Frutta biologica

Il nostro organismo necessita di un apporto bilanciato di nutrienti come vitamine, minerali, enzimi e altri importanti elementi. Nella nostra dieta alimentare un ruolo cruciale è svolto da frutta e verdura. In particolar modo, la frutta. Perché? La frutta è ingerita principalmente cruda, priva di qualsiasi cottura.



Questo fattore rende la frutta ricca di nutrienti ma anche meno sicura: non sempre un semplice lavaggio può bastare. E’ in questo contesto che la frutta biologica si pone come perfetto alleato dell’organismo. Più che di frutta biologica da etichetta, parliamo di frutta biologica di coltivazione locale.

Molte persone sottovalutano l’importanza del biologico, eppure sia la frutta e sia i vegetali di oggi, a causa dell’impoverimento del suolo, dei tempi prolungati di trasporto e immagazzinamento e soprattutto a causa dell’utilizzo massiccio di fertilizzanti/pesticidi, frutta e vegetali sono stati lentamente depauperati delle proprie sostanze vitali.

Un esempio? Le mele di oggi contengono solo il 20 per cento della vitamina C rispetto alle mele esaminate 20 anni fa. Lo stesso vale per i betacarotene nei finocchi che ne conservano solo un quinto, il calcio nei broccoli calato di due terzi e così via per pere, albicocche, pesche, etc.. La frutta biologica può risolvere, almeno in parte, questa annosa questione.

Molte ricerche dimostrano che la quantità di elementi nutritivi della frutta è la medesima, sia se si tratta di coltivazione biologica, sia se si tratta di coltivazione industriale. Allora come deve comportarsi il consumatore? Semplicemente deve acquistare dai piccoli agricoltori locali.

Acquistare frutta  da un produttore locale può darci più benefici rispetto al costosissimo marchio bio. Chi ha una piccola coltivazione di terreno non ha intenzione di puntare alle masse, pertanto non applica metodi di coltivazione industriale. La stragrande maggioranza di contadini, coltiva la terra applicando metodi tradizionali così da ottenere prodotti freschi e genuini. Acquistando a chilometro zero si taglierà anche il problema legato all’impoverimento della frutta dettato dall’immagazzinamento e il trasporto.

Pubblicato da Anna De Simone il 24 dicembre 2012