Aquila reale in volo: video spettacolare

aquila reale

Aquila reale, da ammirare col naso all’insù, o sugli stemmi, o nei documentari. E non solo, anche da proteggere, perché tuttora in Italia nascite e decessi si compensano a malapena e il rischio estinzione è dietro l’angolo. E’ un animale così evocativo di eleganza, dignità, bellezza e libertà: ideali da difendere assieme a lei, l’Aquila reale, che li rappresenta così bene. Li eleva.



Aquila Reale in volo: caratteristiche dell’animale

L’Aquila reale appartiene alla famiglia degli accipitridi e ha come nome scientifico quello di Aquila chrysaetos in cui chrysaetos sta per dorata, in greco. Infatti lo è: da adulta ha un colore uniforme, marrone scuro, con riflessi rosso-dorato sul dorso e sul capo. Quando è giovane può mostrare invece macchie bianche sulla coda e sulle ali, ali sfrangiate all’estremità, un particolare che la rende inconfondibile anche se guardata a distanza.

Come vedremo, l’Aquila reale ha dimensioni straordinarie, la testa sporgente, una coda ampia e lunga, è impossibile non notare la sua presenza ed è forse per questo che in genere è poco “vocifera”, emette solo il classico verso “kiok-kiok-kiok” ma quando è nel periodo riproduttivo, tra marzo e luglio, oppure se è un esemplare giovane. In quel caso però, lo scopo del kiok è quello di attirare l’attenzione dei genitori.

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L’habitat ideale di questo maestoso uccello è costituito da tutte le zone di montagna, più impervie sono più l’Aquila reale le ama, e va a cercare le pareti per la nidificazione. In generale è molto attaccata al suo territorio che può arrivare anche ad una estensione di 500 km, dipende dal cibo che ci trova. Per cibo, intendo mammiferi di taglia piccola e media come conigli, piccoli daini, scoiattoli, marmotte. Oppure rettili, o uccelli: galli cedroni pernici e fagiani.

Se ve lo state chiedendo, la vita di coppia dell‘Aquila reale è tranquilla, nessun gossip particolare, lei vola alto. Maschio e femmina sono fedeli per la vita, una volta trovata l’anima gemella questo uccello diventa stanziale, crea una decina di nidi nell’area scelta sempre su roccia, in punti inaccessibili.

Aquila Reale in volo: video

Le performance dell’Aquila reale lasciano a bocca aperta, per quota e velocità e … spettacolarità. Prima di parlarne, meglio vederne le immagini in un video molto interessante. Ci fa sentire un’Aquila reale per qualche minuto.

Clicca qui per vedere il video.

Aquila Reale: velocità

A occhio non si misura, ma la velocità dell’Aquila reale può raggiungere anche, in picchiata, il limite dei 300Km/h. Non è il solo risultato eccezionale, anche quando sale di quota, arriva ad altezze vertiginose, invidiabili. Anche se non va sempre così veloce, si muove imponente e maestosa, spesso senza neanche battere le ali. Durante il volteggio, poi, le rivolge verso l’alto a formare una “V” molto aperta per poi sfoggiare vari tipi di stili.

Il caratteristico volo a festoni dell’Aquila reale serve per difendere il proprio territorio oppure in fase di corteggiamento, il volo a spirale, sempre per il controllo del territorio, sfrutta le correnti termiche ascensionali, invece il volo di caccia è quello a bassa quota, costeggiando i fianchi delle montagne, in cerca di prede.

Veder volare questo animale è uno spettacolo imperdibile, lo abbiamo solo “assaggiato” con il video, ma immaginiamolo dal vero. Anche da ferma, però, l‘Aquila reale ha un suo fascino: lo sguardo profondo, il portamento fiero, becco e artigli che solo un predatore come lei può sfoggiare.

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Aquila Reale: peso

Il peso dell’Aquila reale può essere di 6-7 Kg e solo il 7% è da imputare allo scheletro, quella più pesante e grande è la femmina, come spesso accade con i rapaci: è lei che può arrivare fino a 2 metri di apertura alare. In generale la lunghezza totale di questi uccelli è di 74 – 87 cm, da sola la coda è di 26 – 33 cm.

Continuiamo a dare i numeri: la vista è 6 volte più acuta di dell’uomo, con un raggio visivo di 300 gradi, quanto a longevità, siamo attorno ai 15-20 anni di vita: non male per essere un rapace.

Aquila Reale in Italia

In Italia l’Aquila reale è presente in modo stabile ma scarso: circa 500 coppie di cui 300 si trovano sulle Alpi, 100 distribuite lungo la dorsale appenninica e il resto tra Sicilia e Sardegna. Un tempo questo uccello era piuttosto comune, non solo nei cieli italiani ma in tutte le zone più temperate dell’Europa, nel nord dell’Asia, in America, in Africa e anche in Giappone.

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Oggi il rischio di estinzione è in agguato: da Islanda e Irlanda è già sparita, in tutta Europa se ne contano 3.000 esemplari, a minacciarla è il bracconaggio, ma anche le sostanze chimiche che disperdiamo nell’ambiente nelle piantagioni e nell’acqua in seconda battuta miete vittime nella popolazione già scarsa dell’Aquila reale.

Tornando in Italia, questo rapace è protetto su tutto il territorio e ad oggi esiste un precario equilibrio numerico tra le poche nascite e le morti per bracconaggio, a inizio secolo abbiamo corso sì il rischio di perderla come animale nell’Arco Alpino e, salvata all’ultimo, oggi dal 2001 è oggetto di un progetto a lei dedicato, condiviso da cinque grandi aree protette alpine.

Sono il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, il Parco Nazionale della Val Grandei Parchi Naturali Fanes-Sennes-Braies e Vedrette di Ries-Aurina, la parte altoatesina del Parco dello Stelvio ed il Parco austriaco degli Alti Tauri. Sempre a proteggere e aiutare l’Aquila reale a restare in Italia, anche decine di centri per il recupero della fauna selvatica che sono attrezzati per il ricovero, la cura e la riabilitazione di animali come lei.

Aquila Reale come simbolo nella storia

Forza, sicurezza, bellezza, volo, armonia, prontezza di riflessi: questo e molto altro l’Aquila reale rappresenta bene e non è quindi un caso il fatto che da tempi lontani questo rapace è stato preso come simbolo di potere in stendardi e corone. E non solo.

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Passiamo in rassegna i principali significati che ha assunto partendo almeno dai greci per cui era un simbolo di Zeus: colei che ne rispecchiava i valori fondamentali. Come padre degli dei, l’Aquila reale è entrata anche nell’emblema dei romani fin dai tempi della repubblica e poi è stata ripresa da Carlo Magno, da Napoleone, dagli stati dell’Europa dell’est, purtroppo da Hitler e da Mussolini, oltre che dagli USA.

Anche la Chiesa Cattolica le ha appioppato un significato: l’ha eletta simbolo di spiritualità. A cantarla nella storia c’è anche Dante, nel sesto canto del Paradiso. Nel ‘900 l’Aquila reale oltre che rischiare l’estinzione si è vista anche strumentalizzata dagli stati totalitari che devastarono l’Europa, fortunatamente non ha compromesso la sua immagine orgogliosa e potente che oggi molte aziende, società e paesi usano per trasmettere fierezza, nobiltà, divinità e orgoglio.

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Pubblicato da Marta Abbà il 3 giugno 2016