Sensori wireless per ridurre i consumi

Grazie a speciali sensori wireless, uno sviluppatore del team di Google è riuscito a mettere a punto un sistema per irrigare il giardino mediante una conessione a internet. Altri sensori wireless sono quelli ritrovati nel termostato Nest, i sensori riescono a rilevare la posizione GPS dello smartphone del padrone di casa, così che al rientro, l’utente trova la temperatura ideale, altri sensori del termostato riescono a registrare le abitudini termiche del padrone di casa, così se fuori ci sono 2 gradi, dentro ci sarà la temperatura ideale, senza che l’utente debba impostare nulla!

Con la Belkin i sensori wireless hanno raggiunto il lavandino di casa. La linea della Belkin si chiama Echo. L’azienda inizialmente aveva sviluppato Echo solo per le grandi aziende ma di recente ne ha presentato una versione per uso domestico. Echo sfrutta sensori wireless progettati per analizzare le abitudini degli utenti nei due principali ambiti domestici che riguardano il consumo idrico e il consumo elettrico.

Echo non solo analizza i consumi complessivi di energia e acqua ma grazie a un singolo sensore è in grado di valutare l’uso delle risorse “dispositivo per dispositivo”, consentendo agli utenti di gestire e ottimizzare l’uso di ogni singola apparecchiatura. La Belkin renderà disponibile il suo dispositivo a partire dal 2014.

Oltre a quelli appena citati, ci sono sensori wireless che ottimizzano i consumi in modo molto più semplice. Basterà pensare ai sensori di movimento che accendono e spengono le luci solo quando individuano la presenza di un utente in camera.

I sensori wireless riescono a prelevare i dati dall’ambiente esterno e comunicare con altri apparecchi elettrici. Di solito si tratta di apparecchi a bassa potenza che sfruttano la comunicazione wireless per comunicare tra loro in un raggio di azione limitato. I sensori sono formati da componenti in grado di rilevare fattori differenti, infatti abbiamo sensori di posizione, temperatura, umidità, sensori fotosensibili e così via.

I sensori hanno una riserva energetica limitata e non rinnovabile, è per questo che devono mantenere i consumi molto bassi, in modo da avere un maggior ciclo divita.

Pubblicato da Anna De Simone il 2 maggio 2013