Parrotia persica, per rallegrare il giardino d’autunno

Parrotia_persica

Chi cerca piante originali per arredare il giardino, può puntare alla parrotia persica, una valida alternativa al più famoso acero. La Parrotia persica è una specie di medie dimensioni che nel periodo autunnale regala una chioma dalle tonalità calde (rosso – arancio – giallo).

La Parrotia persica, appartenente alla famiglia delle Hamamelidacee, cresce in estese foreste nel suo habitat d’origine: Asia occidentale e Caucaso. E’ una pianta a foglia caduca che raggiunge mediamente un’altezza di 5-6 metri e una diametro di 4-6 metri.

Foglie, fiori e frutti
Se coltivata in pieno sole, in autunno, regala un fogliame dal colore rosso vivo. La colorazione delle foglie d’autunno varia in base all’esposizione ma anche al tipo di suolo, cresce bene sia in terreno calcareo sia in terreno leggermente acido; con suolo tendente all’acido, le foglie assumono colorazioni più intense.

Nel colore primaverile – estivo, le foglie presentano un colore verde brillante. I fiori sono rossi e di appena 1,5 -2 cm di diametro e crescono a mazzetti: la Parrotia fiorisce a fine inverno (tra febbraio e marzo), prima di emettere le foglie che ha perso tra fine novembre e inizio dicembre. Ai fiori seguono i piccoli frutti, capsule allungate di colore marrone-rossiccio, lunghe poco meno di un centimetro e che maturano nella tarda primavera. Questa pianta è indicata per arredare il giardino in quanto fiori, foglie e frutti presentano una particolare valenza ornamentale.

Oltre alla specie tipica appena descritta, vi è anche una con rami ricadenti, si tratta della varietà Pendula che raggiunge un’altezza massima di 2-3 metri.

Coltivare la Parrotia persica

La Parrotia può essere coltivata sia ad alberello che ad arbusto così da creare un grande effetto ornamentale; nel caso venga coltivata ad arbusto, occorre eliminare la punta del fusto principale non appena la pianta raggiunge l’altezza di 100 – 150 cm. Questa pianta sopporta egregiamente le potature, infatti si può conferire alla chioma una forma regolare e squadrata.

La messa a dimora si esegue in tardo autunno o nei primi mesi primaverili: la messa a dimora si effettua quando la pianta è priva di foglie ed è in riposo vegetativo. Dopo la messa a dimora, occorre irrigare moderatamente (solo se non ci sono piogge). Per il resto questa pianta non ha particolari esigenze, predilige un terreno fertile e profondo e solo nei casi in cui i rami crescano fuori dalla sagoma della chioma occorre intervenire accorciandoli prima della comparsa delle foglie. Si tratta di una pianta rustica che resiste bene alle malattie quindi non sono necessari trattamenti antiparassitari.

Pubblicato da Anna De Simone il 14 settembre 2014