Parto del gatto

Parto del gatto

Parto del gatto, un momento della vita del nostro animale che ci richiede, in veste di padroni, ben poco. La mamma felina, ancora più della mamma “cane”, fa da sé e a noi non resta che prepararle la cesta o la scatola dove partorirà. Scegliamola di dimensioni adatte che le permettano di entrare senza sforzi ma allo stesso tempo di tenere sotto controllo i gattini che potrebbero voler scappare.



Per ammorbidire l’ambiente e renderlo accogliente, possiamo arredarlo con cuscini, stracci puliti, traversine, meglio se di materiali naturali. Non scordiamo che dopo il parto del gatto, mamma e neo gattini desiderano stare in una zona calda e tranquilla.

Parto del gatto: come funziona

Se vogliamo capire come si svolge il parto del gatto è necessario scendere un pochino nel tecnico, ma senza esagerare perché per le complicazioni e gli approfondimenti ci sono i veterinari.

Quando è il momento, la cervice della gatta si dilata e i muscoli dell’utero cominciano a contrarsi. Spesso il respiro è man mano sempre più frequente, accompagnato da un ansimare accentuato oppure da delle insolite fusa. Quando si rompono le acque e le contrazioni diventano più frequenti, i gattini stanno per essere espulsi.

Per quanto riguarda la posizione, la mamma di solito assume quella per cui sembra stia defecando, oppure si sdraia su un lato. Man mano che escono i gattini potremo notare che ciascuno porta con sé una placenta, contiamole perché nessuna di esse deve restare nell’utero: si rischiano infezioni.

Parto del gatto

Parto del gatto: sintomi

Quando la gatta diventa irrequieta, senza apparente motivo, il motivo è che sta per partorire, a giorni. Un altro sintomo a circa 24 ore dal parto del gatto è il calo della temperatura di circa un grado. Meno misurabile ma basta un po’ di attenzione amorevole per avvertirlo, è il sintomo caratteriale: la futura mamma si trasforma. Si fa più affettuosa che mai. I sintomi relativi all’alimentazione sono contradditori, difficile dire cosa accade prima del parto del gatto.

A volte le gatte continuano a mangiare regolarmente, altre volte riducono le dosi. Uno degli ultimi sintomi che ci dicono che sta per avvenire l’espulsione è la perdita di liquido biancastro e appiccicoso.

Parto del gatto

Parto del gatto e gravidanza

Nel mondo dei gatti la gravidanza dura dai 57 ai 63 giorni, in media 60 giorni ma spesso al 57esimo avviene il parto del gatto. Quando è troppo prematuro, possiamo assistere alla morte dei gattini, dipende dalla salute della mamma e da quanto è anticipata la data.

Per capire se la nostra gatta non sterilizzata è incinta, dobbiamo aspettare il suo ipotetico 21esimo giorno di gravidanza quando da una ecografia potremo capire se avremo da assistere ad un parto del gatto. Prima è inutile sottoporla ad esami e visite.

Parto del gatto: periodo

I gatti vanno in calore piuttosto spesso, piuttosto spesso ha luogo l’accoppiamento dei gatti che non hanno certo problemi di estinzione da questo punto di vista. I cani sono molto meno “attivi”. Anche dal punto di vista della velocità con cui i piccoli vengono partoriti, i gatti si rivelano essere più rapidi dei cani.

Un parto del gatto con più gattini espulsi può durare anche poco più di un’ora, un piccolo può essere espulso anche in pochi minuti. In generale vale la regola che gli ultimi escono più lentamente, non perché siano pigri ma perché impiegano tempo a scendere lungo il corno uterino, in ogni caso in 6 ore il parto del gatto è terminato.

Per i curiosi o gli ansiosi, o per gli allevatori che devono sapere quanti gattini potranno vendere, è necessario attendere il 45esimo giorno di gravidanza per sapere una cifra esatta. Prima, prima che le ossa ossifichino, non si è certi che la stima sia corretta. Sempre dal 45esimo giorno è necessario assicurarsi che la futura mamma mangi correttamente e assuma una sufficiente quantità di calorie.

Parto del gatto

Parto del gatto: complicazioni

Se la gatta è molto indipendente durante il parto, quando emergono delle complicazioni, è meglio che noi evitiamo il fai da te. Non siamo veterinari e non lo possiamo diventare in occasione del parto del gatto, anche se è il nostro gatto.

Il parto podalico non è in generale un problema, a meno che il gattino non si metta di traverso di schiena oppure non sia così grosso da bloccare il canale del parto.

Altri segnali che ci devono indurre a chiedere l’aiuto di un esperto sono la comparsa di uno scolo verdastro in qualsiasi fase della gravidanza o del parto, la presenza di contrazioni troppo deboli, o la loro assenza, la esagerata attesa tra l’espulsione di un gattino e quella del seguente. Se dopo il parto del gatto la mamma continua a respirare troppo velocemente o ad ansimare, potrebbe avere una infezione.

Se vi è piaciuto questo articolo continuate a seguirmi anche su TwitterFacebookGoogle+, Instagram

Articoli correlati che possono interessarvi:

Pubblicato da Marta Abbà il 30 aprile 2017