Puledro: video della nascita e dei primi passi

puledro

Puledro, come non intenerirsi alla sua vista o anche solo a pensare ai suoi primi passi. Perché accontentarsi di immaginarli quando abbiamo un video che ce li mostra come se fossimo al suo fianco a tifare per lui. Per il puledro che diventerà poi cavallo, davanti ai nostri occhi,come da secoli accade. Perché il destino umano ed equino galoppano di pari passo, da tempi immemori. Quanto conosciamo veramente noi di loro?



Puledro: il cucciolo del cavallo

Definito come cucciolo del cavallo, più precisamente si può definire puledro qualsiasi giovane equino che non supera l’età di un anno. Un anno con il conto che inizia dalla nascita, momento tanto atteso, da noi ma prima ancora dalla madre del nostro cucciolo, e che arriva dopo un periodo di gestazione di circa 11 mesi. Quasi un anno ad aspettare, sì, ma poi è un momento, e il piccolo nasce. Molto spesso di notte, e viene alla luce già forte e perfettamente formato.

Parti gemellari o plurigemellari sono rari, e non desiderati, oltretutto, perché due puledri sani assieme non nascono facilmente ed è alto e sgradevole il rischio che uno dei due non resista. Purtroppo accade anche che entrambi non ce la facciano e che, da due attesi, la cavalla resti senza il suo puledro, per non parlare della possibilità che ci rimetta anche lei la pelle.

Sulla nascita del puledro girano varie voci. Una di quelle più curiose riguarda più che altro la sua mamma- E’ leggenda popolare, ma forse anche in parte verità, che la cavalla sia in grado di ritardare il parto fino a quando non riesce ad essere da sola. Pare infatti che – sempre in forma di pettegolezzo – la signora non ami che esseri umani o cavalli assistano al parto.

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Una volta che il puledro viene alla luce, con o senza “pubblico”, si può subito valutare il suo stato di salute osservando arti e gambe. Gli arti devono essere grandi e robusti con gambe lunghe e muscolose. Il puledro smette di essere tale e diventa cavallo quando compie 5 anni: a quel punto è un adulto a tutti gli effetti.

Nascita di un puledro e primi passi: video

Come promesso, soprattutto a chi non ha mai avuto la fortuna di assistervi di persona, ecco un video che mostra i primi momenti di un puledro. Una grande emozione, una bella scena spesso usata anche in letteratura, i famosi primi passi di un puledro, insospettabili nello loro tremore quando poi dopo poco vediamo l’animale avanzare galoppando indomito. Eppure, i primi passi sono primi passi per tutti, anche per chi poi fila veloce come il vento.

Clicca qui per vedere il video.

Sviluppo del puledro

Da puledro a cavallo in 5 anni, ma intanto? Intanto il nostro cucciolo cresce e anche molto veloce: nei primi tempi il ritmo può essere anche di 1 kg al giorno. Nelle prime settimane di vita tutto ciò che gli serve lo ricava dal latte della madre fino a quando man mano non passerà gradualmente alla dieta adulta. Senza troppa fretta perché proprio il latte materno è benissimo in grado di fornirgli il nutrimento e non solo. Anche gli anticorpi e le sostanze che servono per lo sviluppo del sistema immunitario.

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Il “latte” più precisamente parlando è il colostro, un liquido giallo e sieroso simile al latte, che viene abbandonato e sostituito da alimenti tipici della dieta da adulto a partire dall’età di 10 giorni circa. Da subito, oltre a nutrirlo, la cavalla pulisce e annusa il suo puledrino per impararne l’odore e non scambiarlo, perderlo o trascurarlo mai.

E’ fenomenale la velocità con cui dai primi passi incerti, il puledro arrivi ad una grande disinvoltura di galoppo. In poche ore, dalla nascita, possiamo vedere i cuccioli di cavallo trotterellare sulle loro lunghe zampe quasi in contemporanea con le prime poppate.

Anche se già sgambettante, il cucciolo di cavallo viene curato a vista dalla sua mamma nei primi sei mesi di vita, poi inizia il suo svezzamento. Per i cavalli che vivono allo stato brado, quasi per assurdo, o forse è la legge della natura, il periodo di allattamento e di custodia a vista, dura un intero anno invece che metà.

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Una volta svezzati il puledri non è quel tipo di cucciolo che sparisce quasi ingrato, continua a cercare la compagnia della madre anche se completamente autonomo ed in grado di provvedere a sé stesso. Cerca la mamma ma lei gli ha già “spiegato” nei primi mesi quanto gli serve per cavarsela: non si sa mai. Gli ha trasmesso informazioni sulle erbe più buone, sul comportamento da tenere con altri cavalli e con noi umani.

Per quanto riguarda lo sviluppo fisico del puledro, si vedono grandi metamorfosi nel pelo e nei denti, più che altro, mentre per le dimensioni, in generale quelle definitive vengono raggiunte a tre anni di età. Per quanto riguarda il pelo, quello soffice e lanoso, solitamente riccioluto anche nella coda, con cui il cucciolo nasce, detto simpaticamente ‘pelo matto’, scompare per lasciare il posto a quello “classico” da adulto, crini compresi, su coda e criniera.

I denti da latte vengono man mano sostituiti dai denti permanenti entro i 5 anni, quando il puledro diventa “ufficialmente” cavallo ha 40 denti se è maschio, 36 se femmina, perché senza ‘scaglioni’. Nello sviluppo del puledro è compreso anche il suo rapporto con noi essendo il cavallo un animale molto a contatto con l’uomo.

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I primi momenti passati assieme sono importanti e segnano l’equilibrio caratteriale di quello che sarà un imponente cavallo adulto. Prima di approcciare i puledri meglio conquistare la mamma in modo che si fidi e ci lasci poi dedicare al suo piccolo. Comprensibile, direi.

Una volta ottenuto l’assenso della cavalla neo mamma possiamo coccolare e conoscere il suo cucciolo, provando con pazienza a insegnargli a rispondere agli stimoli fisici e visivi che gli forniamo. Non deve essere una imposizione ma uno scambio, diamo ascolto anche ai suoi segnali per non scatenare reazioni indesiderate e comportamenti avversi, difficili da correggere in futuro.

Puledro da colorare

Un cavallo bambino di solito piace molto ai bambini, come forme, come idea, come realtà, dal vivo, da accarezzare, conoscere, coccolare. Senza escludere gite, incontri ed esperienze live, possiamo comunque regalare ai nostri piccoli un cucciolo di cavallo già disegnato da colorare a piacere. Nero, marrone, beige, panna, oppure con tinte fantasiose che solo il disegno e l’immaginazione permettono.

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Pubblicato da Marta Abbà il 2 giugno 2016