Scioglimento dei ghiacciai: cause e conseguenze

scioglimento dei ghiacciai

Scioglimento dei ghiacciai, l’evidenza che il sistema di raffreddamento della Terra “si sta rompendo”. Non siamo, però, a casa nostra, non possiamo chiamare un tecnico o maledirlo perché ce l’ha montato male. I tecnici siamo noi, tutti noi, complici del riscaldamento globale. Ma anche protagonisti di un colpo di reni che può cambiare le prospettive future. Basta rendersi conto, leggendo qui, di come lo scioglimento dei ghiacciai abbia conseguenze molto pesanti per le risorse idriche di vaste aree. Nella pratica sono già a rischio agricoltura, industria ed intere città, pronte ad essere sommerse: non è uno scenario lontano millenni, non è un film.



A parlarne, e non è l’unico, è il WWF, ad esempio, in un interessante report (‘Ghiaccio bollente’), e le voci concordano sullo scioglimento dei ghiacciai in corso e il tono più preoccupante è per la situazione delle zone polari dove l’aumento della temperatura media è il doppio di quello registrata nel resto del globo. Mentre lo scioglimento dei ghiacciai prosegue, oggi il pianeta resta per il 40% coperto da ghiacci e manti nevosi tra cui ricordiamo Artide, Antartide e i vari ghiacciai alpini come Himalaya, Patagonia, Alaska e le nostre Alpi.

Scioglimento dei ghiacci polari

Quelli polari sono quelli che nel processo di scioglimento dei ghiacciai, più preoccupano. Nel 2012, già, in Artide, quelli marini estivi erano al minimo del loro posizionamento e la calotta artica continua a ridursi drasticamente. Passare sulla superficie ghiacciata marina dell’Artico non è consolante dato che la stima sul tasso di decrescita è tra il 3.5 e il 4.1% per ogni decennio.

Non per essere tragici, ma realistici, numeri alla mano, facendo una proiezione credibile se il riscaldamento globale dovesse continuare con il ritmo a cui oggi siamo abituati, in estate al Polo Nord non ci sarebbe neanche un ghiacciolo nel mare Artico. Anche l’Antartide in 50 anni ha “guadagnato” 3°C con uno scioglimento dei ghiacciai che gliene ha rubati l’87%.

scioglimento dei ghiacciai

Scioglimento dei ghiacciai alpini

Chiamati anche “terzo polo” della Terra, dopo quelli classici, a Nord e a Sud, finché li riconosciamo, i ghiacciai alpini si sono ridotti quasi del 75%. Questa situazione descrive uno scioglimento dei ghiacciai “distribuito” su tutta la superficie terrestre, non solo ai poli, perché ne sono coinvolti ad esempio Himalaya, Patagonia, Alaska, ma anche Caucaso e Urali, Kilimangiaro e Ruwenzori in Africa.

Lo scioglimento dei ghiacciai alpini ha conseguenze peculiari sulla vita del pianeta e sulla nostra, perché essi costituiscono il serbatoio di acqua dolce durante le stagioni estive e secche. Una ricchezza fondamentale per attività come agricoltura e industria, quindi per la vita umana. Solo per lo scioglimento dei ghiacciai alpini asiatici 2 miliardi di persone soffriranno per la scarsità di acqua, tra cui ad esempio gli abitanti dell’India dove India il 65% dell’agricoltura è collegata ai ghiacciai dell’Himalaya.

scioglimento dei ghiacciai

Scioglimento dei ghiacciai in Italia

Nel terzo polo freddo della Terra ci sono anche le nostre Alpi, e lo scioglimento dei ghiacciai alpini le coinvolge appieno. Non siamo affatto esenti da questo fenomeno e dal trend negativo, siamo sulla stessa barca: sulle Alpi si è passati dai 519 km2 del 1962 agli attuali 368 km2, il 40% in meno. Lo scioglimento dei ghiacciai alpini è sotto ai nostri occhi: i nostri nonni e noi, abbiamo conosciuto montagne “diversamente innevate”. I nostri discendenti come le vedranno?

Scioglimento dei ghiacciai: conseguenze

Risorse idriche, mitigazione del clima, equilibrio degli Oceani, emissioni di gas serra: tutto ciò, e non solo, subirà in maniera pesante le conseguenze dello scioglimento dei ghiacciai a cui oggi stiamo assistendo. E per cui siamo ancora in tempo per fare qualcosa. Cosa, lo vedremo fra poche righe. Per non lasciare nei vostri occhi uno scenario apocalittico da Hollywood, come se si volesse solo seminare terrore immotivato, motiviamolo con l’IPCC che, a proposito di scenari, al 2100 nei peggiori possibili prevede un innalzamento del livello dei mari da 52 a 98 centimetri.

