Malattie della siepe

Malattie della siepe

Malattie della siepe: dalle malattie fungine alle carenze nutrizionali, senza dimenticare parassiti e insetti dannosi. Ecco come curare le diverse malattie della siepe.

Bosso, lauroceraso, alloro, fontina, pittosporo… sono tutte piante da siepe molto diffuse in Italia. Riescono a tollerare potature anche pesanti e ripetute. Sono adatte a motivi più o meno geometrici e sono in grado di raggiungere altezze significative (5 – 6 metri, solo la siepe di pittosporo resta più bassa). Queste piante da siepe, seppur piuttosto resistenti, non sono immuni a malattie.

Malattie delle siepi

Nel paragrafo precedente abbiamo citato solo alcune delle piante da siepe diffuse in Italia, in questo paragrafo facciamo riferimento alle malattie più diffuse che possono attaccare le piante citate o altre siepi. Partiamo dai problemi nutrizionali.

Siepe con foglie gialle

La carenza di ferro, nota come clorosi ferrica, è un problema molto frequente per chi irriga le piante con acqua calcarea (acqua dura del rubineto). Le piante da siepe a rischio sono il lauroceraso, l’alloro, il pittosporo e soprattutto la fotinia.

Questa malattia si manifesta con ingiallimento fogliare e, in casi più estremi, le foglie diventano bianche e seccano. Quando la clorosi ferrica non viene curata, la pianta blocca completamente la fioritura, cessa la crescita e va incontro a un rapido deperimento.

Il rimedio consiste nel compensare la carenza di ferro al comparire delle prime foglie gialle della siepe. I composti a base di ferro sono molto comuni e si trovano facilmente nei negozi di giardinaggio, presso i consorzi agrari o sfruttando la compravendita online.

I concimi di “ferro chelato”possono essere liquidi o in polvere. Quelli granulari o in polvere vanno interrati in modo rapido perché la luce tende a degradare questo particolare concime. La composizione chimica di questi composti rende il ferro disponibile anche in terreni calcarei, cioè quei terreni responsabili della clorosi ferrica, la malattia che causa foglie ingiallite nella siepe.

Per capire quali sono i concimi a base di ferro, vi invitiamo a visitare la pagina Amazon dedicata: concime a base di ferro chelato.

La clorosi ferrica attacca le foglie più giovani. Quando l’ingiallimento riguarda le foglie più vecchie, probabilmente si tratta di carenza di azoto. Con la carenza di azoto, la pianta rallenta la crescita e appare fin da subito sofferente. La carenza di azoto riguarda soprattutto il pittosporo, la fotinia, il lauroceraso e può riguardare anche bosso e alloro.

Siepe attaccata da fumaggine

La fumaggine non risparmia nessuna pianta da siepe. Tra quelle citate le più esposte sono le siepi di alloro e pittosporo, ma come premesso questo fungo non risparmia nessuna pianta.

Se la siepe presenta foglie ricoperte da una patina nera e polverulenta, allora non ci sono dubbi, è interessata da fumaggine.

Per intervenire, eliminare gli insetti all’origine di tale malattia e intervenite lavando singolarmente le foglie colpite. Usate acqua e sapone di Marsiglia. In caso di infezione estesa trattare con prodotti a base di rame.

Macchie sulle foglie della siepe

Ci sono funghi che causano macchie di varia forma che sembrano quasi bruciature. Queste macchie possono essere puntiformi, irregolari, tondeggianti, allungate… hanno un colore che varia in base alla pianta da siepe. Appaiono brune e rosse o brune e gialle. Anche in questo caso il trattamento da eseguire è a base di rame.

Insetti parassiti della siepe

Partiamo dall’ozirrinco che erode il margine delle foglie. Questo parassita è un coleottero lungo 8-10 mm che arreca gravi danni. Per questo parassita è consigliata la lotta biologica con nematodi entomoparassiti da aggiungere a partire da febbraio-marzo.

Tra gli altri parassiti della siepe non mancano pidocchi delle e cocciniglie. Per i rimedi agli afidi della siepe (o pidocchi delle piante) vi rimandiamo alla pagina: pidocchi delle piante.

Siepe con foglie secche

Se la vostra siepe presenta, a macchia, delle foglie e dei rametti completamenti disseccati, potrebbe trattarsi dell’insetto Xylosandrus compactus. E’ lungo solo 2-3 mm e al momento l’unico modo per rallentare l’infestazione prevede la tempestiva eliminazione (con bruciatura) del rami secchi. I danni sono resi più gravi da alcun funghi trasportati proprio dall’insetto.

Pubblicato da Anna De Simone il 3 agosto 2017