Orto urbano: le aromatiche superano i fiori

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Basilico, timo e rosmarino hanno superato rose, margherite e gerani sui nostri balconi, angoli trasformati in orti urbani dalla connotazione sempre più alimentare. Sono 23 milioni gli italiani che coltivano erbe aromatiche a fronte di 20 milioni impegnati con piante e fiori; si aggiunga che il 24% degli italiani coltiva piante da frutto e il 33% (1 italiano su 3) dispone di un piccolo orto. I numeri sono di Doxa-Assobirra in una ricerca realizzata nel 2013.

Un orto urbano è una scelta gratificante per il proprio benessere psicofisico e per arricchire la tavola di tutti i giorni di frutti, ortaggi, erbe e spezie. Anche quando dall’orto sul balcone non si riesce a ottenere una produzione di quantità, gli aiutini forniti dai sapori e dalle erbe aromatiche portano in casa un nuovo modo di approcciarsi al cibo basato su una cucina salutare, a basso impatto ambientale ed economica.

Un orto urbano può nascere sul balcone, nell’area comune condominiale, sul suolo pubblico, in azienda, a scuola… e la ragione che spinge a farlo è soprattutto la soddisfazione di mangiare qualcosa fatto con le proprie mani (46%) seguita dal desiderio di risparmiare sull’acquisto di frutta e verdura (22%).

Chi pratica gardening, che  a dirlo è più elegante di fare l’orto,  di solito predilige le cose naturali. Poiché alla ricerca di cui sopra ha collaborato AssoBirra, è normale faccia riferimento a questa antica bevanda per dire ad esempio che i cultori dell’orto in casa amano di più la birra (e la conoscono meglio) rispetto a quanti non hanno il pollice verde.

Secondo la ricerca 3 appassionati di orto&dintorni su 4 (74% contro il 68% di chi dichiara di non avere neanche una piantina in casa) consumano birra, la percepiscono come bevanda naturale e compatibile con uno stile di vita green e sanno anche come servirla in tavola a regola d’arte. La birra è in effetti un ottimo accompagnamento alle ricette dell’orto, caratterizzate di solito da sapori delicati, e la sua storia ne fa una bevanda naturale ed ecologica.

Pubblicato da Michele Ciceri il 29 settembre 2013