Pacciamatura sinergica

Pacciamatura sinergica

La pacciamatura consiste nel ricoprire il suolo dell’orto e del giardino con uno strato di materiale organico. Una pacciamatura diventa ‘sinergica’ quando il materiale di pacciamatura  interagisce con il suolo e collabora alla crescita delle piante fornendo a esse sostanze nutritive. Oltre che protezione ovviamente.

La funzione primaria di una pacciamatura sinergica resta infatti quella di proteggere il suolo. Proteggere da che cosa? Per cominciare dal sole e dal vento che lo renderebbero troppo secco. E poi dagli acquazzoni che ne distruggerebbero il morbido strato superiore.

In pratica una pacciamatura sinergica mantiene umido, morbido e caldo il terreno. E anche ben aerato, cosa importante per la vita ipogea delle piante. Sotto la pacciamatura e lo strato superficiale di terra, vive infatti un mondo di insetti e di microbi con un ruolo fondamentale nel ciclo della natura.

Nell’orto sinergico, i componenti della fauna ipogea divorano lentamente lo strato di pacciamatura vegetale e la decompongono trasformandola in terriccio fertile. Si tratta in pratica di un compostaggio in loco con cui viene garantita una produzione costante di humus ricco di sostanze nutritive per le piante. Anche le radici delle piante che hanno esaurito la produzione, e che in un orto sinergico non vengono estirpate, contribuiscono alla produzione di sostanze nutritive.

Con quali materiali si può realizzare una buona pacciamatura sinergica? Allo scopo sono adatti l’erba tagliata, il fogliame, le erbe infestanti sminuzzate (nell’orto sinergico nemmeno le infestanti vengono buttate via), la paglia, le piante del sovescio falciate e il compost grezzo.

Un materiale secondo me ottimo per la pacciamatura sinergica è la segatura grossa di legno. Avendo la fortuna di averne a portata di mano, personalmente la uso nel mio orto sinergico e mi trovo bene: è coprente, facile da usare, trattiene l’umidità e protegge. È un materiale organico che si decompone e finisce nel terreno.

Però secondo me la segatura non deve essere troppo fine. Per la pacciamatura dell’orto sono meglio i trucioli o il cascame un po’ grosso. Inoltre bisogna assicurarsi che si tratti di legno non trattato (non ci devono essere colle, vernici o solventi) e che presenza di tannini non sia eccessiva. Il truciolato leggero di abete, più delicato, è meglio di quello di rovere che invece è più intenso.

Pubblicato da Michele Ciceri il 27 giugno 2015