Salvia proprietà e benefici

Salvia

Il nome salvia deriva dal latino ‘salvare’, serve aggiungere altro? I testi riportano che nel medioevo i medici della scuola salernitata si domandavano perplessi come potesse morire un uomo che coltiva e mangia salvia. E si rispondevano che la morte è più forte, ma solo la morte, della salvia.

La salvia non batte la morte, ma la peste a quanto pare sì. A testimoniarlo è l’Aceto dei quattro ladroni, una preparazione in cui è contenuta in buona dose anche questa erba e che è entrata a far parte della farmacopea naturale. Maurice Mességué, uno dei padri dell’erboristeria, racconta come nacque questa preparazione.

Salvia e Aceto dei quattro ladroni

Durante la terribile pestilenza del 1630 in Francia, a Tolosa, vennero arrestati dei briganti con l’accusa di spoliare i cadaveri dei morti di peste. Il giudice garantì agli sciacalli l’assoluzione in cambio del segreto che permetteva loro di non ammalarsi.

Essi accettarono il patto e risposero che erano soliti strofinarsi il corpo con un macerato in aceto di salvia, timo e lavanda. Un secolo più tardi a Marsiglia altri banditi usarono la ricetta con lo stesso scopo aggiungendo anche dell’aglio. Nacque così il famoso Aceto dei quattro ladroni.

Peste a parte, la salvia è un ottimo rimedio naturale per un sacco di cose. Ne possono trarre beneficio gli studenti sotto esami e le persone affaticate perché è un ottimo stimolante del sistema nervoso. Ma la salvia è anche febbrifuga, aiuta a combattere le infezioni e le ferite a cicatrizzare in fretta.

Salvia: coltivazione, qualità e raccolta

Di salvia esistono numerose specie (verbena, pratense, etiopica), ma le due più comuni sono la salvia officinale (tè di Grecia o erba sacra) e la salvia scalera (detta anche erba moscatella). La salvia officinale è la più facile da coltivare e cresce bene nei terreni asciutti e calcarei.

Le varie specie di salvia hanno tutte le stesse proprietà e in erboristeria si usano i fiori oltre alle foglie, entrambi da raccogliere di preferenza tra luglio e agosto e comunque al momento o poco prima della fioritura. Quest’ultima non è sempre uguale e dipende dal luogo, dal clima e dall’altitudine.

Salvia: conservazione

La salvia si può consumare fresca ma anche far essiccare in un locale ben aerato in mazzetti appesi al soffitto o in sacchetti di carta. Le foglie essiccate durano a lungo e possono essere usate per le varie preparazioni.

Salvia: come usarla

Dell’uso della salvia in cucina è quasi superfluo dire, resta da aggiungere che più se ne consuma e meglio è. Va bene per insaporire gli arrosti, i sughi, le salse, nelle zuppe ed è un ingrediente immancabile in molte ricette a base di trippa.

Fuori dagli impieghi gastronomici, con la salvia si possono preparare infusi (mezza manciata di foglie e fiori in un litro d’acqua) decotti e anche un ottimo vino. Per il vino alla salvia si usano due manciate di foglie e un litro di vino rosso bollente da lasciare in infusione per 15 minuti. Oppure si possono lasciare macerate 3-4 manciate di salvia in un buon vino bianco o rosso per una settimana.

Pubblicato da Michele Ciceri il 29 agosto 2014