Impianto di recupero dell’acqua piovana: quando conviene, pro e contro

recupero acqua piovana

Sono molti gli impianti di recupero dell’acqua piovana, in commercio esistono modelli destinati a essere interrati e sistemi capaci da integrarsi con l’arredo del giardino, più facili da installare ma che occupano più spazio e hanno ridotte capacità di accumulo. Certamente chi vive in una zona molto piovosa può optare per un impianto di recupero da interrare, mentre chi cerca un sistema per recuperare l’acqua piovana destinata ad irrigare il piccolo giardino o l’orto, potrà scegliere un modello da superficie con capacità di accumulo entro i 350 litri.

Ad affiancare i molteplici modelli di impianti di recupero dell’acqua piovana, esistono i sistemi fai-da-te. Con l’acqua piovana recuperata è possibile assolvere diverse mansioni, dalla classica irrigazione del giardino, fino ad arrivare allo sciacquone del gabinetto.

Grazie agli impianti di recupero dell’acqua piovana è possibile provvedere alle pulizie di casa e all’attivazione della lavatrice. Un grosso vantaggio dell’uso dell’acqua piovana per i servizi igienici risiede nella sua azione anticalcare: l’acqua piovana non favorisce la formazione di calcare riducendo i consumi dell’anti-calcare e grazie alla migliore azione pulente riduce anche l’impiego di detersivo arrivando addirittura a dimezzarlo. In ambito delle irrigazione, l’acqua piovana favorisce un assorbimento ottimale dei minerali.

Come recuperare l’acqua piovana

Per costruire un impianto di recupero dell’acqua piovana è necessario individuare almeno uno dei tubi di scarico pluviale dell’edificio per poi convogliarlo al serbatoio di raccolta che, in base alle proprie esigenze, può essere interrato o integrato nell’arredo del giardino.

Al serbatoio dovranno arrivare i tubi di recupero dell’acqua mentre da esso dovranno partire i vari collaterali per la ri-distribuzione dell’acqua piovana; a tal proposito potrebbe essere necessario un sistema di distribuzione per l’irrigazione e un sistema di distribuzione in ambito domestico (per provvedere al fabbisogno idrico dello scarico del WC, della lavatrice, pulizia dei pavimenti…). Il circuito realizzato con il fai da te può essere alimentato per caduta naturale o con pressione mediante una pompa.

Sistema di recupero dell’acqua piovana: elementi

Un sistema di recupero dell’acqua piovana è solitamente composto da 4 elementi:

  1. una superficie di raccolta (nella situazione più classica si tratta di un tetto)
  2. un sistema di convoglio (generalmente costituito da una grondaia)
  3. un condotto di drenaggio che conduce l’acqua piovana recuperata
  4. un contenitore di stoccaggio che riceve l’acqua piovana recuperata.

Le classiche grondaie per il recupero dell’acqua piovana sono disponibili in una molteplice varietà di materiali, quelle più diffuse sono in acciaio zincato, PVC o bambù. Una volta recuperata, l’acqua piovana può essere utilizzata per uso domestico, per la cura del giardino, per le toilettes… più raramente, l’acqua piovana recuperata viene trasformata in acqua potabile dopo aver subito un ulteriore trattamento.

Il recupero dell’acqua piovana si pone come una soluzione alla crisi idrica sempre più probabile e imminente in gran parte del nostro pianeta. I sistemi per il recupero dell’acqua piovano sono relativamente poco costosi e l’intero principio può godere di un’alta efficienza, l’unico limite è imposto dalla capacità del serbatoio di stoccaggio e dalla superficie di raccolta.

