Gli usi delle piante officinali

tanaceto

Gli usi delle piante officinali: le piante officinali hanno molteplici possibilità di trasformazione e quindi di impiego. Dalla produzione dell’olio essenziale ai rimedi naturali.

Per introdurre gli usi delle piante officinali ci rifacciamo all’esempio del rosmarino. Il rosmarino è una pianta officinale aromatica (per completezza, leggete l’elenco delle piante officinali e aromatiche) definita specie adatta sia all’uso alimentare che profumiero, sia all’uso medicinale che cosmetico, fino ad arrivare alle applicazioni nel campo veterinario. Come è chiaro, gli usi delle piante officinali sconfinano in molteplici settori ed è difficile sintetizzarli in un’unica pagina. In questo articolo ci soffermiamo sull’uso delle piante officinali come rimedio salutistico.

L’azione salutare delle piante officinali: attenzioni all’uso 
Le piante officinali attirano l’attenzione del pubblico grazie alla presenza dei cosiddetti “principi attivi, sostanze prodotte dal metabolismo secondario del vegetale.

L’azione benefica delle piante officinali si esplica in differenti modi, alcuni dei quali coinvolgono anche l’aspetto nutrizionale, come le cosiddette piante officinali alimurgiche, cioè quelle piante che sono usate nella tradizione culinaria come, per esempio, talassaco, rosmarino e malva.

Come è chiaro, le piante officinali si discostano dalla classica dose e forma di medicamento, eppure i loro principi attivi le rendono perfette per supportare e ottimizzare i processi fisiologici del nostro organismo.

Studi scientifici hanno messo in evidenza l’utilità dell’uso delle piante officinali in presenza di malattie croniche: le piante officinali possono ritardare e contrastare eventuali complicanze e gli effetti degenerativi fisiopatologici.

Per esempio, molto popolare è l’azione antinfiammatoria del gemmoderivato del ribes nero, definito appunto “cortisone naturale”. Altro classico esempio è il biancospino, usato per regolarizzare la temporanea ipertensione da gravidanza dove i classici ipotensivi potrebbero danneggiare il feto in sviluppo e la stessa donna gravida.

Le piante officinali e i loro estratti non vanno assolutamente assunti con leggerezza e senza adeguate conoscenze. Conviene sempre consultare un medico o personale sanitario autorizzato perché l’uso non corretto e poco accorto di una pianta officinale può causare effetti indesiderati anche gravi.

Anche quando si fa ricorso ai classici rimedi naturali  e all’automedicazione, è necessario documentarsi al meglio e consultare un medico, soprattutto nei contesti in cui il nostro organismo si trova in un momento di malessere: l’uso delle piante officinali come rimedio naturale deve essere fatto con la dovuta cautela.

Tutti gli approfondimenti sono contenuti nel nostro articolo dedicato alle Piante officinali.

Pubblicato da Anna De Simone il 7 febbraio 2015