Otite nel gatto: sintomi e cura

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Otite nel gatto: spesso è esterna, ma se non curata, si propaga. E’ una infiammazione del condotto uditivo, una patologia frequente tanto che si parla spesso di “cronicità” per l’otite nel gatto, e ciò significa mesi e mesi, addirittura, anni.

Abbiamo detto esterna ma è una patologia che può colpire una o più porzioni anatomiche dell’orecchio, non dico a caso, ma dipende anche da cosa combina il nostro gatto, dove va, come vive, se è sempre a zonzo o spesso debole e malaticcio. Facciamo un ripasso sul suo orecchio, per capire meglio l’otite nel gatto.



 

 

 

Pelo raso, spelacchiato o molto morbido, l’orecchio del gatto è composto da un canale auricolare esterno, da un “orecchio medio” e dalla parte interna, quella porzione più vicina al cervello. Abbiamo detto che le forme più comuni di otite nel gatto colpiscono inizialmente la parte esterna ma se non vengono adeguatamente curate, possono degenerare e raggiungere parti più interne. Ciò significa anche rottura del timpano, infiammazioni di porzioni più interne. Rischio di sordità.

Nessun attacco panico, non serve, ma nessun orecchio da mercante: bisogna rimediare tempestivamente con le giuste terapie e consultando il veterinario. Non si scherza con il fai da te e, non c’è peggior padrone di gatto di chi non vuol sentire… Seguendo le indicazioni del veterinario, che l’otite nel gatto colpisca un solo orecchio o entrambi, con un po’ di pazienza passa. In una settimana, massimo 10 giorni, di cure eseguite in modo ubbidiente e amorevole, e il nostro gatto tornerà in splendida forma.

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Otite nel gatto: le cause

Tra le cause primarie dell’otite nel gatto ci sono i parassiti, tra cui gli acari che sono i colpevoli di quasi la metà delle infiammazioni feline alle orecchie. Più in generale si parla di colonizzazione del canale auricolare esterno da parte di ectoparassiti, ma anche l’inserirsi non voluto di corpi estranei è frequente, molto frequente nella stagione estiva quando svolazzano i forasacchi.

Anche le neoplasie possono causare l’otite nel gatto e poi ci sono tra le cause le infezioni batteriche e i lieviti (Malassezia pachydermatis). In generale l’otite nel gatto insorge in un quadro di cattiva pulizia. Non è detto, ma certo non aiuta, mentre aiuta molto la guarigione, tenere regolarmente lavate le orecchie del nostro micio. Ma delle cure, trattiamo dopo.

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Può capitare che l’otite nel gatto sia un effetto secondario di altre patologie e problemi di base nelle sue orecchie, come polipi e persino i tumori. Anche allergie e altre patologie sistemiche possono portare, indirettamente, all’otite nel gatto ma torniamo alla causa più frequente: gli acari. Attenzione, non vanno per nulla trascurati. Sembrano più innocui di quanto non lo siano, ma vanno subito trattati perché, zitti zitti, possono portare a danni permanenti di udito.

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Otite nel gatto: i sintomi

Accorgersi che si è davanti all‘otite nel gatto non è molto difficile. Il micio non è affatto propenso a nascondere il fastidio, in generale, e anche in questo caso lo vedrete a disagio. Si gratterà ripetutamente le orecchie, scuotendo la testa senza sosta. Gratta e gratta, con zampe e con tanto di unghie, e il gatto sofferente di otite rischia anche di rompere i vasi sanguigni situati all’interno del lembo auricolare esterno: alto rischio di gonfiori, ematomi e altre complicazioni che rallentano la guarigione. E aumentano il fastidio.

L‘otite nel gatto “dona” all’animale anche un aspetto sbilenco, causato dal dolore, mentre dall’orecchio spesso possono fuoriuscire del liquido bruno e puzzolente e piccoli detriti, tanto da richiedere una approfondita pulizia fatta da esperti e sotto anestesia.

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Altri sintomi dell’otite nel gatto, meno frequenti ma a cui fare attenzione, sono inappetenza, perdita temporanea dell’udito, vomito. Se non abbiamo un gatto molto lamentoso- strano ma succede, ci sono anche gli stoici – allora facciamo attenzione quando lo accarezziamo in prossimità delle orecchie: potrebbe gemere o fare strani scatti, per il dolore da otite. In tal caso meglio approfondire e in compagnia di un veterinario.

Otite nel gatto: la cura

Per curare l‘otite nel gatto, bisogna riconoscerla, e lo può fare il veterinario, con certezza, e con un esame fisico e le analisi sierologiche. In tal modo potrà individuare la natura dell’infiammazione, se batterica o parassitaria, o se l’otite nel gatto è legata a un trauma o a un tumore piuttosto che a polipi nell’orecchio.

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Ovvio che se la causa scatenante dell‘otite nel gatto è la presenza di un corpo estraneo, il veterinario lo rimuove controllando i danni e provvedendo a ripararli. E’ il caso, non augurabile, ma semplice da curare, contando che in presenza di polipi o cancro, potrebbe rivelarsi invece necessaria una operazione di tipo chirurgico.

Riconosciuta la natura batterica dell‘otite nel gatto, il veterinario provvede a una citologia con tampone per stabilire il farmaco più adatto, antimicotico o antibiotico che sia. Altri farmaci che potrete trovarvi prescritti sono gocce antisettiche e disinfettanti, per tenere pulito il canale auricolare.

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In caso di otite nel gatto di tipo cronico – il rischio non è basso – ci vuole una cura potente di antibiotici, sia in gocce che in compresse, ma comunque sempre sotto indicazione del veterinario. Qualche accorgimento casalingo per aiutare la guarigione che esige però le cure del medico: non bagnare le orecchie del gatto o, se il micio si mette nei guai e la combina, asciugarle subito. E nel periodo più acuto dell’otite nel gatto, meglio che resti in casa, soprattutto di inverno ma anche in estate, con i pollini in giro, e i temporali, il dolore non farebbe che aumentare. Per incoraggiarlo, un bel cuscino simpatico, irresistibile e protetto: con l’otite ne sente il bisogno.

Prendere l’abitudine di pulire almeno settimanalmente poi le orecchie, sarebbe una buona prevenzione per l’otite nel gatto, e va fatto con massima delicatezza e servendosi di un batuffolo di cotone inumidito di detergente. Ce ne sono anche di adatti a cacciare gli acari. Come cure naturali per l’otite nel gatto, le più efficaci sono le 10 gocce di Echinacea, a ogni cambio dell’acqua, per lunghi periodi.

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Pubblicato da Marta Abbà il 23 maggio 2015