Felino asiatico del Sud Est

felino asiatico

Felino asiatico raro oppure “colorato”, di montagna come del Sud, più o meno noto, sarà sempre un animale affascinante come i felini sanno essere. Un po’ misteriosi ma anche particolarmente intelligenti, ci ricordano i nostri gatti anche se molto più grandi e selvatici rispetto ai micioni di città che ronfano sui nostri divani.
Vediamo una carrellata di alcuni tipi di felino asiatico, tra cui un paio a rischio di estinzione… per la cronaca!



Felino asiatico: leopardo

Il Leopardo classico lo conosciamo, ma tra i felini asiatici c’è anche il gatto leopardo, nome scientifico “Prionailurus bengalensis”. E’ un animale dal manto ricoperto di macchie simili a quelle del leopardo, ottimo arrampicatore e nuotatore, molto diffuso nelle aree forestali di Indonesia, Filippine, Borneo, Malaysia, Singapore, Thailandia, Myanmar, Laos, Cambogia, Cina e Taiwan oltre che in Corea, Bangladesh, India e Pakistan. Vive in coppia, forma coppie fedelissime.

Felino asiatico del Sud Est

Nel Sud Est troviamo un felino asiatico davvero affascinante e già dal nome lo si può intuire: il gatto marmorizzato,Pardofelis marmorata”, con un pelo davvero spettacolare. Il mantello di questo gatto asiatico riporta macchie e striature, anche sulla coda lunga fino a 55 cm. La usa come contrappeso quando si aggira agile nelle foreste tropicali dell’Asia del Sud e del Sud Est.

Felino asiatico del Sud Est

Felino asiatico con magnifica pelliccia

Senza nulla togliere al gatto marmorizzato, non si può non citare la bellezza del leopardo nebuloso, “Neofelis nebulosa”. Troviamo questo animale soltanto nel sud-est asiatico con il suo manto ricoperto da grandi cerchi ed ovali irregolari dai margini scuri. E’ detto “nebuloso” perché queste forme ricordano le nuvole.

Felino asiatico con magnifica pelliccia

Altra pelliccia magnifica è quella sfoggiata dal gatto di Biet, “Felis Bieti”, noto anche come gatto del deserto anche se abita le steppe e la boscaglia. Oltre ad avere peli buffi sulle orecchie, scuri o rossi, e due linee orizzontali di colore marrone sulle guance, ha un mantello che cambia colore a seconda delle stagioni: in estate è marrone scuro, mentre in inverno grigio chiaro con delle macchie indistinte. E’ molto utile per mimetizzarsi, non è un capriccio da felino asiatico “fashion”.

felino asiatico

Felino asiatico raro

A rischio di estinzione causa bracconaggio e deforestazione, il gatto di Temminck, “Catopuma Temmininckii”, è chiamato “gatto dorato asiatico” se non per ricordare lo zoologo olandese Coenraad Jacob Temminck. E’ raro e attorno a lui ci sono molte leggende legate al suo colore dorato che aiuterebbe gli uomini a proteggersi dalla tigre.

Altro felino asiatico da proteggere è il Caracal, con le sue “orecchie nere” con lunghi ciuffi di peli neri. Vive di notte, in Asia ma anche in Africa, e un tempo veniva addirittura addomesticato per aiutare gli uomini durante la caccia, oggi non accade più. Raro e raggiungibile quasi unicamente in Giappone il gatto di Iriomote, “Prionailurus iriomotensis”, dall’isola giapponese di Iriomote. Dalla sua versione antica è cambiato poco ed è una delle specie di gatti più minacciate al mondo.

Non sono per nulla rari altri felini di origine asiatica e che possiamo trovare nelle case di molte famiglie occidentali, come il Gatto Abissino o il Gatto del Bengala, anche se non sono comuni come il Gatto Selvatico

Felino asiatico: antenato

Risale a tempi recenti, 2013, la scoperta dei resti di un Felino asiatico che diventa l’antenato più antico della categoria. Sono fossili trovati nell’Himalaya tibetano, descritti come appartenenti ad un animale che sarebbe “simile a un leopardo delle nevi. Il team di ricercatori sino-statunitense-canadese che si è occupato dell’operazione ha chiamato questo antenato con il nome scientifico di Panthera blytheae, esso ha tutta l’aria di diventare famoso.

Non è una scoperta qualsiasi, infatti, questa, perché nel quadro dell’evoluzione della specie e dello studio delle differenti origini, ha la potenza di confermare in modo definitivo, se di “definitivo” si ha poi qualcosa nella scienza, la teoria che i grandi felini si siano evoluti nell’Asia centrale.

Esiste infatti qualche studioso che ritiene sia l’Africa il Paese di origine dei grandi felini, e invece pare che sia un Felino asiatico il capostipite. Il fossile trovato risale al tardo Miocene-Pliocene inferiore, l’animale a cui appartiene risulta strettamente imparentato con il leopardo delle nevi. I ricercatori, per a precisione, in un luogo e in un momento in cui non se lo sarebbero proprio aspettato, hanno trovato e portato alla luce 7 frammenti di cranio, appartenenti ad almeno 3 singoli felini, uno dei quali era un cranio quasi completo.

Prima di questo bel passo avanti, i fossili più vecchi che ci raccontavano l’origine dei felini erano stati trovati in Tanzania nel 2010, e risalivano a 3,6 milioni di anni fa. Il sito si chiama Laetoli ed è lo stesso in cui era stato trovato anche molto materiale sugli ominidi.

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Pubblicato da Marta Abbà il 29 aprile 2018