Venere acchiappamosche: semi e prezzo

Venere acchiappamosche

Venere acchiappamosche, una pianta che non nasconde le proprie intenzioni e nemmeno i propri gusti in fatto di insetti e quanto di simile possa trovare con cui sfamarsi. E’ un vegetale capace di compiere rapidi movimenti con le foglie che hanno la forma di una bocca piena di denti acuminati.



Basta vederla per ricordarla, è la pianta carnivora per antonomasia, Darwin per primo appena l’ha vista l’ha definita “la pianta più spettacolare del mondo”. Il suo nome più tecnico è Dionea o Dionaea muscipula Soland, appartiene alla famiglia delle Droseracee.

Venere acchiappamosche: semi

I piccolissimi semi neri della Venere acchiappamosche sono brillanti e somigliano molto a quelli dell’uva, compaiono quando se ne vanno i fiori che hanno invece dimensioni di molto maggiori. Spuntano sullo stelo al centro della rosetta che di suo può essere più lungo di 20 cm. Queste piante hanno fiori ermafroditi con 5 petali di colore bianco, sbocciano in numero variabile, come singoli o anche a gruppi di 15, in giugno.

Il nome di Venere acchiappamosche, o di Dionea, deriva da Διωναῖα Diōnâia, epiteto di Afrodite, dea greca dell’amore e della bellezza, associata a questa pianta perché attira a sé la preda con il suo aspetto piacevole e poi la divora.

Venere acchiappamosche

Venere acchiappamosche: pianta

Al di là del fiore, che è ciò che attira l’attenzione di tutti, la pianta ha le sue caratteristiche standard da conoscere. E’ una piccola pianta erbacea perenne e le foglie formano una rosetta attorno ad un punto centrale da cui parte lo stelo che regge il fiore, arrivando a 15 anche 20 cm. In inverno le foglie della Dionea si abbassano al suolo, come per dormire, mentre in estate si alzano dritte.

Venere acchiappamosche

Venere acchiappamosche: prezzo 

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Venere acchiappamosche

Venere acchiappamosche gigante

In Italia di esemplari particolarmente grandi non se ne vedono molti perché il nostro non è l’habitat naturale e originario di questa pianta che arriva a noi dall’altra parte dell’oceano. In particolare dalla zona degli stati della Carolina del Nord e del Sud. La Venere acchiappamosche predilige di fatto le praterie umide e sabbiose dove può diventare davvero gigante quando raggiunge la sua maturità sessuale, verso i 4 o 5 anni.

Venere acchiappamosche: cura

Possiamo provare a coltivare questa pianta anche dalle nostre parti ma se ci atteniamo ad alcune importanti procedure che prevedono di conoscere come essa mangia. Tra le foglie la Venere nasconde una trappola, una sorta di bocca munita di “denti” morbidi, detti ciglia. Tra i due lembi ci sono tre piccoli peli che funzionano come sensori e decidono se la bocca si apre o resta chiusa. I lembi infatti si chiudono di scatto (tigmonastia), se poi all’interno la Dionaea attraverso i suoi sensori, non rileva il movimento della preda, si riapre, altrimenti inizia a digerirla. Ecco perché non si può nutrire questa pianta con degli insetti già morti, le procurerebbe un grande stress.

Venere acchiappamosche

Cosa curiosa da osservare se si ha un esemplare di questa pianta carnivora è il fatto che le trappole hanno un colore diverso al variare dell’illuminazione. Se ricevono più luce solare la pianta sono rosse ed energetiche, altrimenti tendono al verde o al giallo. La nostra Venere, per chi ha la passione per gli elementi di arredo originali, è senza dubbio una delle migliori piante da appartamento o di certo una delle idee di piante per la casa più bizzarre. Un’altra pianta molto affascinante che ti potrebbe piacere è la Zamia

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Pubblicato da Marta Abbà il 28 marzo 2018