In commercio esistono una gran varietà di serbatoi: da quelli interrati a quelli a forma di ancora da collocare vicino alle pareti di casa, in prossimità della grondaia, come quello della foto che segue.

impianto recupero acqua piovana

Impianto di recupero dell’acqua piovana

Quando si vuole sfruttare una grondaia per il recupero dell’acqua piovana, bisogna tenere in considerazione alcuni fattori:
-fattori ostruttori
-fattori distruttori

Gli alberi, con semi e foglie possono ostruire il sistema di convoglio delle grondaie mentre le radici dell’albero rischiano di danneggiare sia le fondazioni, sia il rivestimento del serbatoio interrato causando crepe e perdite. Una seconda considerazione va fatta tenendo presente il tipo di terreno: meglio interrare il serbatoio nei pressi di un terreno roccioso, duro o compatto. Un terreno duro tenderà a limitare i danni di eventuali crepe limitando al minimo le perdite. Un terreno roccioso può addirittura restringere le crepe, al contrario, un terreno soffice può espanderle.

Quando conviene costruire un sistema di recupero dell’acqua piovana

Un sistema di recupero dell’acqua piovana massimizza la sua efficacia nelle zone in cui la quantità di precipitazione è compresa tra i 100 e i 500 mm per anno. Uno studio condotto dall’olandese CIR (Centro Internazionale di Ricerca, Olanda) ha concluso che la raccolta dell’acqua piovana è più economica e conveniente dove le precipitazioni sono comprese tra i 100 e i 500 mm per anno. Se la quantità di precipitazioni supera i 500 mm, i costi per gli impianti e la manutenzione legata al recupero supereranno i benefici, così come se la quantità di precipitazione è inferiore ai 100 mm, i vantaggi non potrebbero coprire i costi in tempi ragionevoli.

Sistema di recupero acqua piovana

Guida per costruire un impianto di recupero dell’acqua piovana

In rete sono presenti diversi esempi di impianti per recuperare l’acqua piovana. Tra i tanti vi segnalo quello presentato dal geom. Lino, sul suo sito personale: http://web.tiscali.it/ik3ngu/acqua.html

dove troverete una guida illustrata per costruirlo.

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Impianto di recupero di acqua piovana, permessi e incentivi

La vecchia finanziaria 2008 – legge 244/2007, articolo 1, comma 288 – ha disposto che dal 2009 il rilascio del permesso di costruire sia subordinato, oltre che alla certificazione energetica dell’edificio, anche alle caratteristiche strutturali dell’immobile finalizzate al risparmio idrico e al recupero e riciclo dell’acqua piovana. Alcune regioni hanno emanato leggi più precise in materia, ne sono un esempio la Lombardia, la Toscana, l’Umbria, la Puglia, Lazio e le Marche.

Per quanto riguarda le Agevolazioni Fiscali per l’installazione di un impianto di recupero di acqua piovana ci rifacciamo alle Legge di Stabilità 2015 che insieme al bonus ristrutturazioni e ai vari Ecobonus, ha introdotto un piano ad hoc per chi intende operare in ambito di risparmio idrico.

Gli incentivi fiscali per l’acquisto e l’istallazione di un impianto di recupero di acqua piovana fanno riferimento al DL n. 83 del 22.6.2012 con la Legge n. 190 del 23 dicembre 2014 (meglio conosciuta come legge di stabilità 2015). Gli incentivi sono erogati sotto forma di detrazioni fiscali così come descritto nell’articolo dedicato agli Ecobonus.

Vantaggi di una cisterna interrata rispetto a una cisterna da superficie

Le cisterne interrate, sebbene più costose rispetto alle cisterne da terra, non causano alcun ingombro e sono protette dai raggi solari e da sbalzi termici. Con le cisterne interrate maggiori costi sono legati soprattutto all’installazione dell’impianto.

Con un’attenta progettazione dell’impianto di recupero acqua piovana, sarà possibile riutilizzare l’acqua della cisterna sfruttando la naturale pendenza del terreno così da evitare i costi energetici legati all’impiego di una pompa.

cisterna intertrata per il recupero acqua piovana

lo schema d’impiego dell’impianto di recupero acqua piovana Riusa Plus di Isea

Pubblicato da Anna De Simone il 30 Ottobre 2019