La Tristeza degli agrumi

tristeza degli agrumi

Tristeza degli agrumi: tutte le informazioni sulla malattia causata dal Citrus Tristeza Virus. Decorso, sintomi, rimedi e prevenzione.

La tristeza degli agrumi è una grave malattie causata dal virus Citrus Tristeza Virus. A questa malattia non esistono rimedi, quindi bisogna giocare di prevenzione. Quando un agrume è attaccato dalla tristeza può solo essere estirpato: in commercio non esistono rimedi naturali ne’ tantomeno prodotti fitosanitari efficaci per debellare questa malattia.

La tristeza, meglio conosciuta come Citrus Tristeza Virus o CTV, è la più diffusa è grave malattia degli agrumi. La causa di questa malattia degli agrumi è il virus del genere Closterovirus che porta le piante colpite a un rapido declino e alla morte.

I sintomi della tristeza degli agrumi

Il primo sintomo evidente è il deperimento perché il virus attacca il floema, cioè il tessuto che trasporta la linfa elaborate dalle foglie (con la fotosintesi) alle radici. Con la morte del floema, nei periodi di stress causati dal caldo eccessivo o dalla siccità, le piante colpite dal virus non riescono a sostenersi e iniziano a deperire. Alcuni ceppi del virus riescono a causare la morte della pianta entro 1-2 settimana dalla comparsa dei primi sintomi.

Non è possibile curare i sintomi. Se la pianta stava fruttificando, non solo i frutti sembreranno deformati ma cesseranno di crescere o maturare, rimanendo attaccati alla pianta morta. Tra gli altri sintomi della tristeza degli agrumi segnaliamo la butteratura del legno.

Come capire se la pianta è attaccata dal virus della tristeza? 

A) Sollevate un tassello di corteccia in corrispondenza della linea d’innesto. Se sulla faccia cambiale della corteccia del portainnesto è presente una sorta di alveolatura puntiforme, il virus è presente. Questa alveolatura si manifesta con tanti fori o depositi di gomma. Questo non è un criterio diagnostico assoluto perché in molti casi la non è presente così come può essere assente la butteratura, cioè delle scalanature che si osservano su tronco e branche, sotto la corteccia.

B) Applicate poche gocce di tintura di iodio sul legno, in corrispondenza del punto d’innesto. Se la tintura diventerà viola il virus è presente. La variazione di tinta è dettata dall’eccessivo accumulo di amido a livello del punto d’innesto.

Tristeza degli agrumi, rimedi e prevenzione

Quando compaiono i primi sintomi della tristeza degli agrumi è ormai troppo tardi e nulla potrà strappare la pianta alla morte. L’unico rimedio è la prevenzione.

Come si trasmette la tristeza degli agrumi? La trasmissione è per via vegetativa (cioè mediante il materiale d’innesto) o mediante vettori, cioè attraverso insetti che trasportano il virus da una pianta agli altri.

I vettori del Citrus Tristeza Virus sono diverse specie di afidi, la più pericolosa è la Toxoptera citricidus, insetto meglio conosciuto come afide marrone degli agrumi. Fortunatamente questo insetto ancora non ha colonizzato gli agrumeti italiani anche se dal 2005 è presente in Spagna, quindi in un futuro molto prossimo potrebbe arrivare nelle nostre coltivazioni. Nel nostro paese, l’afide vettore più pericoloso è l’Aphis gossypii o afide delle cucurbitacee.

La prevenzione si basa sull’evitare il rischio di trasmissione del virus, quindi:

  • Per gli innesti di agrumi, usate solo materiale di propagazione sicuro.
  • In caso di piante infette, estirpatele immediatamente l’albero! Evitate tentativi di recupero come il reinnesto o la riduzione della chioma con la potatura.
  • Usate portainnesti resistenti al virus come gli ibridi dell’arancio trifogliato.
  • Seguite la profilassi preventiva usata contro l’afide delle cucurbitacee.

Tenete presente che l’arancio amaro è un portainnesto molto valido nelle nostre condizione pedoclimatiche, tuttavia è molto sensibile al virus. L’Arancio trifogliato è il più adatto per l’innesto dell’arancio dolce, è rustico e resiste bene al freddo. Presenta una fruttificazione precoce, abbondante e di buona qualità. Non riesce a tollerare terreni calcarei e salmastri.

Pubblicato da Anna De Simone il 1 gennaio 2016