Dieta mima digiuno: cosa mangiare

Dieta mima digiuno

Dieta mima digiuno, una bufala o una nuova strategia per restare in forma e in salute? Questo metodo consentirebbe di nutrirsi mantenendo gli stessi effetti del digiuno a solo acqua. Vediamo di cosa si tratta e le perplessità che suscita, a ciascuno di noi, poi, farsi la propria opinione a riguardo, sempre consultando un medico prima di iniziare trattamenti dietetici così “estremi”. Quando si parla di dieta mima digiuno la si collega al nome di Valter Longo, direttore del dipartimento di gerontologia dell’Università della California. In verità anche in tempi antichi girava questa usanza anche se non si chiamava in modo così mediaticamente attraente. In ogni caso resta un regime nutrizionale da rispettare solo per pochi giorni all’anno, secondo alcuni può dare qualche beneficio a livello di aspettativa di vita migliorando anche le condizioni generali.



Subito ha reso perplessi molti, anche autorevoli, personaggi, per vari motivi. C’è il sospetto da parte di alcuni, che la dieta mima digiuno nasconda una speculazione commerciale visto che prevede l’uso di kit di “pasti pre-confezionati”, in generale ci sono molti dubbi sulla reale applicabilità di un regime come questo che può avere effetti collaterali come fame, crampi allo stomaco, debolezza, astenia, irritabilità, disidratazione e malessere generale anche per tutto il periodo terapeutico.

Se la promessa è quella di un notevole calo ponderale, il sospetto è che possa eventualmente essere legato almeno parzialmente alla disidratazione e allo svuotamento delle riserve di glicogeno muscolare ed epatico. Cosa non molto salutare.

Dieta mima digiuno: cosa mangiare

Cosa mangiare quando non si mima il digiuno, va precisato, è ciò di cui parleremo. Quindi durante i periodi di regime ordinario, il menù deve essere a base di cibi di origine vegetale, principalmente carboidrati e pochi grassi di tipo insaturo, evitando il più possibile proteine animali come quelle della carne e dei formaggi. Quelle del pesce sono meno sgradite ma meglio non esagerare anche con queste.

Al di là di ciò che si può mangiare quando non si digiuna, la dieta mima digiuno non è per tutti, in alcuni casi può risultare pericolosa. Secondo i suoi sostenitori, però, questa condotta alimentare aiuterebbe a “resettare il corpo”, annullando gli effetti negativi dell’ormone della crescita presente in eccesso. Se i periodi di digiuno sono limitati, fortificherebbero invece che far soffrire.

Dieta mima digiuno

Dieta mima digiuno e diabete

Tra i vari effetti benefici che potrebbe dare la dieta mima digiuno, ci sarebbe anche la diminuzione dei fattori di rischio in merito a malattie cardiovascolari e al diabete mellito di tipo 2. Queste affermazioni si basano sui risultati di uno studio clinico realizzato su meno di 20 persone che hanno anche mostrato un rallentamento dell’’invecchiamento e una minore propensione al cancro.

Se andiamo a guardare invece gli effetti osservati sui topi, troviamo anche un aumento della vita in condizioni di salute pari al 11%, il dimezzamento dei fattori dell’infiammazione, il miglioramento delle funzioni cognitive e un generale ringiovanimento delle cellule. Benefici promessi per tutti i sistemi immunitario, muscolare, epatico e nervoso. Affermazioni ancora da verificare e che oggi non sono basate su evidenze scientificamente riconosciute.

Dieta mima digiuno

Dieta mima digiuno: quanto dura

Come accennato subito, che ci si fidi o meno della dieta mima digiuno, è chiaro che non deve durare più di 5 giorni e nel periodo interessato l’introito energetico scende progressivamente a partire dal primo giorno, andando verso il quinto e ultimo.

Dieta mima digiuno: Umberto Veronesi

A parlare spesso di digiuno è stato anche Umberto Veronesi ma ciò che spiegava è ben diverso da quello prescritto dalla dieta mima digiuno. Sosteneva infatti che si potesse seguire una dieta anti-aging basata sul digiuno parziale e sulla restrizione calorica, per approfondire le sue teorie consiglio il libro da lui pubblicato “La dieta del digiuno”.

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Pubblicato da Marta Abbà il 2 maggio 2017