Quanto inquina internet?

Internet non crea rifiuti, ma inquina ugualmente. Ogni due anni l’universo digitale si raddoppia, nel 2011 la quantità di informazioni ha raggiunto 1,8 miliardi di gigabyte. Gran parte delle informazioni digitali si trova nei centri dati di tutto il mondo e l’esecuzione di tali centri richiede un enorme quantità di energia elettrica.

Un data center con una potenza di circa 10 megawatt e può utilizzare l’energia di una piccola città a un costo di circa 300.000 dollari al mese. In tutto il mondo ci sono circa 500.000 centri dati e, come riportato dalle stime effettuate dall’Emerson Network Power, internet per funzionare sfrutta il 2% dell’energia utilizzata a livello globale. Quindi, se assumiamo che il consumo globale di elettricità ammonta a 20,3 petawatt ore all’anno, internet consumerà circa 406 terawatt di energia elettrica all’anno. Per non parlare dell’elettricità  che utilizza l’utenza per navigare in internet!

Talvolta capita di ricevere e-mail con una didascalia che cita più o meno:
“Nessun albero è stato tagliato per l’invio di questa email ma un gran numero di elettroni sono stati terribilmente eccitati per il suo recapito!”. Una verità sconcertante se si considera l’impatto ambientale della posta elettronica. Certo però non troveremo mai uno slogan che recita “Utilizza carta! Salva un elettrone!“.

Il paradosso di internet è che nei centri dati tradizionali, solo la metà dell’energia consumata è utile per eseguire l’universo digitale. Ciò significa che mentre una grossa quantità di energia sta alimentando i server che contengono i nostri messaggi di posta elettronica, i profili dei social network, pagine web e simili, l’altra metà dell’energia viene sfruttata per raffreddare i server.

Spesso è stesso l’elettricità a geneare calore quanto si passa da corrente alternata AC a corrente continua DC. Alcuni centri dati utilizzano serbatoi sotterranei per raffreddare i loro server e migliorare l’efficienza energetica. Altri centri dati fanno di meglio e utilizzano energia pulita per offrire web service sostenibili.

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Pubblicato da Anna De Simone il 6 giugno 2012