Già immaginarlo fa paura: lo scioglimento dei ghiacciai avrebbe a breve forti ripercussioni sulle società umane, enormi. Basta pensare, semplicemente, che il 60% della popolazione si trova concentrato sulle zone costiere del mondo, entro i 100 km dalla costa. Ad essere sommerse assieme alle coste, ci sono moltissime città che si trovano a rischio a causa dello scioglimento dei ghiacciai: Miami e New York, ad esempio, ma anche Shangai, Bangkok, Mumbai, Londra, Amsterdam, Alessandria d’Egitto.

Se non sommerse, comunque il 70% delle coste del mondo subirà forte modificazioni e ci sono isole del Pacifico che possiamo iniziare a salutare: continuando così con lo scioglimento dei ghiacciai, scompariranno per sempre. Le Maldive, nell’Oceano Indiano, entro 30 anni potrebbero, dipende da noi.

scioglimento dei ghiacciai

Conseguenze dello scioglimento dei ghiacciai si leggono anche osservando il clima dei paesi europei affacciati sull’Atlantico, tra cui Gran Bretagna, Irlanda, Francia e paesi scandinavi. Abituati alla corrente del Golfo, potrebbero doverne fare a meno perché con il cambio di composizione salina degli oceani causato dallo scioglimento dei ghiacciai, questa gentile corrente che rende il clima più mite potrebbe non esserci più.

Spostandoci nella regione artica, pensiamo anche ai 4 milioni di abitanti indigeni come Inuit, Yupik e Sami, che vivono a stretto contatto con la natura: vedranno il loro equilibrio con essa rompersi, compromettersi e compromettere le loro esistenze.

Scioglimento dei ghiacciai: effetti a catena

In seconda battuta, ci sono degli effetti non trascurabili che avrebbe il proseguire dello scioglimento dei ghiacciai, ad esempio sull’effetto serra globale che viene ulteriormente aumentato. E poi sulla catena alimentare di molti animali tra cui balene e orsi polari. Nelle zone minacciate direttamente dallo scioglimento dei ghiacciai vivono 67 mammiferi terrestri, 35 marini, 21.000 specie di animali, piante e funghi che sono una risorsa per tutti noi anche se “da lontano”.

Senza ghiaccio nel 2050 i due terzi degli orsi polari potrebbero scomparire, il pinguino di Adelia ridursi del 75% in Antartide e così via con trichechi in Alaska. pernice bianca nelle vette alpine, fenicotteri in Cile. Una perdita di biodiversità grave.

scioglimento dei ghiacciai

Scioglimento dei ghiacciai: cause

Tutti i principali fattori ai quali si può attribuire lo scioglimento dei ghiacciai, legato al cambiamento climatico, sono legati alle attività dell’uomo. Innanzitutto c’è l’incremento della concentrazione di gas serra nell’atmosfera ma anche gli aerosol sono in aumento, e non aiuta la pessima gestione della superficie terrestre messa in campo dall’uomo. Parlo di deforestazione ma anche di allevamento intensivo.

E’ vero che l’effetto serra è un fenomeno naturale (quello produce sulla superficie terrestre un aumento di temperatura di circa 33 °C ) ma l’attività dell’uomo ha incrementato l’effetto e l’aumento con conseguenze sull’equilibrio radiattivo e la partizione energetica superficiale terrestre. E quindi causando lo scioglimento del ghiacciai, ad esempio.

Negli ultimi decenni, dal 1750, c’è stato un incremento di CO2 e metano, alla base dell’effetto serra “parte umana”, del 36% e del 148%, rispettivamente. Questo terribile dato di fatto è legato principalmente all’uso di combustibili fossili ma anche alla deforestazione. A contribuire ulteriormente all’effetto serra e quindi allo scioglimento dei ghiacciai, anche la maggior produzione di metano per fermentazione che avviene nell’allevamento.

Trovate le cause, ci vuole la reazione e la bella notizia, le due belle notizie, sono che abbiamo le alternative, e abbiamo tempo. O meglio, siamo in tempo, ma non per molto ancora. Se archiviamo i combustibili fossili abbiamo le fonti rinnovabili e pulite a cui rivolgerci e poi possiamo cominciare a usare in modo razionale ed efficiente energia e materiali.

Scioglimento dei ghiacciai: video

Dopo tante parole, non resta che stare a guardare, in silenzio, questo video. Senza scioglierci, ma riflettendo su ciò che ancora si può fare. E’ in inglese, ma non ci sono parole per commentare lo scioglimento dei ghiacciai che spariscono in silenzio, se non ne parliamo noi.

Se vi è piaciuto questo articolo continuate a seguirmi anche su TwitterFacebookGoogle+Pinterest e…  altrove dovete scovarmi voi! 

Altri articoli che ti possono interessare:

Pubblicato da Marta Abbà il 9 febbraio 2016