Licheni come bioindicatori e bioaccumulatori

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L’uso dei licheni come bioindicatori e bioaccumulatori per monitorare la qualità dell’aria e la presenza di inquinanti in atmosfera.

Bioindicatori e biomonitoraggio

I bioindicatori ambientali consentono il monitoraggio dell’inquinamento tramite parametri biologici. Grazie al cosiddetto biomonitoraggio è possibile farsi un’idea precisa sulla presenza di contaminanti nell’ambiente (acqua, aria, suolo…). Le variazioni ecologiche da osservare con il biomonitoraggio riguardano:

  • modificazioni morfo-strutturali
  • accumulo di sostanze inquinanti
  • variazione della composizione faunistica e/o floristica di un ambiente

bioindicatori riflettono l’andamento della qualità ambientale nei periodo più o meno lunghi, fatta eccezione per casi particolarmente eclatanti (boom algali, morie di massa…). Tra i bioindicatori che possono riflettere la qualità dell’aria quadrano i licheni.

Licheni: bioindicatori e bioaccumulatori

Già nel 1800 si notò una certa correlazione tra inquinamento atmosferico licheni ma le prime documentazioni scientifiche risalgono alla seconda metà degli anni Novanta. Oggi esistono mappe della qualità dell’aria ottenute proprio con il biomonitoraggio dei licheni.

Quando si parla di licheni si fa riferimento a un gran numero di specie. Le varie specie di licheni presentano tolleranze diverse a differenti tipi di inquinanti. Questo ci consente, sulla base di scale di tolleranze di stimare il grado di inquinamento a partire dalle specie di licheni rinvenute in un determinato luogo.

licheni non sono solo ottimi bioindicatori della qualità dell’aria ma possono essere usati anche come bbioaccumulatori, in questo caso si analizzano le concentrazioni di determinate sostanze depositate nei talli lichenici, correlandole ai tassi medi di deposizione.

Licheni come bioindicatori

La metodologia più usata, oggi, per l’impiego dei licheni come bioindicatori è quella proposta dall’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ANPA). In questo modo è possibile usare delle standardizzazioni sul biomonitoraggio che vertono sui licheni epifiti, cioè sulle specie di licheni che si sviluppano sulle cortecce degli alberi (licheni epifiti).

Il metabolismo dei licheni dipende essenzialmente dall’atmosfera, i licheni epifiti hanno:

  • un’elevata capacità di assorbimento e di accumulo delle sostanze presenti in atmosfera (per questo oltre che come bioindicatori si possono usare come bioaccumulatori analizzando le concentrazioni di determinati inquinanti nel tallo)
  • lento accrescimento e grande longevità, la lentezza del metabolismo consente di ottenere una stima dell’inquinamento su lunghi tempi
  • un’elevata sensibilità agli agenti inquinanti, la fotosintesi e le attività metaboliche cessano in caso di elevate concentrazione di agenti inquinanti quali anidride solforosa, idrocarburi, ozono, nitrato di paracetile, piombo, zinco, cadmio e floruri
  • un grado diversificato di tolleranza agli inquinanti, così da proporre delle scale di tolleranza sulla base delle specie di licheni rinvenuti

Quando è presente inquinamento atmosferico, i licheni vedono una netta riduzione della fotosintesi e della respirazione cellulare per danneggiamento della clorofilla. Diventa difficile rilevare nell’aria (mediante il prelievo di campioni) la presenza di metalli, radionuclidi, idrocarburi clorurati, fluoruri… e altri agenti inquinanti, mentre i licheni possono restituire un quadro preciso della situazione sia mediante la scala di tolleranza specie specifica, sia sfruttandone l’uso come bioaccumulatori.

Licheni come bioaccumulatori

Questi organismi si possono sfruttare per comprendere le contaminazioni ambientali da metalli, radionuclidi e di composti xenobiotici come gli idrocarburi clorurati, ampiamente usati come solventi. Se i licheni come bioindicatori si osservano (soprattutto i licheni epifeti) nel caso dei licheni come bioaccumulatori si vanno a introdurre dei licheni raccolti in aree non contaminate per osservare, in un lasso di tempo, la quantità di metalli e inquinanti accumulati nel tallo. Questa metodologia è più semplice perché non presenta particolari difficoltà: si ricorre alle classiche analisi spettrofotometriche, la gascromatografia o a rilevatori di radioattività. Metodologie più accessibili e di semplice applicazione.

Licheni in giardino

I licheni in giardino possono essere molto fastidiosi, soprattutto quando ricoprono muri, statue e fontane. A tal proposito ti segnalo la guida: come eliminare muschi e licheni. Anche gli alberi ornamentali del giardino possono avere problemi a causa dell’eccessiva crescita di muschi e licheni, per risolvere tale problematica ti rimando alla pagina: muschi e licheni sul tronco dell’albero.

Pubblicato da Anna De Simone il 9 giugno 2018