Chitosano in agricoltura

Chitosano in agricoltura

Chitosano in agricoltura: a cosa serve e come usare il chitosano per la cura delle piante. L’uso del chitosano in agricoltura biologica come fertilizzante e come stimolante per la crescita delle piante.

Chitosano, che cos’è

Il chitosano è una sostanza naturale che migliora la resistenza delle piante nei confronti di diversi organismi dannosi. Che cos’è il chitosano? Parliamo di un polisaccaride (uno zucchero) estratto dalla chitina. La chitina è la sostanza che costituisce i tegumenti che ricoprono gli insetti e i crostacei. La chitina è un composto presente anche nella parete cellulare di alcuni funghi.

Il chitosano che troviamo in commercio si ottiene dalla macinazione dei gusci di crostacei come aragoste, gamberi e granchi.

Chitosano in agricoltura

Il chitosano è un prodotto alternativo usato in agricoltura senza controindicazioni per le piante. Questa sostanza può essere usata per migliorare la salute delle piante ma bisogna usarla come un integratore e non come un rimedio miracoloso.

Oltre a integrare la crescita delle piante con il chitosano bisognerà assicurarsi che le piante acquistate siano adatte a luogo della messa a dimora, sia per esposizione, sia per temperatura, clima e qualità del terreno. Le piante non dovrebbero essere sottoposte ad stress di adattamento. Lo stress di adattamento è la principale causa di suscettibilità alle malattie delle piante.

Il chitosano costituisce un ottimo rimedio naturale per rinforzare la crescita della piante, si tratta di un buon fertilizzante che può aumentare la resistenza a batteri, virus, funghi e altre malattie.  Insieme alla somministrazione di chitosano come integratore, per supportarne la funzione, bisognerà provvedere a irrigazioni, potature, pulizia delle aiuole… Insomma, nessun rimedio naturale, da solo, può sostituirsi alle buone pratiche agronomiche necessarie allo sviluppo e alla crescita delle piante.

Chitosano, come funziona e a cosa serve

Il chitosano non è un vero e proprio fertilizzante ma viene definito rimedio alternativo per il suo meccanismo di azione.

In agricoltura, si distribuisce sulle foglie oppure per via radicale. Bisognerà somministrarlo ogni 3 – 4 settimane. Così facendo la pianta è indotta a riconoscere questa sostanza come un pericolo e andrà a produrre strutture di sbarramento. La pianta innescherà meccanismi di difesa attivati dal chitosano ma che saranno utili per difendere l’organismo vegetale dai reali agenti patogeni in grado di attaccare la pianta.

Il chitosano, quindi, non ha alcuna azione diretta sugli agenti patogeni (virus, funghi, batteri, parassiti vari…) ma stimola la pianta ad attivare prontamente delle forme di difesa contro le più svariate infezioni.

Il chitosano in agricoltura è usato anche come stimolante sia per le piante che per facilitare la geminazione dei semi. Applicato sui semi, il chitosano stimola la crescita di germogli sani e forti, precocemente in grado di proteggersi dall’aggressione di parassiti.

Come premesso, il chitosano in agricoltura biologica o nell’orto di casa, non presenta controindicazioni ne’ tempi di sicurezza. Soluzioni acquose in cui è stato diluito il chitosano possono essere irrorate sulle piante anche nel periodo di raccolto. Non sarà bisogno aspettare alcun “intervallo di sicurezza” perché frutti e ortaggi si possono raccogliere anche subito dopo la distribuzione di questo particolare zucchero.

Gli altri usi del chitosano e le sue proprietà

Il chitosano è usato come integratore non solo per le piante ma anche nell’alimentazione umana. In particolare il chitosano è usato come integratore nelle diete ipocaloriche per la riduzione del peso corporeo. Questo uso si basa sulla capacità che avrebbe il chitosano di  legare a sé i grassi impedendone così l’accumulo nel tessuto adiposo umano.

Il chitosano è usato in agricoltura, come integratore nelle diete e anche in medicina dove viene adoperato per le sue proprietà emostatiche.

Pubblicato da Anna De Simone il 24 febbraio 2017