Santoreggia, guida alla coltivazione

come coltivare la santoreggia
La santoreggia, pianta della famiglia della Labiatae come la Menta e la Maggiorana, è senza dubbio tra le aromatiche più semplici da coltivare; anche se si tratta di un’aromatica poco conosciuta non significa che non sia saporita! E’ citata dai Greci e appare in molte ricette dell’Antica Roma, dove era usata anche per le sue proprietà officinali.


Occorre però precisare che esistono molte varietà di santoreggia. Le specie più conosciute sono la Santoreggia hortensis con un aroma più delicato, simile a quello dell’origano poi esistono specie arbustive perenni e suffrutici coma la Santoreggia montana con un aroma intenso con sentori di limone, la Santoreggia cedrina e la Santoreggia montana repens. Quest’ultima, indicata anche per i giardini rocciosi, è nota per attirare una moltitudine di api.

Per uso gastronomico vengono usate soprattutto due: la Satureja hortensis dall’aroma dolce e delicato, che d’estate si copre di fiori bianchi e i cui semi sono in grado di crescere ovunque anche negli interstizi più nascosti; e la Satureja montana, che come abbiamo visto ha invece un sapore deciso e piccante e i suoi fiori rosati/violetti spuntano sulla sommità dei rami.

Come coltivare la santoreggia, satureja hortensis
Per questa varietà basta acquistare dei semi in busta e spargerli in primavera in un terreno ben asciutto ed esposto al sole. Per la semina in vaso usare del terriccio adatto alla aromatiche, Poichè i semi sono molto piccoli e pertanto caderne troppi in uno stesso punto, potrebbero crescere le piantine troppo vicine; in questo caso basta avere la pazienza di togliere quelle di troppo, lasciando 20 cm tra una pianta e l’altra.
In cucina vengono impiegate le foglie raccolte prima della fioritura o anche le infiorescenze in piena fioritura.

Come coltivare la santoreggia, satureja montana
Si tratta di un arbusto perenne che cresce spontaneo nelle zone a clima mediterraneo, in suoli calcarei e petrosi ben esposti al sole. In queste condizioni la potete trovare anche a 1600 m di altitudine. Può essere riprodotta per talea se sapete dove trovarla allo stato spontaneo o magari se conoscete qualche amico che ve la cede gentilmente. In alternativa è possibile acquistare la giovane pianta di santoreggia montana in un vivaio di aromatiche.

Per raccoglierla basta tagliare con le forbici delle piccole porzioni delle punte e se volete conservarla per essiccarla sarà sufficiente fare questa operazione prima della fioritura. Una volta avvenuta la fioritura ricordatevi di cimiare a fondo la pianta. Solo in questo modo ricaccerà dal basso, rinnovandosi quasi completamente e vivendo così più a lungo.
Quanto alle cure colturali, le varietà vogliono un terreno ben drenato e annaffiature moderate e in caso di dubbi vi sarà utile l’articolo sulla coltivazione delle aromatiche “Come coltivare le erbe aromatiche in vaso”

Pubblicato da Anna De Simone il 16 maggio 2015