Biologico italiano: buoni risultati e ottime prospettive

Centro di trasformazione agricola biologico

I 243 prodotti DOP, IGP e STG, le oltre 4.600 specialità regionali, i 521 vini DOC, DOCG e IGT e soprattutto i risultati raggiunti dall’agricoltura biologica − il metodo di produzione più sostenibile tra quelli attualmente praticati – testimoniano che l’agricoltura italiana ha saputo orientare le scelte produttive verso la qualità legata alle singole specificità del territorio, sviluppandosi lungo il percorso della sostenibilità.

Oggi in Italia l’agricoltura biologica interessa più di un milione e 100 mila ettari di terreno agricolo coltivabile, 18,7% della Sau (superficie agricola utilizzata) totale, una quota che la colloca al secondo posto in Europa dopo la Spagna. Le aziende biologiche italiane sono complessivamente 48.509, il numero più alto in Europa. Contemporaneamente, l’agricoltura italiana ha anche ridotto l’impiego di fertilizzanti chimici e fitofarmaci, diminuendo così la pressione sulla qualità dell’acqua.

Le filiere agricole di qualità ecologica, da quelle prioritarie delle produzioni alimentari fino a quelle delle agroenergie, delle produzioni di materiali biodegradabili, dell’agriturismo e della gestione forestale e del territorio, rappresentano uno dei sei settori strategici della green economy. A dirlo è il rapporto Green Economy per uscire dalle due crisi realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in collaborazione con l’Enea, e presentato in occasione degli Stati Generali della Green Economy a Ecomondo.

Poiché queste filiere agricole di qualità ecologica hanno ulteriori e importanti prospettive di sviluppo, a patto che puntino sull’elevata qualità ecologica, dagli Stati Generali della Green Economy è nato un elenco di nove proposte: 1) Preservare la destinazione d’uso e arrestare il consumo del suolo agricolo. 2) Promuovere la multifunzionalità e la pluriattività nelle aree agricole. 3) Favorire l’occupazione giovanile in filiere agricole di qualità ecologica. 4) Rafforzare l’informazione dei consumatori. 5) Promuovere lo sviluppo delle agroenergie. 6) Migliorare l’uso della risorsa idrica in agricoltura. 7) Promuovere l’agricoltura biologica e le buone pratiche agronomiche. 8) Promuovere il ruolo dell’agricoltura nei territori montani e collinari e nelle aree protette, nonché nelle aree urbane. 9) Migliorare l’attenzione alla legalità nel settore agricolo.

Pubblicato da Michele Ciceri il 19 novembre 2012