Acetilcolina: l’integratore e suoi effetti

Acetilcolina

Acetilcolina, primo neurotrasmettitore scoperto e che entra in gioco per mantenere viva la nostra memoria, ma non solo. Non è semplice spiegare come agisce nel nostro corpo ma è interessante conoscere gli effetti.



Acetilcolina: cosa è

L’acetilcolina viene prodotta dall’organismo e serve, essendo un neurotrasmettitore, a trasferire gli impulsi nervosi in diverse parti del sistema nervoso, sia di quelli centrale, sia di quello periferico. A secernere questa sostanza sono dei neuroni detti propriamente colinergici.

Acetilcolina: effetti

Scoperto anni e anni fa, quasi un secolo fa, questo neurotrasmettitore è formato da una molecola di colina unita ad una di acetil-coenzima A. L’acetilcolina è, per definizione, o per merito, il trasmettitore di tutti i nervi che controllano la muscolatura volontaria, produce quindi un effetto eccitatorio a questo livello, mentre sul sistema parasimpatico ne fa uno opposto.

E’ più che altro inibitorio. Ciò significa che rallenta la frequenza cardiaca, stimolando la secrezione delle ghiandole bronchiali, salivari, gastriche e pancreatiche.

Altro effetto dell’acetilcolina è l’aumento della peristalsi intestinale e di altre funzioni digestive. Per ottenere simili effetti possono essere impiegate anche altre sostanze o in grado di stimolare i recettori colinergici, oppure capaci di bloccare l’azione della acetilcolinesterasi.

Al contrario se si vuole contrastare l’azione dell’acetilcolina è necessario procurarsi quelle sostanza che si legano ai recettori colinergici impedendo loro di captare il segnale trasmesso dall’acetilcolina. Tutto ciò sono in grado di farlo il curaro, la fisostigmina e i gas nervini, ad esempio.

Acetilcolina: recettori

L’acetilcolina ha i suoi specifici recettori che sono di due tipi, quelli nicotinici e quelli muscarinici. Non è così importante approfondirne la natura ma è invece interessante andare a vedere cosa accade al variare delle concentrazioni e a causa della diversa conformazione chimica di questi recettori. Ci sono farmaci che vanno ad interferire con l’azione dell’acetilcolina, infatti, dando luogo a effetti circoscritti che possono riguardare l’una o l’altra parte.

Acetilcolina:  recettori

Acetilcolina: integratore

É curioso trovare questo neurotrasmettitore citato nel parlare di integratori per la concentrazione e la memoria, siamo abituati infatti a sentire brand e soliti nomi pubblicizzati per questo e rischiamo di non sapere che gli integratori più efficaci sono quelli che vanno a migliorano la biochimica del cervello. Ad esempio che fanno aumentare i livelli di acetilcolina, fondamentale per memoria, concentrazione e apprendimento.

Non è un caso, infatti, che le persone con un basso livello di questa sostanza, magari perché stressate o poco riposate, non sono al top della forma. Tra questi integratori “segreti” o quasi, c’è l’Acetil L carnitina. Questa sostanza da un lato agisce combattendo i radicali liberi nel sistema nervoso, dall’altro favorisce la formazione di acetilcolina.

Acetilcolina: farmaco

Avendo una azione molto ampia, diffusa, che non si limita ad una certa zona o “azione” ma che riguarda tutti i recettori colinergici dell’organismo, sia quelli muscarinici che quelli nicotinici, e con modalità varie, l’acetilcolina non viene impiegata per produrre farmaci. Può con essi interagire.

Acetilcolina: farmaco

Acetilcolina e dopamina

Troviamo questo neurotrasmettitore affiancato alla dopamina, parlando della malattia di Parkinson. La dopamina è in grado di inibire la secrezione di acetilcolina nello striato. Quando manca dopamina e si ha una iperattività di neuroni colinergici, si possono notare sintomi caratteristici della malattia di Parkinson.

Facciamo un passo indietro, prima di terminare, per indagare meglio cosa si intende per dopamina, un termine che spesso si sente nominare ma non è così banale saper spiegare di cosa si tratta. E’ il momento giusto per chiarire.

Potrà capitare che troviate scritto dopammina, ma è una versione più rara e comunque equivalente, per indicare questo neurotrasmettitore endogeno della famiglia delle catecolammine prodotto in diverse aree del cervello, tra cui la substantia nigra e l’area tegmentale ventrale (ATV). Troviamo molta dopamina nel nucleo centrale dell’amigdala, nell’eminenza mediana e in alcune zone della corteccia frontale ed è sempre stata molto studiata per del fatto che la sua principale funzione come ormone è quella di inibire il rilascio di prolattina da parte del lobo anteriore dell’ipofisi.

Nel cervello questo neurotrasmettitore è importante perché influisce su comportamento, cognizione, movimento volontario, motivazione, sonno, umore, attenzione, memoria di lavoro e di apprendimento. Troviamo la dopamina usata anche come un farmaco che va ad agire proprio sul sistema nervoso simpatico, producendo effetti come aumento della frequenza cardiaca e pressione del sangue.

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Pubblicato da Marta Abbà il 26 agosto 2018