Come addestrare un gatto

come addestrare gatto2

Come addestrare un gatto o, facendo un passo indietro, come è possibile addestrare un gatto? Si può, si può eccome: ci vuole pazienza e strategia. Per la prima non posso essere molto utile, ma per la seconda, anzi, per le seconde, sì. Ecco qualche suggerimento su come addestrare un gatto.



 

 

 

 

Prima di entrare nella casistica del quotidiano  – come addestrare un gatto a usare la lettiera, a smettere di graffiare o mordere e ad eseguire semplici comandi – vediamo come farsi anche minimamente ascoltare da un gatto. Ubbidire, è già la fare dopo, almeno ascoltare proviamo.

Indurre e forzare un gatto a fare qualcosa è il miglior modo per far sì che non vi accontenti mai, quindi non prendiamo di petto l’animale e non facciamo troppo i padroni, sì, anche se di fatto lo siamo. Meglio è indurlo a voler fare quello che abbiamo in testa facendogli credere che lo vuole anche lui.

Imparare come addestrare un gatto non significa farsi “obbedire” pedissequamente ma ci sono alcune cose che si possono insegnare a lui e che possono cambiare la vita a noi. Imparare a convivere con il proprio gatto serenamente, senza “calpestarsi a vicenda” è il primo passo. Il secondo, e siamo a cavallo, è individuare un cibo che adora e che potremo usare come premio, senza esagerare, altrimenti potrebbe annoiarsi o ingrassare. O entrambe le cose: avremmo così qualcosa di terribile, un annoiato, quindi isterico, gatto obeso.

come addestrare gatto4

Sia mai: è necessario quindi imparare bene come addestrare un gatto, che sia timido o coraggioso, tranquillo o agitato, affettuoso o riservato. Appena arriva nella nostra famiglia, grande o piccolo che sia, avrà il suo carattere, accogliamolo e iniziamo a costruire un linguaggio comune.

Come addestrare un gatto: linguaggio verbale

Quando si impara come addestrare un gatto è meglio utilizzare parole e toni di voce diversi e non fare continuamente “pscc pscc”, un verso che non capisce e a cui non sa dare un significato preciso. Anche il chiamarlo per nome troppo spesso, non funziona: smetterà di rispondere, comincia a fare orecchie da mercante, nonostante sia un gatto.

Un sotterfugio può essere quello di dargli un vezzeggiativo da usare solo per coccolarlo, e coccolarlo e parlargli spesso. Importante è anche salutarlo, quando si entra o si esce, e chiamarlo quando è pronto “in tavola”.

Sin dai primi giorni di convivenza, quando ancora non si ha idea di come addestrare un gatto, è comunque importante quando miagola, rispondergli, cercando di capire il suo richiamo che non è un unico miao. Se si sente ascoltato, il gatto è più comprensivo e ben disposto verso chi, come noi, ha in testa di addestrarlo.

come addestrare gatto5

Come addestrare un gatto alla lettiera

Prima di spiegare come addestrare un gatto all’uso della lettiera va detto che quest’ultima deve essere posizionata in un luogo tranquillo: il locale lavanderia, un secondo bagno o una veranda riparata. Meglio se facilmente accessibile e confortevole, il luogo, e preferibile che la lettiera del gatto sia inodore e non produca troppa polvere. Per allestire bene una lettiera leggete: lettiera del gatto.

A questo punto ecco come addestrare un gatto alla lettiera: bisogna metterlo al suo interno subito dopo i pasti. Costantemente, cocciuti come lui, fino a quando inizia a comprendere a cosa serve, poi comincerà ad andarci spontaneamente.

Per assicurarci che impari presto e bene meglio dargli un piccolo premio come ricompensa e lodarlo: nel come addestrare un gatto si parla spesso di rinforzo positivo, quelli negativi spesso spaventano. Anche se il gatto non usa subito la lettiera, non facciamo scenate, facciamogli annusare dove ha sporcato per poi metterlo delicatamente nella lettiera.

Per far sì che il gatto prenda l’abitudine è necessario tenere pulita la lettiera e priva di odori così che non le preferisca maleficamente tappeti o fioriere. Per evitare che prenda in “antipatia” la cassettina smontando tutto il nostro lavoro su come addestrare un gatto alla lettiera meglio non disturbarlo quando la usa o mentre sta scavandovi, e neanche ficcarcelo dentro per portarlo dal veterinario.

come addestrare gatto3

Come addestrare un gatto a smettere di graffiare

Il gatto graffia, e ci graffia, quando è iper-eccitato, sta giocando e non misura le zampate. Per capire come addestrare un gatto a non graffiarci è bene quindi indurlo, abituarlo fin da piccolo o appena possibile, a giocare delicatamente. Quando mostrerà i denti o sfodera le unghie, bisgona fermarsi subito, immobili, e ignoralo. Così imparerà che il divertimento finisce appena esagera con l’aggressività.

Quando capita di essere graffiati o morsi, va capito che, se si sa come addestrare un gatto, è inutile anzi dannoso spingerlo molto lontano trattandolo brutalmente: reagirà peggiorando. E segnandosi il vostro nome sul suo libro nero del graffio.

Se il gatto sembra non imparare, ci sono rimedi più forti come quello dello spruzzo: fa sempre parte delle dritte su come addestrare un gatto. In questo caso funziona che se il gatto continua ad graffiare le mani o i piedi, lo si spruzza letteralmente d’acqua. Un vaporizzatore è perfetto: lui collegherà la pessima sensazione alla sua azione.

come addestrare gatto1

Come addestrare un gatto a non farsi unghie su divano

Partiamo dal presupposto che per il gatto è perfettamente normale “farsi le unghie”, gli serve per segnare il territorio e per rilassarsi. Al di là di come addestrare un gatto a non rovinare i nostri divani, è indispensabile che il felino abbia sottomano, sotto zampa, tiragraffi o tronchetti d’albero o tavole di legno grezzo. Io consiglio un tiragraffi di quelli a più piani, pratici e anche piuttosto gradevoli alla vista, di colore naturale e neutro. Vien quasi voglia di salirci, no?

Anche delle scatole di cartone vanno benissimo. Ad ogni modo, non illudiamoci, il suo posto preferito è e resta il divano, e non c’è un esatto “how to” – come addestrare un gatto a non sfasciarlo, preventivamente  – quindi consiglio di coprirlo con una tela robusta.

Quando va all’attacco, poi, non lo si deve picchiare o sgridare ma spostare dal divano, dicendogli “no”, accompagnandolo a uno dei suoi tiragraffi. Quando lo usa, non dimentichiamo di elogiarlo, passaggio essenziale del come addestrare un gatto.

come addestrare un gatto6

Come addestrare un gatto a eseguire dei comandi

In generale per farci ascoltare da un gatto, per capire come addestrare un gatto, è necessario rispettare la sua natura indipendenza. E anche dargli motivazioni allettanti. Non cibo asciutto e in stick, ad esempio, ma qualcosa di molto gustoso come l’erba gatta, pezzetti di pollo fresco o del tonno, sempre condito da elogi e complimenti.

C’è chi consiglia di usare il clicker, o una penna a scatto in sostituzione: si tratta di un dispositivo utile mentre si impara come addestrare un gatto, basta usarlo con parsimonia e non rimbambire il gatto con i click. Avrebbe effetto contrario e non saremmo più ascoltati.

Se vi è piaciuto questo articolo animalesco continuate a seguirmi anche su TwitterFacebookGoogle+Pinterest e…  altrove dovete scovarmi voi! 

Articoli correlati che possono interessarti:

Pubblicato da Marta Abbà il 24 agosto 2015