Green Diesel e Biodiesel

green diesel e biodiesel
Green Diesel e biodiesel, nomi che suonano “verdi”e fanno pensare che si stia procedendo, con i carburanti, in una direzione sostenibile e di maggior rispetto dell’ambiente. E’ così, non è un canto delle sirene. La ricerca continua ma godiamoci questi passi avanti deliziosamente anche italiani. E approfondiamoli, per farne poi altri.



 

Green Diesel ENI: di cosa si tratta

Il Green Diesel ENI è il nuovo carburante prodotto negli stabilimenti Eni di Porto Marghera – Venezia, tra l’altro il primo impianto tradizionale al mondo che si è riconvertito in bioraffineria. Green Diesel non è il suo vero nome, vedremo, è un nome d’arte ma che ben rispecchia il suo “talento”: tutto solo riporta ben al di sotto dei limiti di legge i fumi di scarico dei motori a gasolio.

Con i tempi che corrono è un risultato da raccontare e da sbandierare. E non è il solo lato buono di questa novità ENI, il nuovo carburante Green Diesel migliora anche le condizioni di manutenzione del motore e fa registrare un calo delle emissioni di CO2 nel peggiore dei casi di almeno il 5%. Da gennaio alle pompe, in oltre 3.500 stazioni di servizio, allo stesso prezzo dell’Eni blu diesel, troviamo con il nome di Eni Diesel +, il Green Diesel, ma scientificamente vuole essere chiamato Hvo che sta per Hydrotreated Vegetable Oil, è frutto di un lavoro di 10 anni di ricerca su come utilizzare in modo intelligente e green, e non per peggiorare la nostra salute ingerendolo, l’olio di palma.

Per ottenere il Green Diesel è stata individuata una procedura, marchio Ecofining™, basata sulla idrogenazione completa degli oli vegetali. Le biomasse utilizzabili per ottenerlo non si limitano all’olio di palma e neanche al settore alimentare ma si può spaziare su sostanze di diverse origini e variando la ricetta non si varia la qualità del Green Diesel. Oltre all’olio di palma, quindi, in questo nuovo combustibile possiamo trovare grassi animali, materiale lignocellulosico. E poi oli”vari” come quelli di colza, soia, girasole, palma, di jatropha, da microalghe, di ricino.

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Green Diesel ENI: vantaggi

Forte di un decennio di prove che lo confermano, il Green Diesel può ben fiero vantarsi di aver dato una svolta nel mondo dei carburanti, rispetto a un gasolio standard. Anche con un 5% di componente biodiesel, il Green Diesel allunga la vita del motore mantenendone la massima potenza, ne migliora le prestazioni del motore riducendo oltretutto i consumi fino al 4%. Che fa sempre piacere.

Altri vantaggi di questo nuovo carburante sono le partenze a freddo più facili e una una minore rumorosità, oltre al già accennato abbattimento delle emissioni di CO2. Si ha un calo del 5%,in generale,in particolare i motori Euro 5 riescono a emettere il 40% in meno di ossido di carbonio e fino al 20% in meno di particolato.

Se vogliamo paragonare il novello Green Diesel al tradizionale FAME (Fatty Acid Methyl Esters), il primo ha maggior contenuto energetico e contemporaneamente sia basso potere solvente sia bassa solubilità in acqua. E’ ben compatibile con i materiali dell’automotive e non contiene zolfo e aromatici/poliaromatici, noti nemici dell’ambiente e della salute umana.

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Biodiesel: che cos’è

Il biodiesel, il nostro secondo buon combustibile, è di origine vegetale e si ottiene da vari tipi di olio di semi come ad esempio quelli di girasole, colza e soia. La procedura è quella di “trans-esterificazione”, studiata appositamente per rendere il biodiesel molto simile al gasolio di origine minerale.

A tutti gli effetti e con tutti gli onori il biodiesel rientra nella categoria dei biocombustibili, nome con cui si identificano i propellenti ricavati indirettamente da biomasse, proprio come anche il bioetanolo, il biometanolo, il bioidrogeno, gli idrocarburi sintetici.

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Alla vista il biodiesel è un liquido trasparente e di colore ambrato, dal punto di vista chimico è una sostanza composta da una miscela di esteri alchilici di acidi grassi a lunga catena e non contiene zolfo, il responsabile delle piogge acide.

Ecco anche il motivo, uno dei motivi, per cui il biodiesel ci suonava green: è considerato un carburante sicuro e biodegradabile, rilascia poca anidride carbonica durante la combustione ed è anche compatibile con motori, produce meno fumo rispetto al gasolio tradizionale e se paragonato alle marmitte catalitiche, fa un figurone quanto a efficienza. Il biodiesel, miscelato con il gasolio in ogni proporzione, viene poi usato nei motori diesel.

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Biodiesel: vantaggi e svantaggi

Seppur tifosa del biodiesel per i vantaggi ambientali che porta con sé, mostro vantaggi e svantaggi di questa tappa verso carburanti total green che sogniamo. A favore del biodiesel c’è l’evidenza provata che nel suo ciclo vitale emette molta meno CO2 essendo un combustibile di origine vegetale: si merita di esser chiamato forma di energia “rinnovabile”, al contrario dei combustibili fossili.

Tra gli svantaggi del biodiesel innanzitutto, lato pratico, vanno citati il prezzo elevato e la disponibilità, ad oggi, piuttosto limitata. Per approfondire i pro e i contro del biodiesel vi consiglio di leggere la pagina Biodiesel: soluzione o problema?”  che da modo di interrogarsi a fondo su questo carburante.
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Pubblicato da Marta Abbà il 1 febbraio 2016