Tecnologia LiDAR per la gestione del patrimonio boschivo

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L’utilizzo di tecnologia LiDAR può rivelarsi molto utile nella gestione del patrimonio boschivo e forestale. Per esempio fornendo una valutazione molto accurata della quantità di alberi e di legname (la cosiddetta provvigione legnosa) presenti in una determinata zona, in alternativa ai rilievi da terra che sono molto onerosi negli ambienti montani.

La tecnologia LiDAR è un ottimo esempio di come l’hi-tech possa essere un valido alleato della silvicoltura e dell’agricoltura moderne, migliorando la qualità del lavoro e dei risultati senza controindicazioni ambientali. Ma in cosa consiste questa tecnologia?

LiDAR è l’acronimo inglese di Laser Imaging Detection and Raging e consiste di fatto in una tecnologia di telerilevamento basata sull’utilizzo di impulsi laser che permette di determinare la distanza di un oggetto o di una superficie, ma anche la concentrazione di sostanze chimiche legate a specie chimiche come l’acqua.

Le problematiche della filiera foresta-legno, come si è sottolineato nella recente edizione di Fiera BOSTER a Belluno, vanno dalla quantificazione e qualificazione delle risorse dei popolamenti forestali fino all’ottimizzazione delle operazioni di taglio. Ci sono poi problematiche di allestimento, esbosco e trasporto del materiale alle industrie che effettuano la prima lavorazione.

Le esperienze condotte finora evidenziano le grandi potenzialità fornite dall’utilizzo della tecnologia LiDAR a supporto della gestione forestale. Il dato LiDAR offre la possibilità di localizzare in modo automatico ogni singolo albero all’interno di una foresta, di misurarne l’altezza e anche l’area occupata della chioma.

Partendo da queste informazioni, integrabili con ortofoto di precisione, e con l’esecuzione di appositi rilievi sul campo, è possibile realizzare mappe molto precise distribuzione degli alberi ma soprattutto dei volumi legnosi nella foresta, presupposto necessario della pianificazione boschiva.

Ma non solo. Con la tecnologia LiDAR è possibile spingere il rilevamento oltre le chiome e raggiungere il suolo per ricostruire modelli tridimensionali del terreno con un grado di risoluzione che si avvicina ai 50 centimetri. La descrizione precisa delle condizioni topografiche fornisce informazioni sulle possibilità di accesso al materiale legnoso.

Il modello digitale LiDAR permette per esempio di identificare la presenza di una viabilità forestale, di misurarne le asperità e le pendenze, e di conseguenza di valutare scegliere i mezzi più adatti alle operazioni di esbosco. Non bisogna infatti dimenticare che in montagna le condizioni del terreno sono il principale limite tecnico, ma anche economico, all’efficienza delle strategie di gestione forestale.

Pubblicato da Michele Ciceri il 17 giugno 2014