, sia che si tratti di un esemplare fanciullo o di un vecchietto: possono tra l’altro essere colpiti indistintamente.

La terapia farmaceutica per curare un gatto con raffreddore deve essere prescritta da un veterinario. Di solito si spazia da farmaci antinfiammatori, ad antistaminici e antibiotici atti a contenere l’infezione. Se sono da sciogliere nella pappa dell’animale, in modo che non se ne accorga, siamo fortunati: non hanno un forte odore e li si “frega” facilmente.

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Per le iniezioni, naturalmente è il veterinario che entra di nuovo in gioco per punzecchiare correttamente il nostro gatto con raffreddore, senza che veniamo noi punzecchiati dalle sue unghie, o graffiati letteralmente. A chi piacciono le punture? Figuriamoci poi ad un gatto con già isterico perché gli cola il naso. E non può neanche usare un peluche porta fazzoletti portafortuna e di estrema classe.

Cosa possiamo fare, noi, per agevolare la guarigione del nostro gatto con raffreddore? Silenzio, innanzitutto, facciamo silenzio, perché proprio come noi stessi, quando siamo storditi dal raffreddore, anche i micio ha bisogno di sonno e riposo che velocizzano la convalescenza. Per quanto possibile, quindi, evitiamo rumori molesti e non andiamo a tampinarlo con giochini. Avrà di certo voglia di starsene per i fatti suoi più che mai e vi consiglio di rispettare la sua completa privacy: un gatto con raffreddore sarà certo particolarmente stressato.

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Un altro fattore ambientale oltre al sacro silenzio, è l‘umidità. Un ambiente, una stanza, meglio ancora se la casa, ben umidificata aiuta il gatto con raffreddore, come gli umani, a liberare le vie respiratorie. Nulla di diabilico, basta usare gli appositi contenitori sui termosifoni. Intelligente anche approfittare dell’umidità che si crea quando si fa il bagno o la doccia. E con un sedile così, di questa stagione, ci si può riflettere bene.

Ci sarebbe anche la possibilità, su prescrizione del veterinario, di sottoporre il nostro gatto con raffreddore ad un ciclo di aerosol. I vantaggi non sono pochi: si riducono gli effetti collaterali dato che principi attivi vengono applicati direttamente sui tessuti respiratori bersaglio. Inoltre si riescono a raggiungere più elevate concentrazioni farmacologiche con meno “tortura” del gatto con raffreddore. Una volta avuto l’okay del veterinario, si può procedere tranquillamente a casa propria.

Basta procurarsi una macchinetta per aerosol, completa di tubo, e un trasportino, meglio se rigido e con meno fessure di areazione possibili. Se ce ne sono, nessun grande investimento: armiamoci di pellicola, quella semplice semplice da cucina, e copriamole a dovere. Inserito poi il tubo nel trasportino, infiliamoci il gatto con raffreddore, pronto per la cura, azionando infine la macchina dell’Areosol con minima intensità di erogazione al minimo.

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Con un panno morbido, lievemente imbevuto d’acqua, possiamo anche pulire il muso del gatto con raffreddore da possibili incrostazioni, anche per evitare che continui a sfregarsi, irritandosi naso e occhi con le zampette. Lo si può fare un paio di volte al giorno, ma senza infastidirlo né sfregare con troppa energia: non è un pavimento né un soprammobile.

Per quanto riguarda l’inappetenza, non si tratta affatto di una cosa da trascurare o da liquidare come una fissa passeggera, un capriccio. Non consiglio di prender di petto un gatto con raffreddore, soprattutto su questo aspetto. Anzi, è uno dei fattori  più importanti per la “famosa” pronta guarigione che tanti predicano e desiderano per il proprio gatto. Quindi bisogna darsi da fare. E ingegnarsi.

Cose semplici, non preoccupatevi, ad esempio evitiamo crocchette e preparati secchi, meglio optare per ricette umide e fatte in casa, servendole al nostro micio malato a media temperatura in modo che profumi siano più intensi e quindi percepibili. Per quanto riguarda la qualità dei cibi, si consigliano tonno o pollo. Se non lo si vuole o non lo si può cucinare, ci sono le lattine che sono ottime per stimolare l’appetito del gatto con raffreddore.

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Se proprio non c’è verso, non disperiamo. Ecco altri trucchi: aggiungere un pò di cibo sulla punta del dito e appoggiarlo direttamente sulla lingua del micio. Oppure mettere il cibo in una siringa e poi, in maniera non energica, per evitare di strozzare il vostro gatto con raffreddore, farglielo arrivare direttamente in bocca.

Anche l’idratazione è cosa importante e il gatto con raffreddore spesso oltre che il cibo, rifiuta anche l’acqua. E’ importante, quindi, incoraggiarlo a bere. In tal caso, un buon contributo lo danno anche i cibi umidi, come per esempio le scatolette. Servite tiepide e in una simpatica ciotola che fa dimenticare gran parte del fastidio, e mantiene la temperatura.

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Pubblicato da Marta Abbà il 24 aprile 2015