Innesto senza mastice

innesto senza mastice

Innesto senza mastice: esaminiamo la composizione del mastice per innesti così da capire quando non è necessario usarlo. Ricetta per preparare un buon mastice fai da te.

Chiariamo subito una cosa: il mastice per innesti pasta per innesti è sempre molto utile ma può essere strettamente necessario solo in determinate circostanze.

Pasta o mastice per innesti, che cos’è

Si tratta di una sostanza densa che va a formare una pellicola protettiva che isola la parte interessata (innesto o taglio) dall’ambiente esterno. La pellicola una volta asciutta si adatta facilmente a tutti i movimenti delle piante senza fessurare, conservando inalterate le proprie caratteristiche nel tempo.

Mastice per innesti, composizione

La composizione del mastice per innesti varia da produttore in produttore. Vi sono, per esempio, mastici che contengono cere. In questo caso si parla spesso di pasta o cere per innesti. Questi mastici a base di cere vanno preriscaldati prima dell’applicazione. Il loro uso è andato perdendosi nel tempo sia per la poca praticità sia per il rischio di ustionare le marze.

Prendiamo in esempio uno dei mastici per innesti più usato, impiegato sia per proteggere la superficie dei tagli della potatura, sia per facilitare l’attecchimento dell’innesto.

Parliamo del mastice per innesti “Arbokol potatura o innesti“. La composizione di questo prodotto vede l’unione di diverse resine sintetiche che, solidificandosi all’aria, danno vita a un polimero plastico duro ma malleabile. Alla miscela di resina, molti produttori (compreso quello di Arbokol) aggiungono composti rameici per conferire un ulteriore potere protettivo al composto. I mastici con aggiunta di rame proteggono la pianta da attacchi fungini.

Mastice fatto in casa

Un buon mastice per innesti si può ottenere a partire dalla colla vinilica. Il mastice fatto in casa, però, presenta qualche svantaggio perché risulta più difficile da applicare.

La viscosità dei mastici per innesti che troviamo in commercio è studiata per facilitarne l’applicazione con l’uso di un pennello. Il mastice fatto in casa potrebbe risultare troppo liquido e quindi più difficile da gestire.

Con il mastice fatto in casa è possibile raggiungere lo spessore di pochi millimetri mentre con il mastice a base di resine sintetiche che troviamo in commercio si possono raggiungere facilmente 12 – 25 mm e anche le pellicole più sottili (6 mm) hanno una vita lunghissima.

Per un mastice fatto in casa, utile per proteggere le ferite delle piante, è possibile scegliere una composizione data da vinavil, poltiglia bordolese o solfato di rame e acqua nelle dosi di 50, 3, 47%. Questa composizione è utile in caso di taglio ma meno utile per aumentare le possibilità di attecchimento di un innesto.

Per tutte le informazioni: mastice per innesto fatto in casa.

Innesto senza mastice

Come anticipato in premessa, è possibile fare un innesto senza mastice e proteggere, fin da subito, l’innesto con del nastro isolante elastico che, all’occorrenza, dovrà poi essere sostituito.

Il mastice usato sugli innesti, non solo protegge le ferite da attacchi fungini, malattie e parassiti, ma aiuta anche l’attecchimento della marza. In che modo? Il taglio praticato per l’innesto è una “violenza” per la pianta che, spontaneamente, tenderà a produrre un callo allontanando la possibilità di unione con la marza. Il mastice viene messo per evitare la formazione del callo e coadiuvare l’attecchimento della marza.

Il mastice è solo un aiuto ma è possibile fare un innesto senza mastice se il taglio è operato a regola d’arte!

Il vero segreto del successo di un innesto non sta nell’uso o meno del mastice bensì nella precisione del taglio. Più la marza e il portainnesto saranno tagliati in modo compatibile e più alte saranno le probabilità di attecchimento.

Altro focus, più rilevante dell’uso del mastice per innesti, sta nella corretta scelta del portainnesto. L’innesto deve essere eseguito su varietà resistenti alla malattia o su specie resistenti e affini.

Per dettagli sul taglio: innesto a spacco.

Pubblicato da Anna De Simone il 6 marzo 2017