Carciofi: come e quando seminarli

semina carciofo

Carciofi, come e quando seminarli per raccoglierli più volte all’anno. La guida completa su come coltivare e seminare  il carciofo.


Il carciofo è un alimento molto apprezzato per le sue preziose qualità nutrizionali e terapeutiche. Il segreto delle sue virtù risiede in una sostanza detta cinarina, è la responsabile del tipico sapore inconfondibile del carciofo. Consumato fin dai tempi antichi, il carciofo veniva coltivato dal popolo egiziano e in seguito dai greci e dai romani. Ancora oggi il carciofo è apprezzatissimo e si può facilmente coltivare nell’orto anche in presenza di fossati e forti pendenze.

Carciofo: quando si raccoglie

Il periodo del raccolto va da ottobre a giugno e molte specie fioriscono più volte durante l’anno così da regalare più raccolti.

Semi di carciofi

semi di carciofi sono facili da trovare. Su Amazon, una confezione di semi di carciofo romano si compra al prezzo di 4,40 euro con spese di spedizione incluse nel prezzo.

Per tutte l informazioni sul prodotto citato vi rimando a “questa pagina Amazon“. Allo stesso prezzo si possono comprare anche i carciofi viola di Provenza. I carciofi viola di Provenza sono quelli mostrati nella foto in basso.

Come coltivare i carciofi

Le coltivazioni più estese sono in Liguria, Toscana, Sardegna, Lazio e Puglia e l’Italia, attualmente, è il maggior produttore a livello mondiale di carciofi. Sul mercato esistono diverse qualità di carciofo, tondeggianti o allungati, con spine o senza, in diverse tonalità di verde e con sfumature violacee. Vediamo nel dettaglio come coltivare i carciofi seguendo le nostre indicazioni.

  • Il terreno

Il carciofo predilige un terreno soleggiato di medio impasto preferibilmente ricco di sostanza organica. Il terreno deve risultare sempre umido, né troppo secco né troppo argilloso, e senza ristagni idrici.
Il suolo deve avere un ph (grado di acidità del terreno) di circa 6.5, deve inoltre risultare fertile, pertanto effettuate preventivamente una buona concimazione organica a base di letame maturo o compost.

  • Posizione

La posizione ideale per la coltivazione del carciofo è sud o sud ovest. Predilige i climi miti e asciutti, teme le brinate e gli eccessivi sbalzi climatici, soprattutto subito dopo l’impianto, quindi, se il vostro orto si trova in un luogo freddo, prevedete una copertura di tessuto non tessuto subito dopo il trapianto.

Come seminare carciofi

Il carciofo si semina tra febbraio e marzo in semenzaio, posto in ambiente protetto. Potete organizzarvi con dei vasi ampi dotati di buchi di scolo. Se invece optate per la semina del carciofo nell’orto, potete proseguire tra aprile e maggio.

La distanza tra le piante o sesto di impianto è di 1 metro, in pratica ogni pianta deve avere a disposizione un metro quadrato di terreno. Potrà sembrarvi tanto ma calcolate che si tratta di piante pluriennali, dovrete seminare una volta e raccogliere per i due o tre anni successivi, dal terzo anno potete rinnovare la coltivazione prelevando i carducci dalla pianta madre.

La semina del carciofo in genere è una pratica poco diffusa, anche se i semi sono molto più economici dei carducci o delle piante già sviluppate, impiegano molto tempo per germogliare e produrre una pianta matura.

Quando seminare: periodo di semina del carciofo

Per la coltivazione del carciofo a partire dalla semina avrai bisogno di 150 – 180 giorni per passare dalla semina alla messa a dimora della pianta matura. Per questo motivo consigliamo di seminare il carciofo in vaso, in ambiente protetto fin dal mese di febbraio.

Moltiplicazione del carciofo con i carducci

La maniera più efficace per coltivare il carciofo è la messa a dimora dei carducci, da prelevare dai grossi cespi delle vecchie piante. Se si tratta della prima coltivazione, potrete chiederli a chi già ha una carciofaia ma in alternativa potrete acquistarli in vasetto in vivaio… oppure acquistare i semi e iniziare da qui la prima coltivazione così da produrre in proprio i carducci per le coltivazioni successive.

Carciofi come e quando seminarli

Al momento dell’impianto, assicuratevi che i carducci siano ben sviluppati, lunghi 30-40 cm e provvisti di 4-5 foglie; poi potrete procedere tagliando la parte terminale di circa 4-5 cm.

È preferibile scegliere carducci con foglie a margine intero i quanto producono un maggior numero
di capolini e più precocemente. La messa a dimora dei carducci sviene effettuata da metà febbraio a metà aprile e da metà settembre a fine ottobre.

Come coltivare i carciofi con gli ovuli

Se invece per la riproduzione preferite ricorrere agli ovuli, l’operazione andrà fatta in estate (luglio-agosto). Gli ovoli sono gemme di diversa grossezza che si formano alla base del fusto interrato, che vegetando origineranno i carducci.
Qualsiasi sia la soluzione adottata, dovrete scavare una buchetta di circa 30-40 cm (anche per smuover un poco il terreno) disporre del letame sul fondo e posizionare il ‘carduccio’ ad una profondità d circa 4 cm. La distanza tra le piante cambia in base alla specie, ma diciamo che 90 cm è la misura media che dovrete mantenere tra le piante.

Quando e come irrigare i carciofi

Per ottenere un raccolto abbondante, l’irrigazione riveste un ruolo fondamentale. Irrigate in modo tale da
da assicurare alle piante una costante umidità del terreno. In linea di massima, nelle aree meridionali, le irrigazioni vanno effettuate nei mesi estivi (luglio-agosto): tale pratica evita la possibilità che la pianta vada in riposo vegetativo, consentendo così un notevole anticipo della produzione.

Come e quando raccogliere i carciofi

Il raccolto va fatto quando il gambo risulta notevolmente allungato e il capolino presenta le brattee ben chiuse e ha raggiunto le dimensioni tipiche della varietà. Se ritardate la raccolta, assisterete ad
un aumento delle dimensioni del capolino e man mano che passa il tempo perde di commestibilità.

La raccolta si esegue a mano: basta praticare sul gambo un taglio a becco di, asportando i capolini con una porzione di gambo lunga 5-10 cm: in questo modo sarà possibile aumentare la produzione per pianta, dato che vengono lasciate tutte le foglie più giovani e attive.

Pubblicato da Anna De Simone il 2 giugno 2018