Agave: pianta e fiore

 

Pianta di Agave

Agave, piante succulenta, così da definizione, non è un parere personale, anche se alcune popolazioni la mangiano quotidianamente, o la danno al bestiame. Si tratta di un genere molto apprezzato, sia per l’elegante portamento, sia per l’estrema varietà delle specie che presenta.



La troviamo spesso nei giardini, pubblici e privati, di tutto il mondo: se per noi è praticamente solo ornamentale, per altri popoli ha una importanza vitale. Ad esempio in America, dove è nata: nell’area meridionale del Nord America, nelle isole caraibiche, nella parte settentrionale del Centro America. Il Messico è il Paese che da i natali al maggior numero di varietà, da lì è partita per l’Europa dal XVIII secolo in poi e non ha mai smesso per la gioia del nostro senso estetico.

Il nome “Agave” con cui noi chiamiamo questa pianta arriva dal Linneo, dalle sue parti, però,è chiamata con nomi originari come mezcal, di origine indo-americana, maguey, di origine presunta nelle Antille, e metl, di origine Nahuatl. Per la sua longevità prima della fioritura si è meritata anche l’appellativo di “century plant”.

Agave: pianta

La pianta dell’Agave è classificata come perenne, è formata da una rosetta di foglia, poi c’è un fusto molto breve che neanche si vede. Le dimensioni sono molto variabili, da specie in specie, ma anche dalle condizioni ambientali in cui esse crescono. L’ampiezza varia da 20 cm fino a 5-6 metri, l’altezza da 15 cm a 2,50 metri in altezza.

Le foglie sono carnose, hanno una consistenza fibrosa, possono anche superare i 2 metri con una larghezza di 20-25 cm. Al centro hanno una specie di spina legnosa, a volte ramificata verso i margini, si formano a raggiera attorno al fusto centrale e man mano si distaccano formando una stella. Lo fanno formando un angolo costante, come se nell’Agave ci fosse un geometra o un software a misurare. Il colore dipende dal clima, se fa freddo tendono al verde-azzurro, sono di colore verde-grigio in climi più caldi.

agave pianta

Agave: fiore

Solo quando raggiunge la maturità, a 5 come a 50 anni, l’Agave decide di fiorire, mostra il suo capolavoro per vari mesi, poi muore. Il fiore ha sei tepali e sei stami, oggi si contano quasi 200 specie di questa pianta, con rispettivi fiori, ed altre 50 tra sottospecie, forme e varietà.

I fiori possono formarsi direttamente sullo stelo oppure su rami che da esso partono, aprendosi a raggiera. Tutto avviene ad altezze di 2 metri, come per la A. parviflora, o addirittura di 11 metri, come nel caso della A. americana, e un diametro fino ai 25 cm.

Agave: proprietà

La pianta dell’Agave viene usata per guarire ustioni, spesso: basta pensare che gli indiani realizzavano impacchi con la polpa di alcune specie per lenire pruriti, ferite, piaghe o contusioni. Tutt’altro uso ne facevano altre popolazioni: veleno per i pesci o veleno in cui intingere punte di frecce. Già negli anni ’90 in Messico il succo ottenuto dalle foglie dell’Agave era usato come sapone e dalle sapogenine di alcune specie sono stati prodotti estrogeni e cortisone, soprattutto dall’A. Sisalana.

Le proprietà dell’Agave per noi occidentali europei sono ad oggi soprattutto quelle estetiche: amiamo ammirarne il fiore in aiuole e giardini, ma è una visione limitata come ben sintetizzato dal gesuita Josè de Acosta che chiama l’agave “l’albero delle meraviglie” (el árbol de las meravillas).

Qualche esempio: da almeno 9.000 anni molte parti di pianta sono regolarmente mangiati, in America, e gli indiani Cochini nella Bassa California mangiano regolarmente l’A. cerulata ricavandone anche uno sciroppo, denso come il miele, dolcificante.

Se in alcune regioni del Messico si trova questa pianta nelle mangiatoie dei bovini, in altre occasioni è un ingrediente base per bevande gustose come l’aguamiel e il fermentato pulque, poi ci sono i distillati famosi come il mescal (o mezcal) e il tequila. Passando agli uso non commestibili, troviamo l’agave in fibre per creare corde, reti, ceste, abiti, coperte, tappeti, borse e altri oggetti di uso quotidiano.

agave proprietà

Agave americana

L‘Agave americana è originaria del Messico ma ha conquistato con la sua imponente bellezza tutta l’area mediterranea e altri luoghi temperati del globo. Alla base della pianta ci sono rosette di foglie carnose, triangolari, lunghe circa 1 metro, verde-bluastro, o variegate di bianco crema. L’intera pianta può misurare anche due metri e vive 15-20 anni producendo un fiore tubolare giallo chiaro. poi, come da tradizione, la pianta muore. L’agave americana è commestibile, sia cotta sia cruda, inoltre la linfa, ricca di zuccheri, è un ottimo sciroppo diuretico o base per produrre la tequila.

Agave blu

Anche l’Agave Blu è originaria del Messico è ama i climi tropicali, nella provincia messicana di Jalisco, essendo la base per la produzione della tequila, costituisce un’importante risorsa economica. L’agave blu, detta anche tequilana, ha foglie carnose, verdastre, acquose, con aculei, ma che, se tagliate, appaiono gelatinose. Verso i 7-8 anni produce una infiorescenza.

Agave attenuata

L’Agave Attenuata è una delle specie più stupefacenti, arriva dalle aree deserte del Messico e come naturale pianta è molto rara: spesso viene fatta crescere in modo artificiale. Come le altre ha un aspetto carnoso, appare come una pianta grassa turgida e molto acquosa, non resiste al freddo ma ama moltissimo il caldo.

Il fatto di non avere nessuna spina la rende più desiderabile e più elegante che mai, quando fiorisce arriva ad un metro e mezzo di altezza e fa dei capolavori gialli, o in certi casi, di colore verde intenso. Dai fiori è possibile ricavare dei bulbi che potranno essere successivamente utilizzati per riprodurre la pianta di Agave Attenuata a ciclo continuo, anche in vaso.

agave sciroppo

Agave dolcificante

Lo abbiamo accennato parlando dell’Agave in sud America ma anche noi possiamo gustare lo sciroppo di Agave. Ce n’è uno bio, dolcificante, 500 ml a 14 euro, che regala dolcezza senza storpiare il gusto.Può essere usato sia caldo, sia freddo o cucinando dolci e torte.

agave semi

Semi di Agave

Un passo indietro e parliamo di pianta, anzi, ancora un passo prima: i semi. Venti semi costano neanche 2 euro e possiamo improvvisarci coltivatori di meraviglie: di agavi.

Se vi è piaciuto questo articolo continuate a seguirmi anche su TwitterFacebookGoogle+Pinterest e…  altrove dovete scovarmi voi! 

Vi potrebbero interessare anche i seguenti articoli:

Pubblicato da Marta Abbà il 25 marzo 2016