Stephanotis: coltivazione e malattie

Stephanotis

E’ più nota con il nome di gelsomino del Madagascar, ma il suo vero nome è Stephanotis. Si tratta di una pianta rampicante particolarmente decorativa che viene spesso utilizzata per graticci o muri, per le sue foglie e anche per i fiori, belli oltre che profumati. Per farla crescere al meglio è necessario legarla ad un sostegno, perché anche se si fa chiamare rampicante, non ha né viticci né altri organi che la possano aiutare ad attaccarsi alle pareti o alle superfici verticali a cui le si chiede di aderire.



Le sue foglie sono di un verde carico, consistenti e spesse, lucide e sempre appaiate, mentre i fiori spuntano dalla primavera per tutta l’estate a grappoli all’ascella delle foglie. Sono bianchi, hanno una forma tubolare, una consistenza cerosa e profumano molto. C’è anche il frutto di questa pianta ma non è commestibile, matura in un anno e contiene molti semi.

Stephanotis, in verità, è il nome di un genere di piante che appartengono alla famiglia delle Apocynaceae, ce ne sono alcune provenienti dal Madagascar e altre invece da alcuni paesi del sud est asiatico.

Stephanotis: coltivazione

Accudire le Stephanotis non è poi così difficile ma è necessario tenere conto che si tratta di piante di origine tropicale quindi abituate a climi caldi e umidi, diversi da quello mediterraneo in cui abitiamo.

Cerchiamo di garantirle sempre un ambiente non troppo freddo, ciò significa che in inverno non bisogna scendere sotto i 13°C per troppo tempo, mentre in estate e in primavera possiamo restare attorno ai 21°C oppure a temperature più alte, ma non troppo.

La Stephanotis deve stare alla luce ma non gradisce i raggi del sole diretti, possiamo posizionarla anche all’aperto se non abitiamo in zone troppo fredde, lasciando che si arrampichi su muri o graticci.

Questa è una pianta che deve essere sempre molto annaffiata, soprattutto in estate, è molto importante che sia in un terreno sempre umido, evitando però la formazione di ristagni idrici. Se possibile, meglio usare acqua piovana o demineralizzata, perché il calcare potrebbe danneggiarla.

Man mano che la pianta cresce, va rinvasata, circa ogni anno, verso l’inizio della bella stagione, in vasi via via più grandi e con un terriccio fertile mischiato a della sabbia grossolana che favorisce il drenaggio dell’acqua di irrigazione ed evita i ristagni idrici.

Volendo concimare le Stephanotis, il periodo giusto è la primavera, procurandosi un concime liquido da unire all’acqua di irrigazione ogni 15 giorni senza esagerare e solo per un periodo di tempo continuo. La pianta fiorisce a primavera, in bianco, quindi per potarla è necessario agire all’inizio della primavera per eliminare gli steli che si sono allungati eccessivamente e tagliandoli non alla base.

La Stephanotis si moltiplica per talea. Le talee vanno prelevate in primavera, dalle estremità degli steli, lunghe circa 10 centimetri, tagliando subito sotto il nodo, con un taglio obliquo al fine di avere una maggiore superficie per la radicazione.

Le foglie più in basso vanno tolte con un coltello pulito e poi sono pronte per l’uso, con la parte tagliata cosparsa con una polvere rizogena che favorisce la radicazione. Le talee vanno sistemate in un terriccio formato per tre parti di terreno fertile ed una di sabbia grossolana facendo dei buchi con una profondità di 1,5-2 cm.

Stephanotis

Stephanotis: specie

In totale appartengono a questo genere circa 15 specie ma la più diffusa e commercializzata è la Stephanotis floribunda. Arriva dal Madagascar e sfoggia delle belle foglie verdi e carnose che possono misurare anche 10 centimetri, con una forma ovale e una nervatura centrale che spicca in verde chiaro. Questa pianta, come le altre dello stesso genere, fiorisce in primavera e produce fiori tutta l’estate, in grappoli bianchi e profumati.

Stephanotis: malattie

Quando la pianta viene sottoposta a degli sbalzi di temperatura eccessivi, ne risente parecchio: le foglie ingialliscono ed i fiori cadono. E’ importante non stressarla dal punto di vista climatico. Può anche capitare che le foglie gialle siano dovute ad un attacco di cocciniglia bruna oppure di cocciniglia farinosa. In questo caso si agisce con un batuffolo di cotone imbevuto nell’alcool per rimuovere la cocciniglia, oppure lavando la pianta semplicemente con acqua e sapone strofinando le foglie per cacciare i parassiti.

Quando le macchie che compaiono sulle foglie sono marroni, potrebbe essere colpa del ragnetto rosso che danneggia soprattutto la parte inferiore delle foglie, anche lasciando delle ragnatele. Lui e altri acari sono dei tremendi nemici per le Stephanotis, possiamo cercare di proteggerle aumentando l’umidità ambientale intorno alla pianta .

Stephanotis: nome

ll nome di questo genere di piante così profumate, arriva dal greco stephanos che significa “corona”, e otos che significa “orecchi”. Si potrebbe pensare che sia perché i suoi fiori venivano spesso usati per fare delle corone, ma c’»è anche di sostiene che il nome sia legato alle particolari appendici che si trovano nella corona staminale. Nel caso della Stephanotis Floribunda, Floribunda deriva dal latino floribundus, ovvero “ricco di fiori”.

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Pubblicato da Marta Abbà il 30 Gennaio 2019