Echinocactus: caratteristiche e coltivazione

Echinocactus
L’echinocactus, detto anche cuscino di suocera, è un genere di pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Cactacee e può pertanto essere considerato un vero e proprio cactus. Originario delle zone desertiche dell’America Centrale del Messico e Sud degli Stati Uniti, in natura cresce e si sviluppa ad altitudini comprese tra i 1.400 e i 1.900 metri, in aree semi desertiche e rocciose. Proprio per questa ragione è considerata una pianta xerofila resiliente che si adatta bene a climi e terreni ostili.

Nei prossimi paragrafi scopriremo le principali caratteristiche dell’echinocactus insieme ad alcuni accorgimenti pratici per poterlo coltivare nelle nostre case.



Caratteristiche dell’echinocactus

La forma di una pianta come l’echinocactus può essere perfettamente sferica e globosa, a barile o colonnare, a seconda della specie e dell’età (alcuni esemplari restano globosi in età giovanile, per poi assumere una forma colonnare con la crescita). Il fusto verde sferico riesce a raggiungere un diametro massimo di circa un metro ed è solcato da costolature verticali mediamente marcate. Da questo complesso di costole, si distaccano le spine giallo chiaro o giallo oro, rigide e robuste. Le foglie sono caratterizzate da questa particolare forma, con la funzione di ridurre al minimo la dispersione di acqua mentre sulla sommità si notano ampie areole lanuginose.

A fiorire sono le piante ventennali di echinocactus. I fiori sono imbutiformi e nascono proprio dalle areole poste sull’estremità superiore della pianta. Le infiorescenze presentano vari colori, a seconda della specie, tutti dalle tonalità accese e marcate che vanno dal giallo al verde e con una lunghezza di circa sette centimetri. Il periodo di fioritura è a inizio estate.

Come coltivare l’echinocactus

Indichiamo di seguito una serie di consigli pratici per poter coltivare questa tipologia di cactus anche alle nostre abitazioni, in modo tale da godere della sua bellezza.

Esposizione ideale della pianta

È bene ricordare che l’echinocactus è pur sempre una pianta grassa amante del sole e delle temperature calde, mentre teme fortemente le temperature rigide. Di norma è considerata una pianta da esterno. Tuttavia, fornendo le dovute cure, la nostra succulenta sopravvivrà bene anche all’interno delle abitazioni, in ambienti a piena luce.

Nella stagione invernale il nostro cactus non deve essere esposto a temperature al di sotto dei sette gradi. In caso di gelo, bisogna disporre la pianta in ambienti riparati e proteggerla con un apposito tessuto traspirante.

Per un corretta sviluppo, è inoltre opportuno evitare di sistemare la pianta in ambienti privi di luce naturale poiché tenderà a mummificare in breve tempo e a divenire debole.

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Terreno idoneo per la messa a dimora del cactus

Per la messa a dimora della pianta, l’ideale è utilizzare un vaso di cotto dal diametro compreso tra i dieci e i trenta centimetri, il cui terriccio dovrà essere ben drenato. È opportuno adoperare un humus specifico per piante succulente, aggiungendo un composto di sabbia.

In questo modo, il substrato risulta sufficientemente drenante e compatto per mantenere sane le radici della pianta. Per lo sviluppo del nostro cactus, occorre rinvasare ogni anno a inizio della stagione primaverile.

Come annaffiare l’echinocactus

L’acqua va somministrata ma sempre con le giuste proporzioni. Le radici del nostro echinocactus sono delicate e particolarmente soggette al marciume idrico. Annaffiare unicamente per mantenere il terriccio in una condizione ottimale di umidità. Nello specifico, in estate, ogni 2 settimane, al contrario, nei periodi freddi ridurre drasticamente le operazioni di annaffiatura.

Concimazione della pianta

La pianta non deve essere necessariamente concimata. Nel caso in cui si voglia mantenerla rigogliosa e in costante crescita, possiamo impiegare un fertilizzante a base di aminoacidi, ferro, rame, zinco e boro. Il periodo ideale per la concimazione va da marzo fino alla metà di agosto.

Moltiplicazione del cactus

La riproduzione avviene mediante semi essiccati che sono stati precedentemente interrati in un semenzaio adatto. Mantenere la temperatura attorno ai 20°C circa, avendo riguardo che il terreno resti continuamente umido. Per consentire il giusto grado di umidità risulta efficace ricoprire il semenzaio con un foglio di cellophane.

A germogliazione avvenuta, è opportuno rimuovere la copertura e posizionare il semenzaio in un ambiente molto luminoso. È inoltre importante trapiantare le piantine solo quando acquistano vigore.

cactus

Gli esperti suggeriscono inoltre di garantire alla pianta un’esposizione in piena luce naturale, in ambienti ben areati.

Parassiti e malattie dell’echinocactus

Negli ambienti con assenza di luce naturale, l’echinocactus potrebbe essere aggredito dagli emitteri di cocciniglia. Qualora si verifichi la colonizzazione da parte di questi infestanti, è possibile strofinare le parti malate con una soluzione di acqua e aceto bianco o semplicemente con un batuffolo di cotone impregnato di alcool denaturato.

Curiosità su questo tipo di cactus

Il termine “echinocactus” deriva dal greco antico “Echinos” che significa riccio: la pianta, infatti, essendo ricoperta di spine ricorda questo simpatico animaletto. Nei paesi anglosassoni, invece, le è stato dato l’appellativo di Golden Ball dato che le sue robuste spine di colore giallo vivace, la rendono brillante proprio come una sfera d’oro.

Si tratta di una pianta longeva: alcuni esemplari raggiungono i cento anni.

Nel linguaggio dei fiori questo tipo di cactus rappresenta la fedeltà e il sentimento duraturo.

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Pubblicato da Evelyn Baleani il 7 Ottobre 2021