L’uso delle erbe eduli o mangerecce

Un piccolo cespuglio di Polmonaria officinalis

Un piccolo cespuglio di Polmonaria officinalis

Una volta, ma neanche tanto tempo fa, in molte cucine non mancavano ciuffi e mazzetti di erbe eduli spontanee raccolte nei campi e nei fossi (dove non si usavano prodotti chimici per la concimazione) che venivano usate sia come cibo (ecco perché si chiamano erbe eduli) sia per dare sapore alle vivande, con il vantaggio di contribuire anche a una buona digestione e a una regolare assimilazione delle sostanze nutritive.

Forse sarebbe il caso di riscoprire almeno un po’ l’uso di queste erbe eduli o mangerecce, che dir si voglia, e spendere un po’ di tempo per conoscerne le virtù culinarie, così come si fa per le virtù medicamentose delle erbe medicinali. Acetosa e Acetosella, Agrimonia, Dragoncello… nonostante l’elenco sia lunghissimo, quasi tutte erbe si trovano a portata di mano nelle zone di campagna.

Un altro vantaggio antico e tipico delle erbe eduli spontanee è sempre stato quello di costituire una materia prima indigena per la preparazione di bevande e tisane economiche, corroboranti e medicamentose, in sostituzione delle bevande di importazione, decisamente più costose. Per non parlare di salse e insalate.

Per il bene della nostra salute, sarebbe auspicabile fare un passo indietro e tornare a valorizzare quel vero e proprio dono della natura che è rappresentato dalle erbe eduli o mangerecce, avendo però l’accortezza (visto che molte cose sono cambiate rispetto ai tempi dei nostri nonni) di cogliere le erbe solo su terreni non contaminati in qualche modo da prodotti industriali. L’apparente regresso all’uso delle erbe eduli di una volta sarebbe uno splendido progresso, scusate il gioco di parole.

Oggi rischiamo di nutrirci con prodotti (verdure, frutti, erbe…) dal colore e dall’aspetto invitanti ma dai sapori insipidi o falsati, ottenuti dalla terra con processi innaturali e non sempre regolari. Le erbe eduli spontanee raccolte in terreni sani ci garantiscono invece la genuinità dei sapori e degli ingredienti,meglio ancora se oltre alla caratteristica di essere mangerecce, le erbe di cui ci nutriamo hanno anche proprietà medicamentose e farmaceutiche.

Infine qualche esempio di erbe eduli mangerecce, e medicamentose, pochi per non scrivere all’infinito. La prima è l’ortica, erba dalla cattiva fama ma dalle proprietà meravigliose che si trova un po’ dappertutto (leggete qui). Citavamo prima Acetosa e Acetosella, con cui si possono preparare squisite salse verdi e insalate ricchissime di vitamine. E poi il Cerfoglio, le cui foglie danno sapere alle insalate e si può usare tritato come il prezzemolo per insaporire i piatti. Della Menta, che si trova nei prati in collina, vi lasciamo leggere qui, mentre vi ricordiamo la meno conosciuta Polmonaria, che si trova nei boschi, le cui infiorescenze primaverili si mangiano nella minestra o tritate in frittata.

Pubblicato da Michele Ciceri il 15 settembre 2013