Fattoria Sociale

Fattoria sociale

Quello della Fattoria Sociale è un modello di lavoro e di vita che porta vantaggi alla collettività sotto due aspetti: l’inserimento sociale e lavorativo di persone svantaggiate e la tutela del patrimonio agricolo di aree fragili con l’agricoltura biologica. Negli ultimi tre anni si è registrato un notevole incremento del numero di fattorie sociali in tutte le regioni italiane, ma restano numerosi problemi da risolvere. Cerchiamo di capire meglio.

La Fattoria Sociale è un’impresa economicamente e finanziariamente sostenibile che svolge attività produttiva agricola e zootecnica associata a una serie di servizi: riabilitativi, assistenziali, formativi e occupazionali a vantaggio di soggetti vulnerabili (portatori di handicap, tossicodipendenti, detenuti, anziani, bambini) in aree fragili rurali (montagne, centri isolati, aree verdi protette) e urbane in collaborazione con istituzioni pubbliche e in sinergia con associazioni del terzo settore.

Alla base della Fattoria Sociale c’è il fatto che l’agricoltura, nel corso degli anni, ha dimostrato la capacità di andare oltre la produzione agricola specifica e storica con una multifunzionalità che oggi si traduce nella produzione non solo di cibi e servizi tradizionali di tipo agricolo o zootecnico, ma anche di beni e servizi immateriali di utilità sociale.

Tutte le ricognizioni condotte a livello territoriale, in particolare dalle Regioni, pur in mancanza di un quadro coordinato di riferimento, hanno attestato la validità degli studi scientifici che riconoscono all’attività agricola e al modello di Fattoria Sociale peculiarità e punti di forza a vantaggio dei soggetti a rischio di emarginazione, in particolare:

  • La flessibilità dell’organizzazione del lavoro in termini di orario e mansioni, diversificate nel corso delle stagioni, che consente di valorizzare le differenti attitudini e competenze professionali.
  • L’ambiente di lavoro all’aperto che permette di attivare pratiche terapeutiche in ambiti informali e meno istituzionali, favorendo l’inclusione sociale e lavorativa in contesti più gratificanti.
  • Il rapporto con la natura che facilita la costituzione di percorsi di autonomia attraverso l’assunzione di responsabilità verso piante e animali, che richiedono cure regolari e ricorrenti.
  • Il rapporto con i consumatori e con tutti gli attori del territorio che offre una varietà di relazioni che accrescono autostima, benessere e soddisfazione personale.

Qual è però la situazione? Premesso quanto sopra, lo sviluppo della Fattoria Sociale continua a incontrare difficoltà di vario tipo, in buona parte legate alla già citata assenza di una definita struttura giuridico-istituzionale; di conseguenza le fattorie sociali nascono quasi sempre dietro alle forti personali motivazioni etiche dei loro promotori, che portano avanti da soli una funzione di interesse collettivo.

Secondo la ‘Ricognizione delle fattorie sociali nel territorio lombardo’ condotta da Regione Lombardia nel 2012, le priorità segnalate da parte dei conduttori di fattorie sociali sono: la necessità di formazione dell’agricoltore sociale; gli accordi con enti-aziende e con servizi socio-sanitari; la creazione di una rete regionale delle fattorie sociali.

Pubblicato da Michele Ciceri il 4 maggio 2013