Come si produce biodiesel a partire dall’olio di frittura

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Con l’olio di frittura è possibile alimentare l’auto procedendo in tre modi: filtrare l’olio esausto e inserirlo direttamente nel serbatoio della vettura, filtrare l’olio esausto, mescolarlo a gasolio o altri solventi e impiegarlo per fare il pieno, oppure, trasformarlo per produrre biodiesel.

Anche se le prime due metodologie descritte (rimuovere l’impurità dall’olio e usarlo per riempire il serbatoio con o senza solventi/gasolio vergine) sembrano le più semplici, sono quelle meno sicure e richiederebbero l’impiego di motori tetrafuel o flex fuel come quelli prodotti dalla Fiat per il mercato svizzero e brasiliano. La terza e ultima alternativa citata prevede la trasformazione di olio esausto in biocarburante. Il biodiesel prodotto a partire dall’olio di frittura non richiede alcuna modifica al motore ma necessita di un processo di trasformazione più complesso.

Il processo che trasforma l’olio in biodiesel è la transesterificazione. I prodotti di “scarto” di questa reazione chimica sono rappresentati da glicerina e sapone liquido.

Osservando il classico gasolio si noterà che questo ha una viscosità differente dall’olio da cucina. Il gasolio è molto meno viscoso perché la sua struttura chimica manca dei “trigliceridi” componenti che caratterizzano l’olio da cucina. I propulsori dell’auto, per funzionare, sfruttano la viscosità del gasolio, così, nella trasformazione dell’olio esausto in biodiesel bisognerà rendere l’olio fritto meno viscoso, proprio come il gasolio.

A tale scopo, la trasformazione dell’olio esausto in biodiesel inizia con l’impiego di un catalizzatore, ovvero un agente chimico capace di spezzare i legami tra il glicerolo e i tre acidi grassi (il più comune, in questo caso, è il potassio idrossido), il classico legame dei “trigliceridi” viene spezzato a favore dell’introduzione del metanolo che va a creare il metil-estere, il composto protagonista del biocarburante. Il metanolo può essere sostituito dall’alcool etilico (etanolo). Ovviamente, prima di procedere con la trasformazione vera e propria sarà necessario purificare l’olio esausto.

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Pubblicato da Anna De Simone il 10 Dicembre 2013