Cera d’api, usi e informazioni

cera d'api

Cera d’api: a cosa serve, le sue proprietà e usi in cosmesi e nell’industria alimentare. Info su cera d’api vergine e naturale.

La cera d’api è prodotta dall’attività della specie Apis mellifera, in particolare dalle cosiddette api operaie. Le Api mellifere usano la cera d’api per costruire le celle del favo dove vengono cresciute le larve e depositato il miele. In natura, il colore della cera d’api varia da bianco a brunastro in base alla purezza.

Cera d’api vergine

La cera d’api può avere un colore differente in base alla purezza e dal tipo di fiore raccolto dalle api; in genere, la cera d’api che va a formare i favi di covata tende a essere più brunastra perché più ricca di impurità. La cera d’api vergine si ricava dai depositi dei favi da miele. La cera vergine non subisce alcun trattamento: è ottenuta dalla semplice fusione con acqua calda, mantiene un leggero odore aromatico e risulta malleabile se esposta al sole estivo o se riscaldata con il calore delle mani.

Dove comprare la cera d’api

L’ideale sarebbe acquistare la cera d’api presso un piccolo apicoltore; la cera d’api acquistata direttamente dagli apicoltori potrebbe avere gradi di purezza differenti ma indubbiamente sarebbe una cera d’api naturale. In commercio esistono molte cere d’api ma stando alle opinioni degli utenti che l’hanno provata, non conservano intatto l’aroma tipico della cera d’api. L’unico prodotto che ha regalato esperienze positive è questa “Cera d’api Naturale al 100%“, il prezzo è di circa 15 euro per mezzo kg di prodotto.

A cosa serve la cera d’api?

In ambito domestico e fai da te la cera d’api può essere impiegata per fare candele, lubrificare cassetti e finestre, lucidare legno e pavimenti, per una verniciatura con basi naturali e in ambito cosmetico per la preparazione di creme, lozioni, rossetti e deodoranti.

Nella preparazione di creme e prodotti di bellezza, la cera d’api è ammorbidita per diluizione con altri oli vegetali. Per esempio, nella ricetta del deodorante fai da te per uomo e donna, la cera d’api è stata diluita con olio di cocco e burro di karitè.

La cera d’api in cosmesi assume notevole importanza perché può essere usata come addensante, correttore di densità e stabilizzatore di emulsioni. L’uso della cera d’api in cosmesi è in netto aumento, complici le sue proprietà: uno studio tedesco ha rilevato che la cera d’api può essere di gran lunga superiore ai classici oli minerali usati oggi nei cosmetici. Gli oli minerali sono ricavati dalla raffinazione del petrolio e si trovano nella gran parte di prodotti di bellezza, per approfondire: ingredienti dannosi nei cosmetici.

In cosmesi, la cera d’api può essere usata come costituente fondamentale di balsamo per le labbra, lip gloss, crema per le mani, creme idratanti per il corpo e nella preparazione di ombretti, fard, eye liner e mascara.

Disciolta nella trementina, la cera d’api dà vita a un prodotto per lucidare i mobili.

La cera d’api trova largo impiego anche nell’industria alimentare. La cera d’api è usata come additivo alimentare e in etichetta è segnalata con la sigla E901, la sua funzione è quella di stabilizzare il prodotto e impedirne la perdita d’acqua. La cera d’ape è inoltre usata per realizzare involucri atti a contenere formaggi oppure come copertura superficiale per la frutta (talvolta per rendere la frutta più lucida e bella è usata addirittura la paraffina!).

Candele con cera d’api

Le candele con cera d’api sono apprezzate per diversi motivi: bruciano in modo pulito, non sporcano in quanto il tipico gocciolamento lungo le superfici esterne della candela è assente: la cera d’api brucia pressoché in modo omogeneo e senza sbavature. Il fumo è poco visibile.

Tutte le istruzioni per fare candele con cera d’api naturale sono descritte nella pagina intitolata Come realizzare candele profumate. In alternativa alla cera d’api, per fare le candele in casa è possibile sfruttare la cera naturale di soia.

Fonte:
Peter J. Frosch, Detlef Peiler, Veit Grunert, Beate Grunenberg (Luglio 2003). Journal der Deutschen Dermatologischen Gesellschaft

L’Autore:
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Pubblicato da Anna De Simone il 7 novembre 2015