La temperatura dell’acqua per innaffiare le piante

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Quale deve essere la temperatura dell’acqua che usiamo per innaffiare le piante? La domanda non è peregrina e la risposta è importante perché anche dalla temperatura dell’acqua dipende il beneficio che fiori e piante possono avere o non avere dalle innaffiature. Vediamo allora di capire meglio.

La domanda di partenza è: quando l’acqua è fredda? Le acque superficiali hanno normalmente una temperatura variabile e molto vicina alla temperatura dell’aria. La temperatura dell’acqua di pozzo è invece di norma costante attorno ai 10°C. Di norma viene considerata fredda un’acqua la cui temperatura è inferiore di 2/3 a quella media dell’aria. Esempio: se l’aria ha una temperatura media di 24°C, l’acqua è fredda quando ha una temperatura sotto gli 8°C.

Il rapporto tra la temperatura dell’aria e la temperatura dell’acqua è importante perché l’uso di acqua fredda, soprattutto nel periodo estivo, può risultare molto nocivo per le piante a causa del brusco abbassamento della temperatura sia a livello delle foglie sia a livello delle radici. Questo potrebbe causare uno shock termico e l’appassimento della pianta, soprattutto nelle varietà più delicate.

Ecco perché se la temperatura dell’acqua è troppo bassa, è meglio scaldare l’acqua prima di utilizzarla per innaffiare. Non serve usare il fornello, può bastare metterla al sole dentro a un recipiente per qualche ora o per qualche giorno fino a quando la temperatura dell’acqua si sarà assestata nel giusto rapporto rispetto a quella dell’aria. Se però non si può fare a meno di utilizzare acqua fredda, allora sarà meglio usarne poca e sfruttare le ore più calde della giornata per le innaffiature.

Quando si tratta di innaffiare le piante in vaso, oltre che alla temperatura dell’acqua è bene fare attenzione ai sali disciolti. Le cosiddette acque dure, ad alto contenuto di carbonato di calcio e altri sali, possono causare nel lungo periodo una sostanziale modificazione del ph del terreno e renderlo basico anche se all’inizio era tendenzialmente acido. Questo per alcune essenze, come le acidofile (azalee, rododendri, eriche), può essere deleterio. Le acque dure inoltre causano quasi sempre macchie biancastre sulle foglie.

Mentre in giardino e nel campo la natura si regola bene da sola, errori nella temperatura dell’acqua e nella qualità della stessa possono causare disastri sul balcone fiorito e sul terrazzo. Bisogna infatti tenere conto del fatto che in questi ambienti confinati le piante vivono una situazione forzata e tutta particolare, spesso indipendente anche dal contesto climatico circostante.

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Pubblicato da Michele Ciceri il 31 Marzo 2014